Il presidente Ficei: trasporti ed energia per rafforzare distretti industriali
Roma, 18 Febbraio – «Trecento milioni di euro per le infrastrutture delle aree industriali del Mezzogiorno riaprono il dossier Zes in chiave concreta. L’avviso pubblicato dalla Struttura di missione Zes, finanziato con il Fondo per lo Sviluppo e la Coesione 2021-2027, coinvolge Basilicata, Campania, Calabria, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna. I destinatari sono Comuni sopra i 5mila abitanti con aree PIP e consorzi industriali. La leva scelta è il contributo a fondo perduto: meno debito per gli enti locali, più rapidità di spesa, maggiore certezza nella programmazione». A dirlo è Antonio Visconti, presidente nazionale Ficei (la federazione dei consorzi industriali) e numero uno dell’Asi di Salerno.
«Il nodo è industriale prima ancora che territoriale – spiega Visconti -. Nel Sud operano centinaia di aree produttive comunali e oltre 80 consorzi Asi; qui si concentra circa un terzo delle unità manifatturiere italiane, ma con un differenziale infrastrutturale che, secondo stime Svimez, incide fino al 20% sui costi logistici rispetto al Centro-Nord. La Zes unica, operativa dal 2024, ha già attivato crediti d’imposta per investimenti che nel 2023 hanno superato i 2,5 miliardi di richieste. Segnale chiaro: la domanda di insediamento c’è».
Secondo Visconti, «i punto è trasformare l’incentivo fiscale in competitività reale». «I distretti meridionali – aerospazio in Campania, agroalimentare in Puglia, automotive in Basilicata attorno a Melfi, farmaceutica nel Lazio meridionale collegata alle filiere campane – reggono l’export e mostrano livelli di produttività superiori alla media delle aree non distrettuali, in alcuni casi fino al 15% in più – sottolinea ancora il presidente Ficei –. Ma funzionano solo se collegati a porti, interporti, retroporti e reti digitali efficienti».
«I 300 milioni Fsc sono dunque una misura ponte tra politica di coesione e politica industriale. Se concentrati su viabilità primaria, connessioni ferroviarie merci, efficientamento energetico e servizi alle imprese, possono generare un effetto moltiplicatore sugli investimenti privati e rafforzare la capacità attrattiva delle Zes. Se dispersi in interventi marginali, resteranno una voce di bilancio. La differenza – ha concluso Visconti – la farà la qualità della selezione dei progetti e la loro integrazione con le filiere produttive».
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