Napoli, 3 Novembre Alla vigilia della sfida di Champions League contro l’Eintracht Francoforte, Antonio Conte si presenta in conferenza stampa con la consueta grinta e un messaggio preciso: compattezza e fiducia. Il tecnico del Napoli parla con tono diretto, consapevole del momento delicato che la squadra sta attraversando.

“Un Napoli che lotta nelle prime posizioni dà fastidio, e io lo capisco. Ecco perché chiedo un ambiente compatto: i ragazzi stanno dando tutto in un periodo difficile. Siamo lì nonostante i problemi, e questo fa paura”, afferma Conte, sottolineando ancora una volta la forza del gruppo.

Conte non risparmia una frecciata a chi, a suo dire, cerca di destabilizzare l’ambiente. “Il tifoso napoletano è un sognatore, e basta poco per esaltarlo o deprimerlo. Ascoltate quello che vi dicono allenatore e giocatori: gli altri hanno tutti interesse ad alzare o ad ammazzare. Restiamo uniti e compatti: l’annata sarà difficile e complessa, ma l’avevo detto dall’inizio. Onore ai ragazzi, perché con tutte le difficoltà siamo ancora in testa.” Il tecnico rilancia poi l’obiettivo immediato: “Domani, se vinciamo, andiamo a +6. Se non ci riusciremo, continueremo comunque il nostro percorso, consapevoli della nostra forza.”

Conte non nasconde i problemi legati agli infortuni e agli impegni ravvicinati: “Le difficoltà non mancano, anche perché quando uno si ferma, un altro deve essere super utilizzato, come è successo a Gilmour. In certi ruoli, se capita un infortunio, non abbiamo un terzo giocatore. Dobbiamo metabolizzare questi impegni ogni tre giorni, trovando più certezze possibili e ruotando con serenità.” Il tecnico spiega il piano di lavoro serrato: “Oggi prepariamo la gara di domani, poi dopo il recupero saremo subito pronti per la sfida con il Bologna. La Champions richiede un grande sforzo fisico e mentale.”

Impossibile evitare il tema degli arbitri, sempre caldo dopo le ultime polemiche. Conte sceglie la via della prudenza, ma non rinuncia a una riflessione. “Non mi metto a parlare di arbitraggi: appena lo facciamo, li mandiamo in confusione. È giusto credere nell’attenzione equilibrata dei direttori di gara. Dispiace, però, vedere come il sistema non abbia fondamenta solide: al primo soffio di vento, quando qualcuno prova a migliorare il calcio italiano, succede di tutto.”

E aggiunge: “A volte vedo arbitri richiamati al monitor e mi chiedo se sia sempre necessario. Chi sta al VAR dovrebbe sapere che quel gesto mette il direttore di gara sotto la pressione di 80 mila persone. Non sempre serve cambiare decisione. Serve collaborazione, ma nel modo giusto.”

Antonio Conte chiude la vigilia con la sua solita intensità: un richiamo all’unione, alla lucidità e alla forza di gruppo. Il Napoli arriva alla sfida europea con ferite ancora aperte, ma con la convinzione di poterle trasformare in energia.

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