Napoli, 19 Gennaio – Donald Trump torna a far discutere sul piano internazionale con una lettera dai toni duri indirizzata al primo ministro norvegese Jonas Gahr Støre, nella quale collega la mancata assegnazione del Premio Nobel per la Pace 2025 a un possibile cambio di approccio della politica estera statunitense. Il documento, ottenuto dall’emittente britannica Sky News e confermato dalle autorità norvegesi, è stato definito “irrituale e sorprendente” dalla stampa di Oslo.

Nel testo, attribuito all’ex presidente americano, Trump afferma di non sentirsi più vincolato a “pensare esclusivamente alla pace” dopo che il Nobel è stato conferito alla leader dell’opposizione venezuelana María Corina Machado. Trump rivendica di aver “fermato otto guerre in più” rispetto ad altri leader e lascia intendere che la decisione del Comitato Nobel abbia avuto un impatto diretto sulla sua visione del ruolo degli Stati Uniti nel mondo. Pur precisando che la pace resterebbe un obiettivo “predominante”, il riferimento a un approccio più assertivo segna una netta discontinuità rispetto alla retorica utilizzata in passato.

La lettera affronta anche uno dei dossier più delicati dei rapporti tra Washington e l’Europa del Nord: la Groenlandia. Trump mette in discussione la sovranità danese sull’isola artica, sostenendo che Copenaghen non sarebbe in grado di difenderla da potenze come Russia e Cina. Da qui l’affondo più controverso: secondo il presidente americano, la sicurezza globale passerebbe da un “controllo completo e totale” della Groenlandia da parte degli Stati Uniti, con un implicito richiamo al ruolo della Nato e ai contributi forniti da Washington all’Alleanza sin dalla sua fondazione.

L’autenticità della lettera è stata confermata dallo stesso primo ministro norvegese Støre in un’intervista al quotidiano Verdens Gang. Il capo del governo ha spiegato che il messaggio di Trump rappresenta una risposta a una comunicazione precedente, firmata congiuntamente da Støre e dal presidente finlandese Alexander Stubb, proprio sul tema della Groenlandia, territorio autonomo della Danimarca tornato al centro delle ambizioni strategiche americane.

Le dichiarazioni attribuite a Trump rischiano ora di alimentare nuove tensioni diplomatiche tra gli Stati Uniti e i partner europei, sia sul piano della sicurezza sia su quello simbolico del Premio Nobel per la Pace, storicamente assegnato dal comitato norvegese. Un intreccio di rivendicazioni personali, strategia geopolitica e retorica muscolare che conferma come la Groenlandia e l’Artico restino uno dei fronti più sensibili del confronto tra le grandi potenze.

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