Telese Terme, 20 Giugno – La violenza esplode ancora una volta nel cuore della notte telesina, confermando un’emergenza sicurezza che da troppo tempo stringe d’assedio il centro termale. Quella che dovrebbe essere una sana aggregazione giovanile continua a trasformarsi, fine settimana dopo fine settimana, in un far west di risse, violazioni delle regole e somministrazione illecita di alcolici. L’ultimo campanello d’allarme è suonato pochi giorni fa, costringendo i vertici delle Forze dell’Ordine a intervenire con provvedimenti drastici. L’ultimo episodio: botte da orbi alle 3 del mattino I fatti risalgono allo scorso 8 febbraio. Erano circa le 3:00 di notte quando, nei pressi di un noto bar situato nel pieno centro di Telese Terme, una banale discussione nata per futili motivi tra due giovani avventori è rapidamente degenerata.
La lite ha finito per coinvolgere anche una terza persona, sfociando in una vera e propria rissa. Calci, pugni e una violenta colluttazione che hanno creato una grave turbativa dell’ordine pubblico, mettendo a repentaglio non solo l’incolumità dei tre, ma anche quella degli altri ragazzi presenti. Il pronto intervento di una pattuglia del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Telese Terme ha permesso di identificare i responsabili. La risposta delle istituzioni non si è fatta attendere: il Questore della Provincia di Benevento, Giovanni Leuci, ha emesso tre provvedimenti D.A.C.U.R. (il cosiddetto “Daspo Urbano”) nei confronti dei protagonisti della rissa. Per loro è scattato il divieto assoluto di accesso e stazionamento nei locali pubblici del centro cittadino durante le ore serali e notturne, per un periodo che varia da uno a tre anni a seconda della gravità delle condotte. Un provvedimento che porta a ben 21 i D.A.C.U.R. già irrogati dalla Questura nel corso del 2026. Alcol ai minorenni e recidiva: il collasso delle regole L’episodio dell’8 febbraio è, purtroppo, solo l’ultimo capitolo di un copione drammaticamente noto.
La malagestione della movida telesina affonda le radici in una serie di comportamenti spregiudicati da parte di alcuni esercenti, disposti a chiudere un occhio (e spesso tutti e due) pur di fare cassa, persino sulla pelle dei più giovani. A luglio del 2025, un clamoroso provvedimento ex Art. 100 del T.U.L.P.S. aveva portato alla chiusura per 15 giorni di un locale del centro. Il motivo? I poliziotti avevano accertato la somministrazione reiterata di bevande alcoliche a minorenni. Ma il dato più inquietante risiedeva nella recidiva: quello stesso esercizio commerciale, infatti, era già stato chiuso nel gennaio precedente dopo che i suoi spazi erano diventati il ring per una maxi-rissa che aveva coinvolto una decina di ragazzi. L’alcol venduto illegalmente ai minori agisce come un innesco micidiale, abbassando i freni inibitori e sfociando in episodi di violenza o, nel peggiore dei casi, in gravi incidenti stradali. Una “Cronaca Nera” a cielo aperto Basta scorrere l’archivio recente per rendersi conto che Telese Terme sta pagando a caro prezzo la mancanza di controlli interni da parte dei gestori dei locali: Le risse primaverili (2025) Tra il 26 aprile e il 25 maggio dello scorso anno, i Carabinieri della Compagnia di Cerreto Sannita sono dovuti intervenire ripetutamente in un altro esercizio pubblico telesino per sedare violente liti tra ragazzi e per sanzionare il disturbo della quiete pubblica dovuto alla musica ad altissimo volume fuori orario. Anche in quel caso, il Questore fu costretto a sospendere la licenza del locale.
L’accoltellamento in Piazza Minieri Impossibile dimenticare il grave fatto di sangue di qualche anno fa (avvenuto un 16 settembre), quando alle 3:00 di notte una lite all’esterno di un bar culminò in un ferimento al collo con un’arma da taglio. L’aggressore, rintracciato dalla polizia con i vestiti ancora intrisi di sangue, fu denunciato e il Questore dell’epoca dispose la chiusura per 15 giorni dell’attività commerciale. Oltre la repressione Le Forze dell’Ordine — tra Polizia e Carabinieri — stanno operando un monitoraggio capillare, come dimostrano le chiusure serrate, i sequestri e l’alto numero di Daspo Urbani emessi dal Questore Leuci in questi primi mesi dell’anno. Tuttavia, la risposta repressiva, per quanto fondamentale e tempestiva, non può essere l’unica argine. C’è un problema sistemico di gestione della vita notturna che chiama in causa l’intera filiera commerciale telesina. Finchè la logica del profitto prevarrà sul rispetto delle normative — prima fra tutte il divieto tassativo di vendere alcol ai minorenni — la “mala movida” continuerà a tenere in ostaggio Telese Terme, trasformando le piazze del turismo termale in teatri di guerriglia urbana.
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