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SGUARDO VIGILE

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Pozzuoli, 21 Luglio – Non c’è tempo per poltrire: il mese di luglio, diversamente da quel che taluno sostiene, non segna l’inizio di un periodo feriale destinato a durare un mese (o forse più, pensando a talune categorie di lavoratori). In breve, è iniziata una nuova settimana ricca d’impegni, al pari di quelle precedenti: pertanto, occorre sbrigarsi se si vogliono sfruttare certe occasioni.

Il tempo per leggiucchiare qualche giornale non me lo faccio mai mancare; tuttavia, l’ho dovuto fare piuttosto fugacemente, atteso che ero già leggermente in ritardo.

Mi è bastata una frazione di secondo – grazie, ovviamente, alla celerità di internet – per giungere a conoscenza di un evento, tutt’altro che lieto, verificatosi ieri sera nella parte interna del Lungomare di Pozzuoli: un agente della Polizia Locale, dopo aver giustamente elevato processo verbale nei confronti di un tale – residente a Secondigliano, facendo fede al contenuto degli articoli da me sfogliati – per avere costui tanto percorso in auto, sine titulo, la ZTL quanto parcheggiato il suo bolide in uno stallo riservato ad un soggetto diversamente abile, è stato selvaggiamente malmenato dal trasgressore in questione (con una testata? Non ricordo con esattezza).

Il Sindaco di Pozzuoli, cui è stato tempestivamente riferito l’accaduto, lo ha definito un episodio di “violenza assurda  e deprecabile”, manifestando, poi, piena solidarietà all’aggredito ed ai Caschi Bianchi tutti.

A qualcuno è sfuggito che il tutto è avvenuto in una giornata particolare: ieri, infatti, ricorreva l’anniversario dell’attentato mafioso di via D’Amelio, nel quale persero la vita il magistrato Paolo Borsellino e ben cinque degli agenti preposti alla sua scorta, tra cui la Sarda Emanuela Loi.

Quid agere, dunque, per infondere il senso del rispetto nei Cittadini? Ad un quesito del genere è difficile dare una risposta univoca, ma una cosa è certa: occorre, in primis, far sì che l’insegnamento dell’educazione civica nelle scuole di ogni ordine e grado sia effettivamente garantito, se necessario anche controllando l’operato dei prof. che ne hanno titolo (ma, si badi, sempre nel rispetto dei princìpi costituzionali!), in modo da far capire ai nostri giovani che talune condotte non hanno nulla a che vedere con la vita comunitaria; inoltre, è necessario che chi di dovere accenda il lume del proprio cervello, predisponendo un disegno di legge teso ad assicurare ai Tutori dell’Ordine maggiori tutele contro ogni potenziale aggressione e contenente, al tempo stesso, disposizioni precise e chiare per prevenire e/o reprimere eventuali abusi d’ufficio.

Ma…..che differenza c’è tra quanto accaduto a Pozzuoli e la strage messa in atto a Palermo? Semplice: le organizzazioni criminali – siano esse mafiose o terroriste – si prendono un certo margine di tempo prima di colpire (specie con il tritolo) chi mette loro il bastone fra le ruote; i “pesci piccoli”, essendo a contrario dotati di una minor percentuale d’astuzia, agiscono sovente d’istinto, senza riflettere minimamente.

Comunque sia, la via d’uscita è la stessa: educare alla vita comune, tanto in famiglia quanto nelle scuole. E a dover garantire tutto questo è lo Stato, che non deve mai smettere di vigilare con scrupolosa attenzione sulla crescita di ogni Cittadino.

Con la “legge del più forte” non può esservi progresso!

 

Adriano Spagnuolo Vigorita

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