Chiuso il caso dell’incompatibilità: il Ministero dell’Interno esclude irregolarità
Dopo mesi di tensioni e polemiche, il chiarimento ufficiale del Ministero mette la parola fine alla vicenda sollevata dal senatore Cantalamessa. Ambrosino: “Impegno a proseguire il mandato con lealtà e spirito di servizio”.
Scisciano, 12 Ottobre – Dopo settimane di polemiche e un acceso dibattito politico, arriva il chiarimento ufficiale che chiude la vicenda della presunta incompatibilità del sindaco di Scisciano, Antonio Ambrosino. Il Ministero dell’Interno ha infatti escluso ogni profilo di irregolarità, confermando la piena legittimità dell’incarico del primo cittadino.
La questione era stata sollevata da un’interrogazione parlamentare del senatore Gianluca Cantalamessa (Lega), che aveva chiesto chiarimenti circa un possibile conflitto tra l’attività professionale di Ambrosino, in passato legale del Comune, e la successiva elezione a sindaco.
Il documento ministeriale, reso noto integralmente, precisa che è venuto meno il presupposto dell’attualità della condizione di incompatibilità, poiché il sindaco non è parte, direttamente o indirettamente, in servizi o prestazioni nell’interesse del Comune di Scisciano. Una formula che, in termini pratici, equivale a un chiarimento definitivo: non sussiste alcuna causa di incompatibilità ai sensi dell’articolo 63, comma 1, n. 2 del Testo Unico degli Enti Locali.
“Il Ministero dell’Interno ha escluso ogni causa di incompatibilità – ha dichiarato Ambrosino –. Mantengo l’impegno a proseguire il mandato con lealtà e rispetto delle regole, nell’interesse della comunità”. Parole che intendono chiudere una lunga parentesi di tensione e riportare il dibattito politico sui binari del confronto amministrativo.
L’ultimo consiglio comunale, convocato regolarmente, si era infatti interrotto dopo l’allontanamento della minoranza e della consigliera di maggioranza Rosalia Esposito, in segno di dissenso su una proposta di delibera. Un gesto che, pur non impedendo la prosecuzione formale dei lavori, aveva indotto la maggioranza – come spiegato dal sindaco – a non forzare la mano “per garantire la massima trasparenza e il rispetto del confronto democratico”.
Con la risposta del Ministero, si chiude dunque un capitolo che ha polarizzato per mesi la vita politica di Scisciano. Il verdetto istituzionale restituisce chiarezza e, al tempo stesso, chiama la classe dirigente locale a un salto di qualità: meno contrapposizioni personali, più attenzione alle esigenze concrete della cittadinanza. La comunità, dopo tanto rumore, attende ora risposte sui temi reali — dallo sviluppo urbanistico alla gestione dei servizi, dal decoro urbano alle politiche sociali e scolastiche, dal sostegno alle famiglie alle politiche giovanili. Superata la stagione delle accuse, spetta all’amministrazione ricostruire un clima di fiducia e dimostrare, con i fatti, che la buona politica non si misura sulle polemiche, ma sulla capacità di governare con coerenza, trasparenza e visione.
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