San Giorgio a Cremano, 2 Luglio – San Giorgio a Cremano stop alle trasfusioni a domicilio. Questa la triste realtà con la quale sono costretti a fare i conti i pazienti che si trovano a scontrarsi con il muro di gomma che quotidianamente innalzano ditte convenzionate, l’Asl Napoli3sud e il centro trasfusionale dell’Ospedale Maresca.
La prassi prevederebbe che ogni mercoledì mattina i pazienti allettati, fragili, oncologici o comunque bisognosi di cure domiciliari siano raggiunti a casa da un infermiere per il prelievo ed in caso di bisogno trasfusi immediatamente. Come al solito fra il dire e il fare ci sono ostacoli insormontabili da superare.
“Dal dieci giugno per mio padre, 91enne, fare la trasfusione a domicilio è diventato un autentico calvario. I medici che dovrebbero occuparsene incrociano le braccia lamentando l’assenza delle adeguate spettanze economiche ed abbandonano gli ammalati al loro destino. Per due volte abbiamo dovuto fare ricorso all’ambulanza privata per trasportarlo a fare la trasfusione all’Ospedale Maresca, attendendo in Pronto Soccorso l’interminabile percorso di file e controlli prima di accedere all’agognata sacca di sangue” a raccontare la sua esperienza la figlia di un paziente che quotidianamente fa i conti con questo terribile disservizio.
L’alternativa sarebbe andare a ritirare le sacche direttamente in ospedale e affidarsi privatamente alle cure di medico e infermiere. Non tutti hanno la possibilità di accedere a questo tipo di soluzione, anche perché nel giro delle cure private a domicilio di fatture se ne vedono poche e diventa impossibile avere il benché minimo beneficio sulla dichiarazione dei redditi.
Ma anche andare di persona a ritirare le sacche sembra essere una procedura che lascia perplessi: “Quando ancora era possibile fare trasfusioni a domicilio, siamo stati invitati ad andare a ritirare le sacche di sangue di persona all’Ospedale Maresca o a quello di Castellammare per poi attendere a domicilio l’arrivo dei medici che provvedevano alla trasfusione. Il recente caso sul trasporto degli organi, costato la vita al piccolo Domenico all’ospedale Monaldi non ha insegnato nulla e si consente a persone che non hanno niente a che fare con le conoscenze mediche o almeno infermieristiche di maneggiare le sacche” spiega il marito di una paziente oncologica che si trova in questo tipo di situazione.
Un altro aspetto paradossale, da non sottovalutare, è che i pazienti fragili ed anziani in un periodo di grande caldo sono invitati a restare a casa, bere molta acqua e spostarsi solo nelle ore fresche da quella stessa Asl che poi, per un suo disservizio, li costringe a pellegrinaggi sotto al sole per accedere al Pronto Soccorso.
I pazienti si chiedono se i vertici della Regione Campania sono a conoscenza di un disservizio che va nella direzione opposta dei presunti proclami che arrivano da Palazzo Santa Lucia Santa Lucia. “Cominciamo con il chiedere un incontro con il nuovo sindaco di San Giorgio a Cremano Michele Carbone, per metterlo al corrente di questo disservizio per poi puntare diritto alla Regione Campania. Venendo proprio dal mondo ospedaliero probabilmente ne è già a conoscenza, ma adesso arriva il momento di dare risposte ai cittadini fragili”.