Il decreto del Dicastero per la Dottrina della Fede sancisce la rottura con la Fraternità San Pio X
Città del Vaticano, 2 Luglio – La Santa Sede ha dichiarato formalmente lo scisma della Fraternità Sacerdotale San Pio X, disponendo la scomunica dei sei vescovi coinvolti nelle consacrazioni episcopali celebrate a Écône, in Svizzera. Il decreto del Dicastero per la Dottrina della Fede, firmato dal prefetto cardinale Víctor Manuel Fernández, sancisce che i consacranti Alfonso de Galarreta e Bernard Fellay e i quattro nuovi vescovi Pascal Schreiber, Michael Goldade, Michel Poinsinet de Sivry e Marc Hanappier sono incorsi ipso facto nella scomunica latae sententiae per aver compiuto «un atto di natura scismatica», consacrando quattro presbiteri senza mandato pontificio e contro l’esplicita volontà del Sommo Pontefice.
Con il provvedimento, la Santa Sede certifica la definitiva frattura con il movimento fondato da monsignor Marcel Lefebvre, nato in opposizione alle riforme del Concilio Vaticano II. Nel decreto si afferma che i ministri della Fraternità e i fedeli che vi aderiscono formalmente sono da considerarsi scismatici e scomunicati, pur ribadendo che resta aperta la possibilità di un ritorno alla piena comunione ecclesiale per quanti intendano riconciliarsi con la Chiesa.
La cerimonia si è svolta nel seminario di Écône ed è stata presieduta da monsignor Alfonso de Galarreta, con monsignor Bernard Fellay come co-consacrante. A ricevere l’ordinazione episcopale sono stati don Pascal Schreiber (Svizzera), don Michael Goldade (Stati Uniti), don Michel Poinsinet de Sivry e don Marc Hanappier (Francia).
Per la prima volta un gesto destinato a provocare la rottura con Roma è stato trasmesso in diretta sui canali social della Fraternità, con traduzione simultanea in sei lingue. Secondo gli organizzatori, alla celebrazione hanno preso parte oltre 17 mila fedeli.
Nell’omelia, il Superiore generale della Fraternità, don Davide Pagliarani, ha definito le consacrazioni «un evento storico» e uno «spartiacque nel quale è impossibile restare indifferente», invitando l’autorità ecclesiastica a comprenderne il significato.
La decisione della Fraternità è maturata nonostante il recente appello di Papa Leone XIV, che aveva chiesto di rinunciare a un gesto definito «grave» e capace di «lacerare» ulteriormente l’unità della Chiesa.
Per il Vaticano, la consacrazione di vescovi senza mandato pontificio costituisce una violazione del diritto canonico e configura il delitto di scisma. Una situazione che richiama quanto avvenne nel 1988, quando le consacrazioni compiute da monsignor Marcel Lefebvre portarono alla scomunica dello stesso fondatore e dei quattro vescovi ordinati, sancita da San Giovanni Paolo II.
Nel decreto e nella nota esplicativa che lo accompagna, il Dicastero per la Dottrina della Fede ricorda che tutti i tentativi compiuti, da San Paolo VI fino ai più recenti colloqui con la Fraternità, per ricondurre il movimento alla piena comunione con la Chiesa si sono rivelati infruttuosi.
La Santa Sede precisa inoltre che i sacerdoti della Fraternità amministrano illecitamente i sacramenti e afferma che le confessioni e i matrimoni da essi celebrati sono invalidi. Le recenti consacrazioni episcopali vengono indicate come l’atto che ha reso inevitabile la dichiarazione formale dello scisma.
Pur confermando le sanzioni canoniche, il Vaticano conclude riaffermando la disponibilità ad accogliere quanti desiderino rientrare nella piena comunione ecclesiale, mantenendo aperta la prospettiva della riconciliazione.
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