Politica

Recovery Plan, Camera: ok a risoluzione maggioranza con 442 si. Draghi: “Se si arriva prima si avranno i fondi prima”

Roma, 27 Aprile – Con 442 voti a favore, 19 contrari e 51 astenuti l’Aula della Camera approva la risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio Mario Draghi in relazione al Recovery plan. Parola al Senato nel pomeriggio.

L’Aula della Camera ha poi respinto la risoluzione di FdI e, votando per parti separate, la risoluzione di L’Alternativa c’è’. Su entrambe il governo aveva dato parere contrario. La risoluzione di maggioranza approvata da Montecitorio contiene due impegni al governo: “A trasmettere il Piano nazionale di ripresa e resilienza alla Commissione europea” e a “assicurare il pieno coinvolgimento del Parlamento, nonchè la leale collaborazione con le Regioni e gli Enti Locali nelle fasi successive del Pnrr e la trasmissione della necessaria documentazione relativa al conseguimento dei traguardi e degli obiettivi intermedi contenuti nel Piano nazionale di ripresa e resilienza, in modo da consentire al Parlamento di monitorare l’attuazione e l’impatto dei singoli interventi, il rispetto dei tempi e degli obblighi di risultato previsti dal regolamento Ue 2021/241” .

“Se si arriva prima, si avranno i fondi prima. La scadenza del 30 aprile non è mediatica”. Così il premier Mario Draghi nella replica in aula alla Camera dei Deputati. Poi si “scusa per i tempi ristretti della discussione” sottolineando il “profondo rispetto per il Parlamento”.

 “La vera sfida non appena il piano viene consegnato è di trovare un modo di attuazione dove le amministrazioni locali e il governo centrale, che sono chiamati a mole di interventi, trovino uno schema di governo del piano – prosegue – Il vero governo non è cosa fa Palazzo Chigi, che comitati si formano, il punto nodale è questo. E’ chiaro per i ministeri il processo ma è molto più complesso il coordinamento tra governo e enti locali che sono gli attuatori del piano a cui sono destinati poco meno di 90 miliardi”. 

“Sul debito pubblico riteniamo che sia necessario in questo momento concentrarci sulla crescita economica e sostenibile. Il governo vuole rilanciare gli investimenti perchè la produttività aumenti, per permetterci di raggiungere tassi di crescita molto più alti speriamo che in passato che porteranno a un declino del debito sul Pil. Se siamo in grado di rilanciare il potenziale di crescita della nostra economia, riusciremo anche a ridurre rapidamente il rapporto tra debito pubblico e Pil” dice Draghi. 

Molti di voi hanno chiesto garanzie relativamente al superbonus. Ribadisco che per questa misura tra Pnrr e fondo complementare, sono previsti oltre 18 miliardi, le stesse risorse stanziate dal precedente governo” ha rassicurato Draghi. “Per il futuro, il governo si impegna a inserire nel disegno di legge di bilancio per il 2022 una proroga dell’ecobonus per il 2023, tenendo conto dei dati relativi alla sua applicazione nel 2021. Già con un Dl a maggio, interveniamo con delle importanti semplificazioni per agevolare la sua effettiva fruizione “perché le procedure sono complesse”.

“Nel piano si esplicita in maniera chiara come verranno spesi i fondi per il Mezzogiorno, sia quelli del Pnrr che quelli aggiuntivi. Ieri ho detto 80 miliardi ma in realtà sono 82, il 40% del piano per un 34% di popolazione” sottolinea il Presidente del Consiglio. 

“Il governo intende stanziare 6 miliardi per banda larga e 5G, l’obiettivo è portarle ovunque entro 2026. A maggio avvieremo la mappatura degli operatori privati, ci sarà un controllo statale per tutelare le scelte dei cittadini e la concorrenza, per evitare che ci siano nuovi divari. Non sostengo che la concorrenza sia il toccasana per tutte le situazioni, nella maggior parte dei  casi la soluzione è la concorrenza regolata” prosegue il premier. 

“Ai giovani dobbiamo garanzie welfare, casa e occupazione sicura. Ho parlato del piano per i giovani, le case e gli incentivi fiscali per i mutui. Il piano garantisce in maniera equa e adeguata il diritto allo studio, quasi un miliardo per gli alloggi studenteschi, mezzo miliardo per borse di studio” – ribadisce il Presidente del Consiglio – C’è l’introduzione di una previsione per condizionare i progetti finanziati non solo da Pnrr” e anche di React eu “alla nuova occupazione giovanile e femminile, una condizionalità trasversale del piano”. 

“Il piano asili nido stanzia 4,6 miliardi per le scuole dell’infanzia, questo porta 230mila posti per i bambini più piccoli, è una stima prudenziale. L’ambizione del governo è raggiungere e superare gli obiettivi Ue, del resto abbiamo un tale arretrato che bisogna essere ambiziosi per recuperare sul passato” sottolinea Draghi.

“Il governo è convinto che la transizione ecologica debba permeare tutte le attività economiche: è un motore di sviluppo e di occupazione. Finora è stato visto come un ostacolo al progresso, ma dobbiamo capire che se fatta bene genera innovazione e produzione. Il nostro piano destina alla transizione ecologica il 40% dei progetti, siamo ben al di là del 37% richiesto dall’Europa” spiega il premier. 

Per quanto riguarda Roma “il Pnrr rivede un’iniziativa specifica “Caput Mundi” da 500 milioni di euro per finanziare progetti che valorizzano il patrimonio storico e culturale della città di Roma; permettono la messa in sicurezza di luoghi pubblici ed edifici storici; digitalizzano i servizi culturali e rinnovano parchi e giardini storici. Nel complesso, intendiamo avviare un progetto che muovendo dalla Capitale porti il turismo lungo i percorsi nazionali spesso meno noti ma non meno unici” sottolinea il premier. 

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