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Rassegna Festival Città di Saviano, la compagnia “Summa Villa” con “Scarpe doppie e cervello fine”

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Saviano, 4 Febbraio –  – Notevole consenso di pubblico accorso all’Auditorium per due distinte serate consecutive dedicate a questo evento.  L’iniziativa culturale si deve al Comune di Saviano, Assessorato alla Cultura – Sport- Turismo – Teatro in collaborazione con l’Auditorium Teatro Saviano. All’inizio della rappresentazione è intervenuto il Sindaco di Saviano, Carmine Sommese per un saluto al pubblico e l’Assessore Francesco Iovino, Vicesindaco Citta Metropolitana . Una manifestazione giunta ormai alla XVI edizione: L’opera in Rassegna è “Scarpe doppie e cervello fine”, commedia del 1976 di Gaetano Di Maio, per la regia di Maria Acanfora. Lo spettacolo è una proposizione della compagnia “Summa Villa” gruppo teatrale proveniente da Somma Vesuviana. Teatro pieno in ogni ordine di posto: il pubblico delle grandi occasioni; entusiasmo che ha accolto questa compagnia.

In “Scarpe doppie e cervello fine”, viene messo in risalto l’aspetto grottesco di un mondo semplice, contadino: un modo di fare, una civiltà forse scomparsa. Un ordine sociale, in relazione al nostro tempo, lontano e non solo cronologicamente. La scenografia riveste, in questa circostanza, illustra proprio tale aspetto; una classica aia di accesso a un fabbricato rurale dove dallo sfondo agricolo, di una lussureggiante campagna, si accede, con tanto di muretto caratteristico, al delineare di un’area di cortile interno; una scala interna porta a un piano superiore sorretto da un vistoso arco centrale; una terrazza con ringhiera protettiva dove lo sguardo spazia su scenari tipici di aperta campagna.

A un lato della scena, una struttura lignea con dei salumi appesi secondo un modo consolidato di conservare ed essiccare tali nutrimenti. In sintesi la trama: Vincenzo, interpretato da Rolando Manzo, dai modi alquanto rigidi, mostra di esibire la riconosciuta nobiltà di suo figlio Gabriele, nato, come vuol far credere, dal matrimonio con una baronessa, passata a miglior vita; è il protagonista di un mondo fatto di circostanze che, per prudenza esistenziale, bisogna tacere. Bugie, equivoci, situazioni sorprendenti, sono le componenti di questo esilarante allestimento umano. C’è un segreto che non verrà mai svelato! Al centro della scena è lei la “cameriera” Angelarosa, interpretata da

Mira Aliperta, dai comportamenti grotteschi, con i suoi modi invadenti; involontariamente rivela la propria identità di madre del figlio Gabriele nato da una relazione, di grande amore, con il padrone della tenuta; appunto Vincenzo.

È questo il segreto celato in lei, un profondo atto di amore filiale per la propria creatura. Un personaggio non per niente effimero come i suoi modi lasciano intendere, ma capace di sentimenti veri, profondi sopraffatta da un sentimento nobile che diviene sempre più difficile celare. Per lei Angelarosa, un mondo arroccato, prigioniero e soffocante ove, per star vicino alla sua condizione, ha rinunziato anche a un semplice abbraccio, a un naturale trasporto emotivo, ha sostenuto anni di duro lavoro domestico e accettato di recitare quel terribile ruolo. Ne viene fuori, nel racconto scenico, una finzione nella finzione! Alterne vicende portano a una situazione incerta: Gabriele, ha due compagne di vita una delle quali di nome Graziella; incinta! In breve, tra alterne vicende, nascono due gemelli uno di sesso maschile e l’altro femminile. Per Angelarosa e Vincenzo il patto fatto di abissi di sentimenti e condizioni di opportunità continua: è l’unica occasione per Angelarosa di stringere  al petto la sua discendenza a sentire il suo istinto di rinnovato senso di madre, di Nonna. In quel cullare dolcemente uno dei pargoletti appena nato si chiude il sipario. La più veemente opera che riguarda gli istinti umani al centro di questo lavoro di Gaetano Di Maio scritto, si sa, per Luisa Conte. Fonte di comicità, ironia è quando si tenta di combinare un matrimonio riparatore con Delfino Carusiello, soprannominato con un nome poco nobile. In scena inoltre c’è un tipo davvero strano; è un malato di mente, anche se innocuo! Ha un atteggiamento militaresco.

È figlio della levatrice ufficiale del paese. Una commedia con stratagemmi, bugie ed equivoci che divergono in uno spazio dove, paradossalmente, divengono la ragionevolezza. Le emozioni accompagnano sempre l’azione: la verità emerge, in maniera casuale in tutta la sua drammaticità. Angelarosa, comprensibilmente asfissiante; il suo soffrire in silenzio! è il personaggio principale: dominatrice assoluta.  Gabriele, è giovane sensibile al fascino femminile, ma non sempre prudente e attento alle conseguenze. Altre figure della scena a complicare le circostanze: È il caso di Clodoveo un archeologo, di un personaggio buffo, contadinotto, come Zio Nicola, di un mediatore, di Jolanda la fidanzata dai modi gentili e marcatamente raffinati, di Marianeve altra domestica di casa e altri”. “Scarpe doppie e cervella fine “ è una citazione che l’autore fa pronunciare a un personaggio; è un antichissimo proverbio che insegna che le apparenze ingannano.   

Molte volte le scarpe da contadino identificano, contrariante, quanto si crede, il profilo di buoni cervelli. Un proverbio che si riferisce certamente al mondo, quello proprio dell’agricoltura; quando i contadini esprimevano, nonostante le calzature pesanti, acume e intelligenza. Chi intraprende, suggerisce questo proverbio, un’attività lavorativa, nell’ambito rurale, deve certamente essere dotato di esperienza con delle competenze. Deve, altresì, saper pianificare nei minimi dettagli l’avvio della propria iniziata imprenditoriale. Completano il quadro degli attori: Nunzia Manzo, Carmine Peluso, Luigi D’Amato, Sasà Duracciolo, Enzo Manzo, Angela Di Monda, Gennaro Sodano, Armando Ruffolo, Rosa Raia, Rita La Marca, Rosalinda Perna, Mena Ciano, Emanuela Della Rocca e infine i ragazzi Christian Nigro, Giovanna e Nunzia, Domenico Esposito, Sasà Duraccio. La manifestazione è stata occasione per la solidarietà: l’incasso è stato devoluto a un importante ente; l’Associazione GMAnapoli; acronimo di “Gruppo Missione Alem”, mondo nella lingua amarica; un associazione di volontariato.

Egidio Osti

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