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Pomigliano d’Arco, in Memoria delle vittime dello scoppio della fabbrica “Flobert” dell’11 aprile 1975 a Sant’Anastasia. L’Omaggio del Gruppo Musicale “E Zezi”

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Pomigliano d’Arco, 15 Aprile – Lo scorso 11 aprile è stato il giorno del 40esimo anniversario dello scoppio della fabbrica di giocattoli “Flobert” di Sant’Anastasia in provincia di Napoli, dove avvenivano lavorazioni non autorizzate di materiale esplosivo.

Una lapide in marmo ricorda nome, cognome ed anni di età dei caduti su quel lavoro per il quale erano stati assunti da pochi giorni: Allocca Michele, 32; Barra Mariano, 24; Ceriello Giovanni, 39; Caruso Giovanni, 35; Esposito Giovanni,   25; Esposito Michele, 34; Frasca Antonio, 25; Florio Vincenzo, 42; Mosca Giuseppe, 20; Sorrentino Giuseppe, 22; Savarese Antonio, 23; Tramontano Antonio, 21.

 

Il team musicale di Pomigliano d’Arco  “Gruppo Operaio E’ Zezi” fondato e diretto da Angelo De Falco “O’ Prufusssore” rinnova l’Omaggio Memoriale per quelle vittime riproponendo la canzone “Sant’Anastasia”, postata nella piena condivisione dal sociologo e giornalista Antonio Castaldo per IESUS Istituto Europeo di scienze umane e sociali, all’indirizzo https://www.youtube.com/watch?v=a5NLB2ae_RU .

Mentre un documento originale ci mostra la genesi storica ed artistica di quella canzone con la voce dell’autore e primo interprete della “Floberts”: Salvatore Alfuso, detto Scià Scià, fondatore delle “Nacchere Rosse”, come nelle immagini tratte da “Siamo Fatti di Memoria” di Enzo La Gatta, video postato su You Tube all’indirizzo https://www.youtube.com/watch?v=GnpLCtGYD8I .

 

Gli anni passano, la tecnologia avanza, i profitti aumentano, la modernità sembra trionfare ma si continua a morire sul lavoro.  Il prossimo 1° Maggio i Sindacati lo dedicheranno alla “Sicurezza sul Lavoro”. Negli ultimi 10 anni sono morti più di 14.000 lavoratori come conteggia l’Osservatorio Indipendente di Bologna fondato il 1° gennaio 2008 da Carlo Soricelli, metalmeccanico in pensione ed artista sociale, in memoria dei sette lavoratori morti bruciati vivi alla Thyssenkrup di Torino.

Il sociologo Antonio Castaldo ricorda che «in Italia, sempre tenendo a mente e monito i numeri dell’Osservatorio Indipendente di Bologna, solo nel primo trimestre 2018 sono morti 151 lavoratori mentre erano impiegati nelle quotidiane attività produttive. Il 10% del totale sono stranieri ed il 25% di queste cosiddette “morti bianche” riguarda persone con oltre i 60 anni di età. Nel trascorso 2017 i morti sul lavoro sono stati 632, quasi 2 al giorno. E secondo i dati dell’Inal, vanno aumentando anche gli infortuni sul lavoro. E’ ancora attuale l’amaro canto della Flobert:  “E chi và ‘a faticà / pur’ ‘a morte addà affruntà / murimm’ ‘a uno ‘a uno / p’e colpa ‘e ‘sti padrune”».

 

E Zezi di Pomigliano d'Arco.jpg

 

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