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Piazza San Pietro, Papa Francesco: “Costruire a Cuba una società più giusta e fraterna. Sono vicino al caro popolo cubano in questi momenti difficili”

Roma, 18 Luglio – Torna ad affacciarsi dal balcone di Piazza San Pietro per la recita dell’Angelus Papa Francesco che oggi dopo l’omelia ha parlato di Cuba auspicando la costruzione di una società “più giusta e fraterna”. Il paese sudamericano vive una profonda crisi economica, politica e sociale anche a causa delle ristrettezze legate alla pandemia. Di fronte alle migliaia di persone che si trovavano in piazza San Pietro (tra le quali spiccava un gruppo di pellegrini con le bandiere cubane), il Pontefice si è detto “vicino alla popolazione di Cuba in questi momenti difficili” ed in particolare alle “famiglie che maggiormente stanno soffrendo”.

Bergoglio ha quindi auspicato che si trovi la via della “pace, del dialogo e della solidarietà” per la creazione a Cuba di una “società più giusta e fraterna”. Sono “vicino al caro popolo cubano in questi momenti difficili, in particolare alle famiglie che maggiormente ne soffrono. Prego il Signore che lo aiuti a costruire in pace, dialogo e solidarietà una società sempre più giusta e fraterna”, ha detto il Papa. 

Il Pontefice ha parlato anche della catastrofe idrogeologica che sta interessando il nord Europa. “Esprimo la mia vicinanza alle popolazioni di Germania, Belgio e Olanda colpite da catastrofi e alluvioni. Il Signore accolga i defunti e conforti i familiari, sostenga l’impegno di tutti per soccorrere chi ha subito gravi danni”. Infine ha rivolto un nuovo accorato appello per le popolazioni del Sudafrica. “In questa ultima settimana – si addolora il Papa all’Angelus- sono giunte purtroppo notizie di episodi di violenza che hanno aggravato le situazioni di tanti nostri fratelli del Sudafrica già colpiti da difficoltà economiche e sanitarie a causa della pandemia”.

“Unitamente ai Vescovi del Paese rivolgo un accorato appello a tutti i responsabili coinvolti perché lavorino per la pace e collaborino con le autorità per fornire assistenza ai bisognosi. Che non sia dimenticato il desiderio che ha guidato il popolo del Sudafrica per rinascere nella concordia tra tutti i suoi figli”.  Oggi Francesco è tornato a recitare la preghiera mariana affacciato dal palazzo apostolico dopo il ricovero che lo aveva ‘costretto’, domenica scorsa, a recitare l’Angelus affacciato dal decimo piano del policlinico Gemelli. 

Il Pontefice nell’omelia ha messo in guardia i molti fedeli da “un pericolo, che è sempre in agguato anche per noi: il pericolo di lasciarci prendere dalla frenesia del fare, cadere nella trappola dell’attivismo, dove la cosa più importante sono i risultati che otteniamo e il sentirci protagonisti assoluti. Quante volte – ha sottolineato papa Francesco – accade anche nella Chiesa: siamo indaffarati, corriamo, pensiamo che tutto dipenda da noi e, alla fine, rischiamo di trascurare Gesù”. Ad ascoltarlo famiglie, gruppi parrocchiali ma anche turisti che ormai, dopo la fase più dura della pandemia, da qualche tempo sono tornati nella zona del Vaticano. 

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