Napoli, 9 Aprile – Il Presidente della Repubblica Serba, Aleksandar Vučić, sta tentando già da tempo d’accentrare il potere nelle proprie mani, sebbene la Costituzione di Stato preveda la divisione dei poteri (art. 4), nonché – soprattutto – la protezione dei diritti umani e la tutela delle minoranze (vedasi la Sezione Seconda).
A séguito del crollo di una pensilina della stazione ferroviaria internazionale di Novi Sad (seconda città del Paese, dopo la capitale Belgrado), occorso l’11 novembre 2024 e costato la vita a quindici persone – tra cui un fanciullo di sei anni -, la popolazione s’è mobilitata, imputando al Governo la responsabilità dell’accaduto.
LA MARCIA STUDENTESCA
A far imbestialire i Serbi è stata la condotta asseritamente corruttiva tenuta dalle Istituzioni di Belgrado, dal momento che i lavori alla cennata pensilina sarebbero stati eseguiti non solo alla carlona – dal momento che l’impresa aggiudicataria (nientemeno che la China Railway International Corporation, CRIC) ha più volte ribadito che la stabilità strutturale non costituiva oggetto del contratto -, ma anche con un’ingiustificata – oltreché pericolosa – tendenza al risparmio (i media inglesi definiscono tale pratica con la locuzione corner cutting) [1] [2].
Ciò ha indotto i Cittadini più giovani (in particolare gli studenti) a mettere in atto, in maniera pacifica, una marcia di protesta nei confronti del Presidente (per descrivere la quale s’è fatto ricorso al termine “Primavera Serba”); ma l’epilogo è stato a dir poco triste, atteso che parecchi insorti, accusati di nutrire propositi violenti, son stati barbaramente malmenati dalle Forze dell’Ordine, specialmente dopo aver sbarrato con transenne – senza tenere alcun comportamento minatorio o facinoroso – l’accesso alla TV di Stato (RTS): quest’ultima, secondo i suddetti, sarebbe totalmente sottomessa alla volontà del Capo di Stato, il quale ultimo parrebbe, tra l’altro, aver appoggiato – in spregio alla Costituzione vigente – la repressione delle proteste in un bagno di sangue [3].
MANIFESTARE SIGNORILMENTE PER I DIRITTI UMANI
Il modo più che urbano in cui le frotte studentesche han manifestato il proprio dissenso è il segno evidente che la mentalità della non-violenza non ha ancor veduto il suo tramonto definitivo: in altri termini, questi giovani hanno inteso rivolgere al Presidente (ed all’Esecutivo) del loro Paese il caloroso invito non solo ad evitare di stravolgere il disposto costituzionale, ma anche – anzi, soprattutto – a mettere in atto delle strategie orientate a garantire il pieno rispetto dei diritti umani e a preservare la dignità di ogni persona, a prescindere dal credo politico, dalle condizioni sociali, et cetera.
Siamo, oramai, nel vivo della stagione promaverile; ma la lezione degli studenti serbi, laddove fosse recepita appieno in tutto il mondo, costituirebbe fuor di dubbio un’occasione preziosa per far comprendere a tutti quanti sia importante rispettare i diritti umani: in poche parole…una benedetta primavera!
[1] AA.VV., They don’t care about human lives: Chinese company refused to check the stability of the station in Novi Sad, in Serbian Times (dicembre 2024), URL: https://serbiantimes.info/en/do-not-care-about-human-lives-chinese-company-refused-to-check-the-stability-of-the-station-in-novi-sad/
[2] G. DE LAUNEY, Serbia’s largest-ever rally sees 325,000 protests against government, in BBC (16 marzo 2025), URL: https://www.bbc.com/news/articles/cx2g8v32q30o
[3] AA.VV., Students block access to Serbian state TV station amid nationwide protests, in The Guardian (11 marzo 2025), URL: https://www.theguardian.com/world/2025/mar/11/students-block-access-to-serbian-state-tv-station-rts-amid-nationwide-protests-belgrade
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