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Palma Campania, il Gruppo Archeologico Terra di Palma riprende le sue attività

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Palma Campania, 21 Giugno ­- Dal 19 al 21 giugno si  sono svolte le Giornate europee dell’archeologia, organizzate e promosse dall’Istituto nazionale francese di ricerca archeologica preventiva (INRAP – Institut National de Recherches Archéologiques Préventives), sotto l’egida del Ministero della Cultura francese. Apertura di siti, ricostruzioni in 3D, documentari, visite virtuali ed eventi hanno consentito al pubblico di molte località europee di fruire, dopo i mesi di lockdown, dei luoghi della cultura che raccontano il passato ed affascinano con evidenze materiali, storie e leggende.

Per l’occasione, il Gruppo Archeologico Terra di Palma, nel rispetto delle norme che regolano la vita sociale di questo periodo, ha aperto il sito archeologico dell’Acquedotto Augusteo, che dalle sorgenti di Serino convogliava l’acqua fino a Capo Miseno, servendo gli insediamenti urbani presenti lungo il tracciato, tra cui Nola e Acerra. Un tratto in muratura dell’acquedotto si conserva appunto in località Tirone a Palma Campania e costituisce una testimonianza di notevole importanza per la conoscenza di quest’opera di ingegneria idraulica che ancora stupisce per la imponenza e tecnologia.

L’apertura del sito, che il Gruppo Archeologico cura e valorizza grazie a un accordo con la Soprintendenza Archeologica competente per il territorio, è stata un’occasione per soci e simpatizzanti per riassaporare la piacevolezza delle giornate dedicate a una passione condivisa, quella per territorio, storia e ambiente, e per mettere in cantiere idee e proposte culturali per i prossimi mesi.

Il Gruppo Archeologico Terra di Palma, inoltre, già giovedì scorso aveva inaugurato le sue iniziative post lockdown apponendo con una breve cerimonia simbolica una corona d’alloro sulla facciata della casa natale di Vincenzo Russo, illustre figlio della Terra di Palma che con il suo contributo di idee, lasciate per iscritto nei Pensieri Politici, e con il suo operato partecipò agli eventi della Repubblica Napoletana del 1799, fino a divenirne uno dei martiri.

L’occasione per l’apposizione della corona d’alloro è stata la ricorrenza dei 250 anni dalla nascita di Vincenzo Russo, che vide la luce in quella casa il 16 giugno 1700. Un anniversario speciale, dunque, che tuttavia è stato ricordato in maniera più semplice rispetto alla consuetudine degli ultimi vent’anni, in cui, sempre su iniziativa del Gruppo Archeologico e grazie alla preziosa collaborazione di tutti gli abitanti del quartiere, oltre all’apposizione della corona d’alloro era stato possibile organizzare convegni e dibattiti che hanno visto la partecipazione, tra gli altri, del compianto avv. Gerardo Marotta.

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