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Palma Campania, Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne: sulla piattaforma on-line scolastica il convegno “No…(A)MORE”

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Palma Campania, 27 Novembre – L’I.S.I.S. Antonio Rosmini ha partecipato alla Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne, che si celebra il 25 novembre. Il Convegno dal titolo “NO…(A)MORE”, voluto fortemente dall’assessore alle Pari Opportunità e Politiche Scolastiche dott.ssa Donatella Isernia, ha visto coinvolte su piattaforma On-line scolastica le classi V^ A e V^ B dell’indirizzo Scienze Umane, scelte per le particolari discipline, quali pedagogia, psicologia, filosofia, storia e diritto, che possono ben predisporre gli allievi alle riflessioni specialistiche sull’argomento.  L’incontro con il Comune di Palma Campania è la prima di un insieme di iniziative, di attività che accompagneranno gli studenti per tutto l’anno nello svolgimento della programmazione di Educazione Civica. Un opuscolo è stato distribuito alla scuola, per capire e per approfondire una tematica che spesso sembra lontana, assai lontana da ognuno di noi.

La Pandemia non ha fermato la scuola. E al tavolo di lavoro hanno partecipato la  Dirigente Scolastica  prof.ssa Maria Grazia Manzo rappresentata dalla prof.ssa Ornella Romano, collaboratrice della stessa, Raffaella Pizza Presidente dell’Associazione “Donna Futura”, dott.ssa Donatella Isernia assessore alle Pari Opportunità, dott.ssa Linda Scognamiglio psicologa e psicoterapeuta, dott. Luigi Bonagura ,questore di Benevento, le ragazze dell’indirizzo Scienze Umane, il sindaco dott. Nello Donnarumma e  le prof.sse Maria Vittoria Landi, Giuseppina Lauro, Filomena Amato, Paolina Fusco, Laura Salemme, Fiorella Sepe.

Della violenza, tema complesso e delicato, difficile da sintetizzare, ancora urgentissimo in quanto irrisolto, hanno parlato i relatori ciascuno affrontandone un aspetto, secondo il proprio settore di professione.

La presidente Pizza ha trattato la violenza in generale, declinata in tutte le sue forme, illustrandola attraverso esempi concreti. Ha sottolineato che “si è vittime di atteggiamenti prepotenti sul posto di lavoro, a scuola, sui social, dove si manifestano bombardamenti subdoli di violenza, specie tra i giovani, che la praticano come un gioco e si fa fatica ad uscirne. Anche nell’ambito familiare si manifesta con atteggiamenti verbali denigratori verso i figli, i quali a lungo andare si sentono sempre più insicuri ed incapaci. Un’altra violenza è il bullismo non solo fisico ma psicologico, che accade quando i ragazzi prendono di mira il timido/a della classe, quello/a che non veste alla moda o che ha difficoltà a socializzare, con battutine dirette o sui social. Anche nello sport si manifesta la violenza quando un coach, un mister usa atteggiamenti e parole aggressive che inibiscono gli atleti facendoli cadere in un circuito di ansia da prestazione. Nell’ambito lavorativo si manifesta con il mobbing allo scopo di allontanare la vittima dal proprio posto di lavoro, spingendo a dare addirittura le dimissioni.

Ma tra le tante forme di violenza la più difficile da evidenziare è sicuramente quella psicologica. Come scoprirla? Prestando attenzione a chi ci sta vicino, usando gli occhi e meno cellulare, ritrovare e ritornare a conquistare l’amico/a di banco alla vecchia maniera. Chiunque viva uno stato di disagio prima o poi commetterà qualche atteggiamento strano e lì la scuola, gli amici, la famiglia e le istituzioni devono essere pronti a cogliere quel segnale di allarme ed offrire gli strumenti opportuni per aiutarlo. Ringrazio l’assessore Isernia per aver coinvolto l’Associazione Donna Futura per qualsiasi evenienza di violenza, perché facciamo da ponte con le figure adatte per risolvere qualunque problema. Non abbiate timore. Ci trovate nella pagina Facebook Donna Futura, siamo a disposizione per essere vicino a chi deve affrontare tale problematica. – ha concluso.

L’assessore Isernia afferma che “spaventa e crea allarme non la violenza perpetua, in ogni forma, ma l’indifferenza e il silenzio della coscienza. L’opuscolo che abbiamo presentato ai ragazzi, non è esaustivo, considerata la complessità dell’argomento, ma è sintesi dell’impegno e della sinergia del lavoro congiunto con l’Associazione Donna Futura, che ha la finalità di sensibilizzare ed informare i lettori sul fenomeno della violenza nelle molteplici e svariate manifestazioni, fornendo anche indicazioni utili sui servizi specifici predisposti presso il Comune di Palma Campania. Vuole essere un punto di discussione per tutti gli enti, comuni, associazioni, servizi sanitari, sportello psicologico, servizi sociali, per la delicata problematica di cui stiamo discutendo. Contrastare la violenza vuol dire combattere le sue radici culturali e le sue cause. Per questo sono essenziali le strategie politiche mirate all’educazione, al riconoscimento e alla realizzazione delle pari opportunità in ogni ambito della vita pubblica e privata.

È importante procedere con questi interventi, con iniziative indirizzate ai ragazzi e alle ragazze nelle scuole, con attività di informazione e prevenzione che possano accompagnare i giovani ad entrare nella sfera delle dinamiche relazionali e affrontare le modalità culturali di relazione tra uomini e donne.  Seguiranno altri percorsi specifici nella scuola, proposti in collaborazione con le istituzioni, associazioni ed enti del territorio, a testimonianza dell’impegno e della sensibilità della nostra città su un fenomeno di rilevanza notevole, ancora urgentissimo come quello che viene ricordato ogni anno il 25 novembre. Contrastare la violenza si può e si deve. L’attenzione deve essere notevole sia nella scuola che nella famiglia.  Compito della famiglia è sorvegliare qualsiasi gesto che possa essere segnale di violenza, quello della scuola è insistere molto sul rapporto interpersonale, recuperare la fiducia degli alunni affinché la didattica emozionale venga realizzata.  Nel Comune è presente il centro Antiviolenza di assistenza e supporto alle donne vittime di violenza. Si garantisce massima attenzione alle fasce sociali più deboli”.

La dott.ssa Linda Scognamiglio psicologa e psicoterapeuta, si è rivolta agli studenti, esortandoli a studiare con l’augurio di intraprendere il suo mestiere che lei trova fantastico. Dopo un breve excursus sulla violenza, ha ricordato il 1993 quando l’ONU organizza la definizione di violenza, una parola che è importante conoscere, legata alla sofferenza della donna.”Se nel 2020 dobbiamo – dichiara –  continuare a parlare di violenza, vuol dire che è ancora presente. Il lockdown ha fatto registrare reati maggiori rispetto a prima. L’isolamento tra le mura domestiche ha danneggiato maggiormente la donna. È attivo un servizio di 24 ore su 24 col n. 1522, offerto gratuitamente a chi sostiene la domanda di aiuto. La violenza è un fenomeno sommerso, il numero di telefonate è raddoppiato. Stare sotto lo stesso tetto non ha protetto le donne, il lockdown e la pandemia hanno peggiorato la situazione delle donne vittime di soprusi che si sono ritrovate doppiamente isolate, con la difficoltà di chiedere aiuto. Il numero dei messaggi collegato a WhatsApp si è quintuplicato.   Ha messo in risalto la violenza fisica e psicologica che è nota anche tra i giovani, giovanissimi. La prima comprende l’uso di qualsiasi azione finalizzata ad aggredire, maltrattare o spaventare. Le aggressioni avvengono con schiaffi, pugni, spinte, fratture, che possono condurre, in casi estremi, alla morte.  La seconda può manifestarsi anche da sola, ma è sempre presente in tutte le altre forme di violenza.  Non lascia segni sulla pelle. Consiste in attacchi alla dignità personale, mancanza di rispetto nei confronti del soggetto, ponendo sempre in una condizione di inferiorità, con insulti critiche denigrazioni in presenza di altri, minacce.

Tanti sono stati i consigli della psicologa, attraverso esempi di giovani avuti in terapie. Tra i giovani fidanzati si passa facilmente alla gelosia, al controllo, poi all’umiliazione, al disprezzo. È bene sapere. Tali violenze psicologiche generano ferite profonde che si manifesta con sindrome da stress”.

La coordinatrice prof.ssa Landi, più volte ha ribadito che “le ragazze erano molto interessate all’argomento e tante domande preparate da sottoporre ai relatori, avevano già avuto le risposte nel corpo della discussione”.  La prof.ssa Romano ci ha tenuto a dire durante le due abbondanti ore di convegno, che “l’argomento nella sua complessità, fatto studio, ha destato veramente interesse e che le ragazze stanno avendo delle lezioni formative fondamentali per la loro crescita sociale”. L’argomento della psicologa ha toccato varie microviolenze da non sottovalutare come lo stalking, il mobbing, il bullismo, il cyberbullismo. Indubbiamente saranno oggetto di un continuo studio che le professoresse porteranno avanti per l’intero anno.

Il questore Luigi Bonagura   con una visione leggermente diversa  dai precedenti relatori ha ricordato che la regione Campania ha il più alto tasso di violenza , “si parla di centomila donne in questo periodo, il picco massimo di reato e maltrattamenti in  famiglia, ma il lockdown ha solo contribuito  alla violenza nelle case. La valutazione la facciamo con il Codice rosso, introdotto nel nostro ordinamento, che svela la piaga del revenge porn. Spesso sono coinvolte le giovanissime.  Il bilancio ad un anno dall’entrata in vigore, avvenuta il 9 agosto 2019, del cosiddetto “Codice Rosso” che ha introdotto nuovi reati e ha perfezionato i meccanismi di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere.

Il Codice rosso è solo un tassello importantissimo che riguarda il momento in cui la violenza è già avvenuta. Al 1522, c’è stato un record di chiamate, con aumenti elevatissimi nei mesi di blocco forzato. La violenza è una conseguenza dei comportamenti.  Si interviene educando. E si interviene con la prevenzione. I primi interventi si svolgono con l’indagine dei componenti della famiglia, alla ricerca di segnali che testimonino la violenza. Si dialoga, tenendo sempre sotto osservazione i soggetti. I protocolli sono ben precisi. Il Protocollo EVA, ad esempio, è una modalità operativa per il primo intervento degli operatori di polizia nei casi di violenza di genere (maltrattamenti in famiglia, stalking, abusi, liti familiari…). Quando le vittime cominciano ad avere fiducia in noi, possiamo agire. La violenza va combattuta 365 giorni, non solo il 25 novembre. La diffusione della cultura, l’importanza delle associazioni, degli enti fanno rete, possono consentire quello scudo che può fare la differenza”.

Il sindaco Nello Donnarumma sottolinea come “la violenza, in qualsiasi forma si manifesti, è sempre No (A)MORE ed è proprio per questo che come amministrazione comunale abbiamo sentito l’esigenza di porre in essere ogni azione finalizzata a far cessare ogni tipo di violenza: No (A)MORE, mai più violenza! Le drammatiche notizie relative ad episodi di violenza di genere, ossia alla peggiore forma di violenza che possa verificarsi, che troppo spesso riempiono le pagine di cronaca, hanno fatto nascere l’esigenza di realizzare questo opuscolo, per trattare della violenza in tutte le sue sfaccettature, a misura di studenti, cioè degli uomini e delle donne del domani, con l’indicazione dei luoghi, uffici, servizi, ove è possibile chiedere aiuto se si è vittima di  violenza o se si è assistito a violenza”.

Il sindaco conclude gli interventi della videoconferenza. Ribadisce che “si deve parlare”. La scuola ha un ruolo fondamentale per il contrasto alla violenza della donna nella società. Ha sottolineato che “avere donne nell’amministrazione significa confrontarsi in modo propositivo”. La politica di oggi è delle donne. Sono l’esempio che le donne possono dare. Ai ragazzi che stanno in ascolto volge un invito a parlare tra loro, a non isolarsi, a confidarsi in famiglia, a scuola.  La parola è il migliore strumento.  Facendo riferimento alla giovane vittima di revenge porn, ha dichiarato che “il problema è di chi ha pubblicato il video.  Questo deve far capire che si può vivere la propria sessualità senza aver paura, nell’interno di una società sana. Bisogna parlare”.

Tutti i relatori hanno soddisfatto le domande delle studentesse, affermando che chi è stato vittima di violenza non deve pensare di aver sbagliato qualcosa. La violenza è un reato e non è colpa di chi la subisce ma di chi la esercita. E non si deve mai pensare che non ci sono vie d’uscita. Né vergognarsi per ciò che è accaduto, il primo passo è proprio quello di parlarne con qualcuno. Non pensare che si è solo. Esistono servizi, presìdi e associazioni a disposizione delle vittime di soprusi.  Né bisogna aspettare per chiedere aiuto, rivolgersi il prima possibile alle persone e ai servizi competenti.

Intanto non bisogna fare come la scimmia: io non vedo, non sento, non parlo.  Chi assiste a violenze mai far finta che non la riguardi.  Ascoltare chi si appoggia per confidarsi, intuire i segnali di atteggiamenti aggressivi ripetuti nei confronti di una persona. Vedere i segni sul corpo della vittima, mai girarsi dall’altra parte.

È possibile uscire dal tunnel di violenza facendosi aiutare dai servizi sociali del territorio che si trovano a Palma Campania, Ufficio servizio Sociali 1°piano. Assistente sociale, segretariato sociale, Mediazione familiare e processuale, sportello antiviolenza, consultori familiari ricevono  in giorni stabiliti in orario pomeridiano e mattino.

Numeri telefonici per le emergenze 1522 Telefono Rosa Antiviolenza

118 pronto soccorso sanitario

113 Polizia di Stato

112 Carabinieri

Associazione Donna Futura sede in Palma Campania, alla Via Croce n 19.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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