Sala gremita al Centro Pastorale per l’evento scientifico e culturale. Annunciato il prossimo pellegrinaggio della comunità all’antico Santuario di Cimitile.
Orta di Atella, 23 Giugno – Una straordinaria partecipazione ha fatto da cornice al convegno “Sulle orme di San Massimo. Il culto di san Massimo nella comunità di Atella: storia e ipotesi su diffusione e iconografia”, tenutosi lo scorso 18 giugno presso il Centro Pastorale San Massimo Vescovo. L’evento, nato dalla sinergia tra la parrocchia guidata da don Paolo Gaudino e il locale Gruppo di Tutela e Valorizzazione del Patrimonio, ha segnato un punto di svolta storico nel percorso di recupero delle radici identitarie del territorio atellano.
A testimonianza della rilevanza dell’appuntamento, la sala ha registrato il tutto esaurito. Un segnale chiaro di come il richiamo alla memoria storica e alla devozione ancestrale sia ancora un collante sociale potentissimo per l’intera comunità. L’evento ha goduto del patrocinio della Diocesi di Nola, della Prepositura di Cimitile, della Fondazione Premio Cimitile e del Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale di Nola.
San Massimo “Confessore della Fede”
I lavori, introdotti dai saluti di don Paolo Gaudino, sono entrati nel vivo attraverso contributi di altissimo spessore teologico e storiografico. Di grande rilievo è stato l’intervento di don Giovanni De Riggi, che ha offerto una preziosa chiave di lettura spirituale e agiografica sulla figura del Santo Patrono. Don Giovanni ha posto l’accento sulle durissime prove e sulle sofferenze fisiche e morali patite da San Massimo per amore del suo gregge perseguitato. Pur non avendo versato il sangue nel martirio cruento, il Vescovo nolano ha consumato la sua intera esistenza negli stenti e nel sacrificio pur di difendere e custodire la fede della sua comunità durante le persecuzioni. Proprio in virtù di questa incrollabile testimonianza di fronte ai persecutori, come ricordato da don De Riggi, a San Massimo spetta il glorioso titolo di “Confessore” (della fede), una figura che ancora oggi parla con forza al cuore dei credenti, chiamati a testimoniare il Vangelo nelle fatiche del quotidiano.
La forza della memoria viva
Successivamente, l’intervento di Giuseppe Trinchese ha legato la dimensione teologica a quella antropologica e sociale, ricordando – attraverso le parole di Cesare Pavese e il magistero di Benedetto XVI – come la ricerca storica non sia un esercizio nostalgico, bensì lo strumento fondamentale attraverso cui una comunità comprende il proprio presente e progetta il futuro.
Al centro del dibattito è stato posto il lavoro metodologicamente rigoroso avviato dal Gruppo di Tutela atellano, i cui studi sul patrimonio immateriale e sulle origini del culto sono stati recentemente consacrati sul palcoscenico accademico internazionale durante le Giornate di Studio “Architettura e Ingegneria per il Patrimonio Immateriale” a Cimitile.
Un ponte di fede: l’annuncio del pellegrinaggio a Cimitile
Il momento più significativo è coinciso con il consolidamento della rete territoriale tra le comunità legate ai culti dei santi nolani Felice, Massimo e Paolino.
Accogliendo l’invito e l’abbraccio fraterno della delegazione cimitilese, la comunità di Orta di Atella ha sancito una solenne promessa: un imminente pellegrinaggio del popolo ortese a Cimitile, per sostare in preghiera sulle tombe dei santi Felice, Massimo e Paolino all’interno dello straordinario santuario cimitilese. Un gesto di profonda intensità simbolica che trasforma la ricerca scientifica in un cammino di fede condiviso, unendo due territori nel segno di una radice spirituale comune che supera i confini geografici.
I commenti
«Vedere una comunità così numerosa e attenta riunita intorno al proprio Santo Patrono è la prova che la storia e la bellezza sono canali privilegiati di evangelizzazione e coesione sociale», ha dichiarato a margine un entusiasta don Paolo Gaudino.
Dal canto loro, i membri del Gruppo di Tutela e Valorizzazione del Patrimonio hanno espresso profonda gratitudine: «Questo convegno non è un punto d’arrivo, ma la rampa di lancio per nuove ricerche. Il patrimonio di Orta di Atella è vivo e appartiene a tutti noi. Custodirlo significa proteggere la nostra stessa anima. Ringraziamo il parroco di Cimitile, don Giovanni De Riggi, il coordinatore del progetto AIPIC, l’ingegnere Giuseppe Trinchese, e tutto il comitato scientifico per questo intenso lavoro avviato insieme». Il cammino di riscoperta è appena iniziato, ma da Orta di Atella a Cimitile la strada della memoria è ormai tracciata.
| Scisciano Notizie è orgoglioso di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. Per questo chiediamo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, fondamentale per il nostro lavoro. Sostienici con una donazione. Grazie. |
| SciscianoNotizie.it crede nella trasparenza e nell'onestà. Pertanto, correggerà prontamente gli errori. La pienezza e la freschezza delle informazioni rappresentano due valori inevitabili nel mondo del giornalismo online; garantiamo l'opportunità di apportare correzioni ed eliminare foto quando necessario. Scrivete a redazione@sciscianonotizie.it . Questo articolo è stato verificato dall'autore attraverso fatti circostanziati, testate giornalistiche e lanci di Agenzie di Stampa. |

