Orta di Atella, Giugno – Sulle orme di San Massimo cammina l’intera comunità di Atella. È questo il senso dell’incontro pubblico in programma oggi, giovedì 18 giugno 2026 alle ore 19:00, presso il Centro Pastorale di Via Marconi, promosso dalla Diocesi di Aversa e dalla Parrocchia San Massimo Vescovo di Orta di Atella.
La serata restituirà alla cittadinanza i risultati degli studi e delle ricerche condotte dal gruppo atellano di tutela e valorizzazione del patrimonio, già presentati a Cimitile durante il Convegno Internazionale Architettura e Ingegneria per il Patrimonio Immateriale. Al centro del dibattito ci saranno la storia, le ipotesi sulla diffusione e l’evoluzione iconografica del culto di San Massimo, figura identitaria per il territorio atellano e punto di riferimento spirituale e culturale per generazioni. L’iniziativa si inserisce nel percorso avviato a Cimitile quando, in occasione del convegno di apertura delle Giornate di studio AIPIC 2026, è nata la rete delle comunità legate ai culti dei santi Felice, Massimo e Paolino: una sinergia che oggi prosegue con attività concrete sui territori, mettendo in dialogo ricerca scientifica, devozione popolare e tutela del patrimonio.
Ad aprire i lavori sarà don Paolo Gaudino, parroco di San Massimo Vescovo in Orta di Atella. Il confronto entrerà poi nel vivo con i contributi degli esperti: l’ingegnere e architetto Giuseppe Trinchese, coordinatore del Comitato Scientifico AIPIC 2026, che inquadrerà il tema nel più ampio contesto della tutela del patrimonio immateriale; l’architetto Carmelo Menna, storico e ricercatore atellano, che illustrerà le evidenze emerse dalle ricerche sul territorio; don Giovanni De Riggi, preposito di Cimitile e professore di Storia della Chiesa presso l’ISSR “Duns Scoto” della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, che approfondirà la figura del Santo a partire dalla sua tomba nell’antico Santuario di San Felice a Cimitile.
L’evento nasce con l’obiettivo di riconnettere la comunità alle proprie radici storiche, mostrando come il culto di San Massimo sia ancora oggi una chiave fondamentale per leggere il paesaggio culturale atellano e nolano. L’iniziativa gode del prestigioso patrocinio della Diocesi di Nola, della Prepositura di Cimitile, della Fondazione Premio Cimitile e del Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale di Nola. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.
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