Acerra, 16 Febbraio – Una tragedia ha scosso la comunità: Giulia, una bambina di appena nove mesi, è stata uccisa dal pitbull di famiglia mentre dormiva nel letto dei genitori. Il padre, sotto choc, inizialmente aveva riferito ai sanitari di un’aggressione da parte di un cane randagio, ma davanti alla polizia ha poi raccontato di essersi addormentato in attesa del rientro della moglie, impiegata in una pizzeria. Al suo risveglio, ha trovato la figlia in una pozza di sangue. La corsa disperata alla clinica Villa dei Fiori di Acerra è stata inutile: la piccola è arrivata in arresto cardiocircolatorio e i medici non hanno potuto far altro che constatarne il decesso.

La polizia ha avviato un’indagine per chiarire la dinamica dell’aggressione, mentre la Procura di Nola ha disposto l’autopsia. L’appartamento della famiglia, situato nel rione Ice Snei, è stato posto sotto sequestro per i rilievi del caso.

Nel quartiere molti parlano di un dramma prevedibile. Alcuni residenti raccontano che il pitbull, la scorsa estate, era fuggito e aveva aggredito un cagnolino portato a spasso da una dog sitter. “Avevamo detto che andava chiuso perché pericoloso. I genitori della bambina sono brave persone, lavorano duramente. Ma quel cane non poteva stare libero in casa con una bimba così piccola”.

Giulia avrebbe compiuto un anno ad aprile. Una bambina solare, raccontano i vicini, che non aveva paura del cane, a differenza di molti residenti.

I genitori, ancora sotto choc, sono circondati dall’affetto dei familiari. “Persone coraggiose”, ripetono i conoscenti. “Lei è molto devota, è cresciuta in chiesa e lì ha conosciuto il marito. Ma hanno sottovalutato il pericolo”.

Il cordoglio e il dibattito sulla sicurezza – La tragedia ha colpito l’intera comunità. “A nome di Acerra, rivolgo una preghiera per la piccola Giulia, volata in cielo troppo presto”, ha dichiarato il sindaco Tito d’Errico. Anche la parlamentare del M5S Carmela Auriemma ha espresso dolore: “Una morte così tragica lascia sgomenti e dà un senso di impotenza”.

L’episodio riaccende il dibattito sulla sicurezza dei cani ritenuti pericolosi. Non è il primo caso: lo scorso anno, a Campolongo (Salerno), un bambino di 13 mesi è stato sbranato da due pitbull nel cortile di casa. A Palazzolo Vercellese (Vercelli), un neonato di cinque mesi è stato ucciso dal cane di famiglia mentre era in braccio alla nonna.

L’ex ministro Carlo Giovanardi ha ricordato i dati: “Dieci persone l’anno vengono uccise dai cani, bisogna intervenire”. Anche il deputato Francesco Emilio Borrelli ha proposto misure più rigide: “Servirebbe un patentino per chi possiede questi animali, con controlli comportamentali periodici”. Mentre si attende l’esito delle indagini, la città piange la piccola Giulia e si interroga su come prevenire altre tragedie simili.

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Raffaele Ariola
“Giornalista pubblicista con una grande passione per lo sport, in particolare per il calcio, da sempre definito lo sport più bello del mondo. Scelgo, ogni volta che scrivo, di essere al servizio della notizia e del lettore, raccontando i fatti con chiarezza ed essenzialità. Credo fermamente che l’unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede”.