Pollica, 7 Novembre – Quattro persone sono state arrestate per l’omicidio di Angelo Vassallo, il sindaco di Pollica, brutalmente assassinato il 5 settembre 2010 con nove colpi di pistola calibro 9. Il Raggruppamento Operativo Speciale (ROS) dei Carabinieri di Roma ha eseguito le ordinanze di custodia cautelare nei confronti dell’ufficiale dei carabinieri Fabio Cagnazzo, dell’ex brigadiere Lazzaro Cioffi, dell’imprenditore Giuseppe Cipriano e di Romolo Ridosso, figlio di un boss camorrista e collaboratore di giustizia affiliato al clan Loreto-Ridosso di Scafati.

Un’inchiesta lunga e complessa
Le indagini, in corso da oltre un decennio, hanno ricostruito il movente dell’assassinio collegandolo a un traffico di droga che il sindaco Vassallo avrebbe scoperto e che coinvolgeva ambienti camorristici con presunti legami interni alle forze dell’ordine. Vassallo, noto per la sua dedizione al Cilento e alla legalità, avrebbe confidato le sue scoperte all’allora procuratore di Vallo della Lucania, Alfredo Greco, e stava per formalizzare la denuncia a un carabiniere di fiducia. Secondo gli inquirenti, Cagnazzo avrebbe orchestrato attività di depistaggio già prima dell’omicidio, temendo che le indagini potessero far emergere connessioni compromettenti.

Le reazioni a Pollica
Alla notizia degli arresti, il sindaco di Pollica, Stefano Pisani, ha commentato all’ANSA: “Rimaniamo in attesa di conoscere una verità giudiziaria. Siamo molto felici del lavoro di approfondimento che la Procura di Salerno ha voluto fare in questi lunghi anni e soprattutto nell’ultimo periodo. Finalmente potremo rispondere ad alcuni degli interrogativi che ci assillano da tempo.”

L’eredità del “Sindaco pescatore”
Angelo Vassallo, chiamato il “Sindaco pescatore” per le sue origini e il profondo legame con il mare, aveva trasformato Pollica durante i suoi mandati, dal 1995 al 2010. Ambientalista e sostenitore delle tradizioni locali, Vassallo promosse l’inclusione della dieta mediterranea nel Patrimonio dell’Umanità Unesco, traguardo raggiunto nel novembre 2010. Tra le sue battaglie più note, un’ordinanza contro l’abbandono di mozziconi di sigarette per tutelare l’ambiente. Figura carismatica, amato dai suoi concittadini, Vassallo rappresentava un modello di politica al servizio del bene comune, una figura scomoda per molti ma ammirata da chi credeva nei valori della giustizia e della legalità.

Il caso di Angelo Vassallo, dopo anni di misteri e depistaggi, sembra oggi più vicino a una verità giudiziaria.

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Raffaele Ariola
“Giornalista pubblicista con una grande passione per lo sport, in particolare per il calcio, da sempre definito lo sport più bello del mondo. Scelgo, ogni volta che scrivo, di essere al servizio della notizia e del lettore, raccontando i fatti con chiarezza ed essenzialità. Credo fermamente che l’unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede”.