Politica

Nuovo Dpcm, confronto Governo-Regioni: Governo sembra non concedere allentamenti per le festività. Boccia: “Solo così eviteremo la terza ondata”

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Roma, 1 Dicembre – Sono ore intense di confronto sulle nuove regole da scrivere nel nuovo Dpcm di Natale il cui varo è atteso per il 3 dicembre. “La riunione di stamattina tra il Governo e le Regioni è andata bene ed è stata costruttiva. L’accordo si “è chiuso su due punti fermi che riguarderanno l’impianto principale del Dpcm” ha detto il ministro per gli Affari Regionali, Francesco Boccia dopo il vertice con le Regioni di stamane.

Sembra che il Dpcm che sarà presentato domani al Senato e alla Camera dal Ministro della Salute Speranza non faccia sconti natalizi, perchè -spiega Boccia – “dopo i sacrifici fatti in queste settimane e guardando anche quelli fatti dagli operatori sanitari, noi proponiamo un divieto di mobilità temporaneo anche per le aree gialle” ha aggiunto e ancora “Eviteremo la terza ondata solo se dicembre diventerà il mese in cui azzereremo questi dati drammatici”, ha detto intervenendo poi all’evento ‘I Servizi per la vita’ organizzato da Confindustria.   Ma ancora nulla è stato ancora deciso sulle limitazioni da proporre, perchè è chiaramente una decisione che “verrà presa nel confronto finale in parlamento” sottolinea Boccia secondo cui “Bisogna evitare gli spostamenti tra regioni e mantenere il limite delle 22 per la circolazione: sono 2 punti centrali e imprescindibili del modello di sicurezza che stiamo costruendo insieme”. 

Dunque “evitiamo deroghe perchè potrebbero minare la tenuta stessa dell’impianto. Il coprifuoco dovrebbe restare alle ore 22 anche a Natale e Capodanno, bar e ristoranti chiuderanno alle 18 come ora anche nelle regioni gialle, come dovrebbero diventare tutte entro le festività. Il sistema a zone con tre colori resta in vigore. Le misure dovrebbero riguardare il periodo 21 dicembre fino a domenica 10 gennaio”.

Al tavolo convocato da Boccia sui contenuti del Dpcm di Natale hanno preso parte il ministro della Salute Roberto Speranza, il commissario Domenico Arcuri, il governatore della Liguria Giovanni Toti, quello del Veneto Luca Zaia, della Lombardia Attilio Fontana e dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini.

Tuttavia secondo fonti di maggioranza presenti alla riunione il premier Giuseppe Conte avrebbe aperto alla richiesta di una riflessione di alcuni capigruppo di prevedere per il Natale spostamenti tra Regioni non solo per i residenti ma anche per i ricongiungimenti familiari e per raggiungere le seconde case. La discussione è accesa sull’ipotesi di chiudere gli hotel a Natale, soprattutto nelle aree dello sci. Lo stesso Conte avrebbe detto che la misura presenta problemi, esprimendo i suoi dubbi. Con i capigruppo insieme al Ministro per i rapporti col Parlamento D’Incà e lo stesso Speranza il premier sta valutando la possibilità di riaprire le scuole per lezioni in presenza, “simbolicamente”, prima di Natale.  

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