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Nola, un viaggio nel tempo nella Pompei della preistoria: il Museo Storico Archeologico. Intervista al direttore Giacomo Franzese [Video]

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Direttore Giacomo Franzese:”All’interno del Museo di Nola il visitatore è come se salisse in una macchina del tempo, proiettato oltre 3500 anni addietro a visitare quella che si può considerare la Pompei della preistoria”

Nola, 3 Febbraio – Se – come scriveva Dostoevskij – l’arte è bellezza, e la bellezza salverà il mondo, senza ombra di dubbio la riapertura dei musei, in un periodo storico così complesso e delicato come quello che stiamo vivendo, è un segnale di estrema importanza, un fermo messaggio di speranza e di ritorno alla tanto agognata normalità.

Il Museo Storio Archeologico di Nola, ospitato nel prestigioso edificio che fu un tempo convento delle Canossiane, destinato dall’Amministrazione comunale, dopo il restauro, a sede espositiva, presenta delle caratteristiche del tutto particolari che lo differenziano dagli altri luoghi, in cui è possibile stabilire un contatto fortemente emozionale con le testimonianze materiche del passato. “Non tutti conoscono – afferma il direttore del museo Giacomo Franzese   l’importanza di questa realtà. Ci troviamo all’interno di un sito culturale che rientra nel novero del gruppo dei musei afferenti alla direzione regionale “Musei Campania” con sede a Napoli. Il museo di Nola ha iniziato la sua attività di manifestazioni e di apertura al pubblico già nel 2015. Abbiano dunque ospitato oltre 200 eventi negli ultimi cinque anni, raggiungendo punte di oltre quindicimila persone. Ho raccolto questa direzione – sottolinea Franzese – in un momento molto difficile, un momento anche di cambiamento. All’inizio il personale contava più di 30 unità, attualmente, invece, siamo ridotti a meno di 13. Sperimentiamo, dunque, una difficoltà oggettiva per essere in condizione di ospitare e aprire al pubblico tutte le sale. Lo spazio espositivo è superiore a 1500mq e sarà ulteriormente incrementato con la restituzione e la rifunzionalizzazione della chiesa di Santa Maria La Nova distrutta dal terremoto dell’80’ a cui è dedicato il complesso”

Uno straordinario percorso tematico nella storia del territorio dell’area nolana, che parte dalla sezione preistorica con le diverse tipologie eruttive come l’eruzione delle “Pomici di Avellino”, nell’età del Bronzo e quelle di “Pollena” per il periodo tardo antico. Un viaggio che attraversa poi i reperti del Bronzo Antico caratterizzanti le facies di Palma Campania.

Senza dubbio emozionante è la fedele ricostruzione di una delle capanne rinvenute durante lo scavo dell’insediamento in località Croce del Papa a Nola: una struttura di legno in scala reale in cui è riprodotta la distribuzione dell’arredo e degli spazi originari. Il viaggio prosegue nella sezione dedicata alle origini di Nola, fino a quella della “Città dei Cavalieri” con riferimento al periodo compreso tra il VI ed il IV secolo a. C. Di particolare interesse le testimonianze di età imperiale, fino ad approdare nella sala interamente dedicata alla villa di Augusto rinvenuta a Somma Vesuviana. Così come la sezione dedicata alla fine del mondo antico ed all’età medioevale, a cominciare dal suggestivo complesso delle basiliche paleocristiane di Cimitile.

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