Nola, 20 Febbraio – Domenica 22 febbraio, a partire dalle ore 9, l’Hotel Ferrari di Nola ospiterà un evento di pubblica informazione dedicato al tema del gioco d’azzardo e alle sue ricadute sociali, sanitarie ed economiche. L’iniziativa riunirà professionisti del settore sanitario, rappresentanti del mondo ecclesiale, associazioni e realtà impegnate nella tutela dei consumatori e nel contrasto alla dipendenza da gioco.
La giornata si aprirà alle 9 con l’enunciato di G.A. e GAM-ANON. Alle 9.30 è prevista la presentazione di G.A. e del metodo GAM-ANON, con testimonianze dirette di chi ha affrontato percorsi di recupero. Lo slogan scelto per l’evento sintetizza l’obiettivo dell’incontro: “Insieme riusciamo a recuperare le nostre vite. Insieme possiamo farcela”.
Tra gli interventi in programma figurano il dottor Nello Tuorto, presidente di Finetica; padre Alex Zanotelli; il dottor Carmine Papilio, direttore del Serd di Somma Vesuviana; il dottor Giuseppe Guarino, psicologo e dirigente del Serd di Somma Vesuviana; l’avvocato Riccardo Vizzini; suor Marisa Petrella della Caritas di Napoli; il dottor Giovanni Berritto, presidente di Federconsumatori Campania; il dottor Rino Ventriglia, neurologo e psicoterapeuta; le psicologhe Luigia Cappuccio, Silvana Caruso e Antonina Di Cintio; padre Carmelo, parroco della chiesa di San Giorgio; e Sandro Corradi.
Al centro del dibattito vi sarà la necessità di “tutelare il gioco sano”, attraverso una serie di misure che puntano a prevenire e contrastare la dipendenza patologica, salvaguardando in particolare i minori e le fasce più fragili della popolazione.
Tra le proposte avanzate: il divieto di ogni forma di pubblicità del gioco d’azzardo e l’avvio di campagne informative sui rischi della dipendenza; l’utilizzo di volti noti, del mondo televisivo e sportivo, non per promuovere il gioco ma per sensibilizzare contro i suoi effetti dannosi; la limitazione dell’accesso ai giochi, con sistemi di identificazione tramite codice fiscale e strumenti di pagamento tracciabili, per impedire l’accesso ai minori e rafforzare i controlli, anche nel settore online; il divieto di installazione di giochi a premi in supermercati, autogrill e uffici postali; l’istituzione di contributi destinati alle organizzazioni impegnate nella prevenzione e nella cura; la destinazione del 3% dei proventi dei montepremi alle Regioni e alle aziende sanitarie locali per l’assistenza ai soggetti affetti da ludopatia; il rafforzamento dei poteri dei Comuni nella regolamentazione della distribuzione delle sale gioco, nella definizione delle distanze dai luoghi sensibili e nella determinazione degli orari di apertura.
Tra le richieste figura anche l’istituzione di un fondo di sostegno per le famiglie dei giocatori patologici, l’accesso al credito agevolato per il ripianamento dei debiti e l’applicazione della cosiddetta “legge salva-suicidi”, che consente la ristrutturazione del debito in situazioni di grave difficoltà economica.
Sul piano normativo, si propone inoltre una modifica dell’articolo 415 del Codice civile per includere la ludopatia tra le cause di inabilitazione, riconoscendo formalmente la dipendenza da gioco come condizione meritevole di tutela giuridica.
Un capitolo rilevante dell’incontro sarà dedicato alla prevenzione tra i più giovani. Tra le proposte, l’introduzione di percorsi educativi nelle scuole per sensibilizzare gli studenti sui rischi del gioco d’azzardo e promuovere una cultura dell’impegno e della responsabilità.
Si punta anche all’organizzazione di concorsi e iniziative creative – fotografie, racconti, fumetti, video e manifesti – rivolti a scuole medie, superiori e professionali, gruppi scout, oratori e associazioni sportive. L’obiettivo è coinvolgere direttamente i ragazzi nella narrazione del fenomeno, favorendo una riflessione collettiva sui risvolti sociali, culturali e sanitari del gioco patologico.
L’incontro di Nola si propone dunque come un momento di confronto aperto alla cittadinanza, con l’intento di costruire una rete territoriale capace di prevenire, intercettare e accompagnare chi è colpito dalla dipendenza, riaffermando il valore della responsabilità condivisa tra istituzioni, famiglie e comunità.
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