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No del Consiglio di Stato ai privati: nel Lazio non possono fare i tamponi. Lamberti (Federlab): “Leso diritto salute del cittadino, intervenga Speranza”

Roma, 27 Giugno –  “Il Consiglio di Stato ha deciso che nel Lazio i laboratori privati non possono fare i tamponi per il Covid. In tal modo si lede il diritto alla salute del cittadino, pur affermato in prima istanza dal Tar Lazio, di scegliersi il luogo di diagnosi e cura in piena libertà, soprattutto quando se ne assume gli oneri economici. Speriamo intervenga presto il ministro Speranza”.

Così, in una nota, Gennaro Lamberti, presidente di Federlab Italia, tra le principali associazioni di categoria dei laboratori di analisi cliniche e dei centri poliambulatoriali privati accreditati con il SSN. Eppure, prosegue Lamberti: “il consiglio regionale aveva approvato a stragrande maggioranza una mozione che si allineava alla decisione cautelare del Tar. L’assessore regionale alla Sanità, D’Amato, invece, pervicacemente convinto della superiorità morale, forse anche ontologica, del ‘pubblico’ rispetto al privato’, sdegnosamente ha fatto ricorso al Consiglio di Stato che, d’urgenza, ha stoppato la possibilità di esecuzione, da parte dei laboratori privati, dei test molecolari valutando ‘non di decisiva utilità’ il contributo dei privati”.

“A questo punto – rincara la dose Lamberti – una cosa emerge con chiarezza: se anche il diritto alla salute del cittadino, costituzionalmente tutelato, viene negato, significa che la stessa ragione fondante del servizio sanitario sta venendo meno”. “I laboratori privati non sono degli abusivi! Sono strutture sanitarie autorizzate dalle regioni perché rispondono a precisi requisiti strutturali, tecnologici ed organizzativi, assolutamente identici a quelli delle strutture pubbliche” insiste Lamberti. Pertanto, aggiunge ancora il presidente di Federlab “quando l’assessore D’Amato invita i cittadini a ‘diffidare dei laboratori non autorizzati’ sbaglia due volte. La prima perché, se esistessero laboratori non autorizzati in giro per il Lazio, la responsabilità sarebbe esclusivamente sua perché avrebbe dovuto impedirne l’apertura o quantomeno provvedere a chiuderli. La seconda perché, sparando nel mucchio, l’assessore viene meno al suo ruolo istituzionale ingenerando nei cittadini ulteriore incertezza e confusione”.

“Federlab Italia ha da tempo chiesto al ministro Speranza di esprimersi con nettezza sulla babele di atti regionali che in alcuni casi autorizzano ed in altri impediscono l’esecuzione dei test molecolari, ma anche di quelli sierologici,ai laboratori privati senza oneri a carico della collettività. Registriamo,ancora una volta, l’afasia di chi dovrebbe parlare con chiarezza e ,soprattutto,spiegare i motivi delle proprie scelte politiche” conclude Lamberti.


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