Napoli torna a rivendicare il suo ruolo di capitale mondiale dell’eleganza sartoriale.
Napoli, 21 Aprile – Il 20 aprile, nel corso di un convegno dedicato, maestri sarti, artigiani, istituzioni e rappresentanti del mondo produttivo hanno sottoscritto la “Dichiarazione di Napoli sulla Sartoria”, insieme al “Patto” e al “Manifesto” che segnano un passaggio cruciale per il futuro di uno dei simboli più autentici del Made in Italy.
Al centro dell’iniziativa, la volontà condivisa di proteggere e valorizzare la sartoria napoletana, riconosciuta a livello internazionale come patrimonio unico di conoscenze artigianali, creatività e identità territoriale. Un sapere antico, custodito nelle botteghe e tramandato di generazione in generazione, oggi messo alla prova dalle trasformazioni del mercato globale e dalla crescente diffusione della produzione standardizzata.
La Dichiarazione individua obiettivi chiari: dal riconoscimento della sartoria napoletana come patrimonio culturale e produttivo, fino all’avvio del percorso per ottenere una Indicazione Geografica (IG) anche per il comparto artigianale. Un passaggio strategico, in linea con il nuovo quadro europeo, che punta a tutelare ufficialmente l’autenticità e l’origine di queste eccellenze.
Accanto a questo, viene ribadito il ruolo centrale delle botteghe sartoriali, non solo come luoghi di produzione ma anche di formazione e innovazione. Fondamentale, infatti, sarà il coinvolgimento delle nuove generazioni, attraverso percorsi di apprendistato e trasmissione del mestiere, per garantire continuità a una tradizione secolare.
Il “Patto della Sartoria Napoletana” rafforza ulteriormente questo impegno, sottolineando la necessità di una collaborazione stabile tra artigiani, associazioni di categoria e istituzioni. L’obiettivo è costruire un progetto condiviso che sappia coniugare tradizione e futuro, difendendo al contempo qualità, tecniche artigianali e identità culturale.
Il “Manifesto della Sartoria Napoletana” definisce invece i principi guida: tutela della tradizione, valorizzazione del lavoro manuale, difesa dell’autenticità, legame con il territorio, formazione e promozione internazionale. Un documento programmatico che punta a dare strumenti concreti di riconoscimento e sviluppo al settore.
A completare il quadro, le “10 caratteristiche della Sartoria Napoletana”, che potranno costituire la base per un futuro disciplinare IG. Tra queste: la costruzione destrutturata della giacca, la spalla “a camicia”, l’assenza di imbottiture, l’alta percentuale di lavorazioni manuali e la totale personalizzazione del capo. Elementi che rendono ogni abito unico e rappresentano l’essenza di uno stile riconosciuto in tutto il mondo.
Proteggere la sartoria napoletana, dunque, significa tutelare non solo un settore produttivo, ma una parte fondamentale dell’identità culturale italiana. Da Napoli parte così un percorso che ambisce a rafforzare il legame tra tradizione, territorio e innovazione, proiettando nel futuro una delle eccellenze più prestigiose del Paese.
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