Napoli, 17 Gennaio – La notte di Sant’Antonio Abate, tradizionalmente celebrata con i “cippo”, falò accesi nei quartieri cittadini, si è trasformata in uno scenario di guerriglia urbana. A denunciare quanto accaduto è il parlamentare Francesco Emilio Borrelli, presente sul posto per documentare in diretta gli episodi di violenza.

“È stata una notte di follia – ha dichiarato Borrelli – con roghi in più punti della città, lanci di sassi, bottiglie di vetro e bombe carta. Le forze dell’ordine e i Vigili del Fuoco sono stati presi di mira con sassaiole e diverse gazzelle dei carabinieri sono state danneggiate, alcune con i vetri frantumati”.

Secondo quanto riferito, gli episodi più gravi si sono verificati nei quartieri Spagnoli, a Forcella, alla Sanità, a Mergellina, in via Salvator Rosa e in Corso Garibaldi. Nel Rione Sanità, a Piazza San Gaetano, oltre cento giovani hanno appiccato un falò alto almeno quattro metri, sfidando apertamente le istituzioni con atti di vandalismo e violenza.

Una “sconfitta delle istituzioni” Per il deputato di Alleanza Verdi-Sinistra, la situazione richiede interventi drastici. “È stata la morte dello Stato – ha affermato – che consegna le chiavi della città ai delinquenti. Le forze dell’ordine, che comunque ringrazio, hanno fatto tutto il possibile, ma sono in evidente sotto organico. Al contrario, c’è una sovrabbondanza di giovani teppisti, molti dei quali minorenni, rendendo quasi impossibile fermarli tutti”.

Borrelli ha sottolineato la necessità di un cambio di passo. “Occorrono nuovi agenti sul territorio e un lavoro strutturale per smantellare la cultura criminale che spinge troppi giovani verso l’illegalità. Lo Stato deve dimostrare la sua presenza investendo non solo sulla repressione, ma anche sulla prevenzione, una parola che sembra scomparsa dal vocabolario del governo”.

Il bisogno di un intervento strutturale La ricorrenza di Sant’Antonio Abate, che dovrebbe rappresentare un momento di festa e tradizione, si è trasformata in un segnale di allarme per la città. Per Borrelli, non basta limitarsi alla gestione emergenziale della “notte del cippo”, ma è necessario un piano a lungo termine per contrastare il radicamento della cultura criminale nei quartieri popolari.

I residenti, ormai esasperati, chiedono un intervento incisivo delle autorità per ripristinare la legalità e garantire la sicurezza. Nel frattempo, la città si risveglia sotto shock, con i segni evidenti di una notte di devastazione che lascia un profondo senso di sconforto.

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