Pompei, 17 Gennaio – Un’importante scoperta archeologica è emersa nel corso degli scavi nell’insula 10 della Regio IX di Pompei: un grande complesso termale privato, parte di una sontuosa domus, è tornato alla luce. Il ritrovamento comprende un articolato sistema termale annesso a una sala conviviale, confermando il ruolo della casa romana come palcoscenico per celebrazioni e affermazione sociale.

Un complesso termale tra i più grandi di Pompei – Il complesso si distingue come uno dei più grandi settori termali privati mai rinvenuti a Pompei, paragonabile alle terme dei Praedia di Giulia Felice, della Casa del Labirinto e della Villa di Diomede. Composto da calidarium, tepidarium, frigidarium e un apodyterium, il bagno privato poteva accogliere fino a 30 persone. Di particolare pregio è il frigidarium, con un peristilio centrale di 10 x 10 metri circondato da un porticato e dotato di una grande vasca al centro.

La sala per banchetti e il ruolo sociale della domus – Adiacente al complesso termale si trova il “salone nero”, una vasta sala destinata ai banchetti, già parzialmente riportata alla luce mesi fa. Questa vicinanza riflette la funzione sociale della casa, che non era solo luogo privato, ma anche teatro per eventi pubblici. I banchetti, come descritto nel Satyricon di Petronio, non erano solo momenti di convivialità, ma occasioni strategiche per affermare il prestigio del proprietario, guadagnare consensi e rafforzare alleanze politiche.

La collocazione della sala conviviale accanto al complesso termale ricorda infatti la scena in cui Trimalcione, il ricco liberto protagonista del romanzo, riceve i suoi ospiti in un balneum prima del sontuoso banchetto. Questa connessione culturale rafforza l’idea che la domus fosse un simbolo di potere e status sociale.

La scoperta è stata possibile grazie a un approccio innovativo, come sottolinea il direttore degli scavi, Gabriel Zuchtriegel. “L’intero scavo è stato condotto utilizzando una struttura di supporto transitoria, che ha permesso di raggiungere i piani pavimentali senza smontare gli elementi architettonici instabili del colonnato”, spiega Anna Onesti, direttrice dei lavori. Questa tecnica garantirà la conservazione delle strutture fino a un futuro intervento di restauro.

Una domus di straordinario prestigio – L’intera domus occupava la parte sud dell’insula e si distingueva per la raffinatezza architettonica e decorativa. Le pareti presentano decorazioni in II e III stile pompeiano, mentre uno degli oeci, decorato in IV stile, include una megalografia con nature morte rappresentanti cacciagione e prodotti ittici, allusione ai banchetti offerti agli ospiti.

L’ingresso principale conduceva a un atrio e a un grande peristilio che dominava l’intera larghezza dell’isolato. Decorazioni di pregio e la presenza di spazi così articolati suggeriscono che la domus appartenesse a un membro dell’élite locale, intenzionato a fare della propria casa un luogo di rappresentazione del potere personale.

Questa scoperta aggiunge un tassello importante alla comprensione della società pompeiana e della sua cultura. Il complesso termale e il salone conviviale non sono solo testimonianze di un passato lussuoso, ma rappresentano un esempio unico di architettura e vita quotidiana romana, che gli archeologi continueranno a studiare con metodi sempre più avanzati.

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Raffaele Ariola
“Giornalista pubblicista con una grande passione per lo sport, in particolare per il calcio, da sempre definito lo sport più bello del mondo. Scelgo, ogni volta che scrivo, di essere al servizio della notizia e del lettore, raccontando i fatti con chiarezza ed essenzialità. Credo fermamente che l’unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede”.