Napoli, 14 Ottobre – Il 3-1 subito dal Napoli sul campo del Villarreal pesa non soltanto per la classifica. Pesa soprattutto per il modo in cui è maturato. Perché la seconda sconfitta consecutiva in Champions League racconta una squadra capace di partire bene, di portarsi in vantaggio e poi di perdere progressivamente ordine, distanze e lucidità. Ed è proprio su questo punto che Massimiliano Allegri insiste nel dopogara: in Europa l’errore può essere inevitabile, la confusione no.
Il tecnico del Napoli non cerca alibi. La sua analisi parte dal momento in cui la partita cambia: dopo aver incassato l’1-1, gli azzurri non riescono a gestire il contraccolpo e concedono quasi immediatamente il raddoppio al Villarreal. «Le partite di Champions sono così, preso l’1-1 non si può concedere il secondo gol», osserva Allegri. Quindi individua il problema ancora prima dell’azione decisiva: «Ci sono stati quattro passaggi senza senso in mezzo al campo».
Non è soltanto una questione tecnica. È soprattutto una questione di gestione della partita. In Champions, dove il livello degli avversari riduce il margine d’errore, perdere un pallone può costare molto più che in campionato. Ma per Allegri la differenza tra una squadra matura e una ancora incompleta sta soprattutto nella reazione all’errore.
Ed è qui che il Napoli ha mostrato il limite più evidente. «La caratteristica di una squadra forte è quella di non sfaldarsi o allungarsi», spiega l’allenatore. Nella ripresa, invece, il Napoli ha progressivamente smesso di muoversi come un blocco. La ricerca del pareggio si è trasformata in fretta, l’organizzazione in iniziative individuali. «Volevamo tutti singolarmente risolvere la partita», ammette Allegri.
È forse questo il passaggio più significativo della sua analisi. Il problema del Napoli non sembra essere la mancanza di qualità, che il tecnico continua a riconoscere alla squadra. È piuttosto la capacità di conservarla dentro una struttura collettiva quando la partita diventa difficile. Quando il ritmo sale, aumenta la pressione e l’avversario punisce gli errori, gli azzurri tendono ad allungarsi e a perdere quell’equilibrio che dovrebbe invece proteggerli nei momenti di difficoltà.
La parola utilizzata più volte da Allegri è proprio equilibrio. Il tecnico difende anche un concetto che nel calcio contemporaneo viene talvolta considerato quasi con sospetto: saper difendere. «È diventata quasi una vergogna saper difendere», dice provocatoriamente. Ma il senso del suo ragionamento va oltre l’idea di una squadra schiacciata davanti alla propria area. Difendere bene significa controllare gli spazi, mantenere le distanze, capire quando rallentare la partita e soprattutto evitare di concedere campo dopo aver perso il pallone.
Ed è ciò che al Napoli è mancato in Spagna. Allegri sottolinea come la sua squadra abbia concesso troppo, in particolare permettendo al Villarreal di arrivare alla conclusione da fuori e di trovare spazi quando il Napoli perdeva compattezza. «Dietro subiamo troppo», sintetizza. Il paradosso è che lo squilibrio difensivo finisce per danneggiare anche la fase offensiva: quando una squadra si allunga, deve rincorrere di più, recupera palloni in zone peggiori e attacca con meno ordine.
Il punto, quindi, non è scegliere tra un Napoli offensivo e uno prudente. È riuscire a tenere insieme le due fasi. In questo senso la sconfitta del Villarreal sembra allungare un’ombra anche sulla precedente gara contro il Frosinone. Allegri vede una continuità negli errori di scelta, nella gestione di alcune situazioni e nella tendenza ad affidarsi alla soluzione individuale invece di mantenere pazienza e organizzazione. In campionato determinati errori possono anche restare impuniti. In Champions, sottolinea il tecnico, la qualità degli avversari cambia completamente il prezzo da pagare.
«Quando giochi con le squadre di Champions te ne accorgi», osserva. È una frase che fotografa bene il momento europeo del Napoli. La squadra deve ancora adattarsi a partite nelle quali non basta produrre gioco o creare occasioni: occorre riconoscere i momenti della gara. Sapere quando accelerare, quando tenere il pallone, quando abbassare il rischio. E soprattutto non permettere che un episodio negativo ne produca immediatamente un altro.
Per Allegri è questa la differenza che separa una buona squadra da una squadra davvero forte. Il 3-1 del Villarreal, dunque, non chiude il percorso europeo del Napoli. L’allenatore lo ribadisce: «Abbiamo ancora tutte le possibilità di passare il turno». Ma dopo due sconfitte consecutive il margine comincia inevitabilmente a restringersi e, prima ancora della classifica, sarà necessario intervenire sulla tenuta della squadra.
Non servono rivoluzioni, almeno secondo la lettura di Allegri. Serve maggiore disciplina nei momenti complicati. Serve accettare che una partita possa attraversare fasi nelle quali non è possibile dominarla. Serve difendere senza considerarlo un passo indietro. E serve, soprattutto, continuare a ragionare da squadra quando la partita sembra sfuggire di mano. La lezione arrivata dalla Spagna è probabilmente questa: il Napoli può anche concedere un gol. Quello che non può più permettersi è concedere, insieme al gol, anche il controllo della partita.
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