Napoli, 15 Ottobre – Controllo del territorio, gestione dell’ordine pubblico e contrasto deciso alla criminalità. Parte da questi tre punti il nuovo incarico di Fausto Lamparelli, che si insedia alla guida della Questura di Napoli tornando in una città che conosce bene e nella quale ha già ricoperto un ruolo di primo piano.

Per Lamparelli, infatti, quello nel capoluogo campano è un ritorno. Tra il 2014 e il 2017 ha diretto la Squadra Mobile partenopea, in anni particolarmente delicati sul fronte della criminalità organizzata e delle faide tra gruppi emergenti. Oggi torna con una responsabilità diversa e più ampia, alla guida della sicurezza di una città chiamata quotidianamente a confrontarsi con fenomeni che vanno dalla camorra alla microcriminalità, fino alle esigenze legate all’ordine pubblico e alla sicurezza urbana.

«È un ritorno a Napoli, consapevole della complessità del lavoro», ha spiegato durante la conferenza stampa di insediamento, indicando subito le direttrici della sua azione: «Controllo del territorio, gestione dell’ordine pubblico e repressione quando nelle prime due si è andato oltre». Un’impostazione che punta dunque sulla presenza preventiva delle forze dell’ordine, senza rinunciare all’intervento repressivo nei confronti di chi supera i limiti della legalità.

Tra i temi sui quali il nuovo questore ha annunciato particolare attenzione c’è anche quello della violenza sulle donne. «È un fenomeno che mi sta molto a cuore. Abbiamo diverse articolazioni sul territorio che se ne occupano ogni giorno», ha sottolineato Lamparelli, richiamando il ruolo degli uffici specializzati e la necessità di intercettare le situazioni di pericolo prima che possano degenerare.

Centrale sarà anche il rapporto tra le diverse componenti impegnate nella sicurezza del territorio. L’obiettivo indicato dal questore è rafforzare la collaborazione tra istituzioni, forze dell’ordine, magistratura e società civile, puntando su un modello di sicurezza partecipata capace di coinvolgere l’intera comunità.

«Dobbiamo occupare gli spazi vuoti e non lasciarli a chi commette reati», ha affermato. Un concetto che sintetizza la linea annunciata per il nuovo incarico: presidiare il territorio non soltanto attraverso l’attività investigativa e di polizia, ma anche attraverso una presenza istituzionale costante nei luoghi nei quali degrado e marginalità possono favorire l’insediamento della criminalità.

Beneventano, Lamparelli ha maturato una lunga esperienza nei reparti investigativi della Polizia di Stato. Prima di Napoli ha diretto le Squadre Mobili di Ascoli Piceno, Latina, Bari e Genova. Nel 2018 è stato nominato direttore del Servizio Polizia Scientifica e l’anno successivo ha assunto la guida del Servizio Centrale Operativo, struttura impegnata nel coordinamento nazionale delle attività di contrasto alla criminalità organizzata e ai reati di maggiore allarme sociale.

Arriva a Napoli dopo aver guidato la Questura di Firenze dal dicembre 2024 e raccoglie il testimone di Maurizio Agricola, promosso prefetto e nominato commissario straordinario del Governo per l’area di Castel Volturno.

Per Lamparelli comincia ora una nuova fase professionale proprio nella città nella quale aveva già maturato una delle esperienze investigative più significative della sua carriera. Una Napoli che conosce, ma che negli anni ha continuato a trasformarsi, imponendo nuove sfide sul fronte della sicurezza. La linea indicata nel giorno dell’insediamento parte da un principio preciso: rafforzare la presenza dello Stato e impedire che gli spazi lasciati liberi vengano occupati dalla criminalità.

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Raffaele Ariola
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