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Napoli, allarme Covid. Galano:”Dove sono i medici territoriali?”. De Magistris:”Solo la zona rossa può impedire gli assembramenti”

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Napoli, 8 Novembre – “I pronto soccorso e l’emergenza sono in crisi perché alla catena manca la medicina territoriale. Oggi ci sono a Napoli solo 12 medici in servizio al 118 e 40 nella guardia medica. Che stanno facendo? Avevo chiesto di incorporarli anche solo per organizzare le visite a domicilio dei codici bianchi, ma dicono che il loro contratto non lo prevede”. Lo dice Giuseppe Galano, responsabile del 118 a Napoli e coordinatore della rete regionale di emergenza. “Oggi la catena del servizio sanitario significa sopravvivenza della popolazione. Un medico può stare a guardare il contratto? Si sono sottratti a questo dovere, parlano di contratto, qua ci sta la gente assistita in auto davanti agli ospedali e tu dici che il contratto non lo prevede?”.

Con la crescita dei casi di contagi da Covid gli ospedali di Napoli sono di nuovo in sofferenza. Scene di auto e ambulanze in fila per ore fuori dai pronto soccorso degli ospedali con i pazienti a bordo in attesa di essere ricoverati sono diventate ormai sempre più frequenti. Le documentano anche video che gli stessi operatori, ormai allo stremo, diffondono attraverso pagine social di settore per raccontare quanto si sta vivendo in regione che potrebbe a breve passare da zona gialla ad arancione o addirittura rossa con lockdown come il Lombardia, Calabria e Valle d’Aosta. “Ci sono file di ambulanze e auto private in tutti gli ospedali di Napoli, Cotugno, Cardarelli, Ospedale del Mare sono tutti in crisi totale nel ricevere i pazienti covid”, l’allarme lanciato da Giuseppe Galano, responsabile del 118 a Napoli e coordinatore della rete regionale del soccorso d’emergenza. 

Le polemiche a Napoli sono anche a livello politico e istituzionale. “Siamo arrivati al punto che, per salvarci da vere colpe ormai evidenti, non ci resta che attendere la zona rossa con immediati ristori per chi rimane senza soldi”. Luigi de Magistris considera questo epilogo “una sconfitta, come quella che ci vede, unico caso in Europa, con le scuole chiuse per i più piccoli”. Per il primo cittadino di Napoli “è solo il lockdown o la zona rossa che impediscono alle persone di uscire come in questi giorni e assembrarsi” .

“Se la situazione degli ospedali è drammatica – dice De Magistris – come appare dalle testimonianze raccolte, vuol dire che probabilmente chi ha dichiarato la Campania zona gialla ha sbagliato, forse anche perché tratto in errore da dati non attuali, precisi e corretti forniti dagli uffici regionali”. E tornando alle polemiche legate alla folla in via Caracciolo, il lungomare non interdetto come è accaduto invece a Salerno e Pozzuoli dopo l’invito del presidente della Regione Vincenzo De Luca, de Magistris spiega che “chiudere non è la soluzione alle immagini delle file di ambulanze e al collasso di ospedali, altrimenti lo avremmo già fatto”.

“La città è vasta e piena di luoghi attrattivi anche di piccole dimensioni – ribadisce – nel momento in cui chiudi una strada o una piazza, le persone si sposteranno in altre strade o piazze”. Il primo cittadino ribadisce quindi che “è fondamentale ridurre le relazioni sociali, indossare sempre le mascherine e stare attenti al distanziamento”. Assicura che il Comune è impegnato “a fare cose concrete, tra enormi difficoltà, ma non ci faremo travolgere da un dibattito che rischia di allontanarci dalla vera soluzione dei problemi”.

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