Il sindaco frena sulle Comunali: «Un candidato del Generale sotto la Madonnina? Ci provi, ma non sfonderebbe». Poi l’allarme per il voto nazionale: «Il centrodestra oggi è più forte, Calenda rischia di togliere voti al centrosinistra».

Napoli, 26 Maggio  — Roberto Vannacci da una parte, Azione dall’altra. Sono queste, secondo Giuseppe Sala, le due vere variabili indipendenti capaci di ridisegnare la mappa del consenso in vista dei prossimi appuntamenti elettorali. A margine dell’inaugurazione dei cortili riqualificati dell’Archivio di Stato, il sindaco di Milano traccia un’analisi politica che supera i confini comunali per guardare direttamente alle dinamiche nazionali.

Un’analisi pragmatica, la sua, che muove dalla constatazione di un baricentro politico attualmente sbilanciato: «Il centrodestra è oggi oggettivamente elettoralmente più forte», ammette senza giri di parole il primo cittadino meneghino. Il posizionamento del Generale, ormai stabilmente radicato nell’orbita della coalizione di governo con la sua area di riferimento, rappresenta un elemento di forte interesse per Sala. Tuttavia, se lo scenario nazionale suggerisce massima attenzione, la declinazione locale — nello specifico una possibile corsa alle elezioni comunali di Milano — evoca scenari differenti.

«Se fossi in Vannacci, io ci proverei a presentare un candidato a Milano, ma non credo che avrebbe molto successo. È ancora un po’ presto per dare giudizi definitivi, ed è assolutamente legittimo che ci provi, ma se devo scommettere non credo che qui possa sfondare». La metropoli lombarda, storicamente caratterizzata da dinamiche elettorali proprie, secondo Sala non si lascerebbe sedurre facilmente dall’esperimento geopolitico e culturale del Generale. Il discorso, però, cambia radicalmente se lo sguardo si allarga alla politica nazionale. Il ruolo di Azione e i nuovi pesi elettorali L’altra metà del rebus politico porta il nome di Carlo Calenda.

Se il consolidamento di Vannacci puntella un centrodestra già solido, la corsa solitaria di “Azione” rischia di trasformarsi in una spina nel fianco per il campo progressista. Secondo il sindaco di Milano, l’architettura delle prossime politiche dipenderà in gran parte da questi due fattori: Il consolidamento a destra: La capacità di attrazione di sigle come Futuro Nazionale all’interno del bacino conservatore. La frammentazione a sinistra: Il ruolo di Azione che, se decidesse di correre da sola, finirebbe inevitabilmente per sottrarre ossigeno e voti al centrosinistra. «Guardo con molta curiosità a queste due forze per capire come si sposteranno gli equilibri», ha concluso Sala. Un monito, il suo, rivolto soprattutto alla propria area politica, chiamata a fare i conti con un centro che rischia di erodere consensi e una destra che continua a trovare nuove formule di radicamento.

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Giovanni Pio Battaglino
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