Vaccini contro la meningite, Campania in affanno: bassa adesione soprattutto tra giovani e bambini
Napoli, 4 Febbraio – Le coperture vaccinali contro la meningite in Campania restano preoccupantemente basse, soprattutto tra i più piccoli. I dati parlano chiaro: solo circa il 50% dei bambini risulta vaccinato contro il meningococco di tipo B, il ceppo più diffuso, mentre la copertura sale appena al 60% per gli altri sierotipi ACWY, contro i quali esiste il vaccino tetravalente. Numeri insufficienti per una malattia grave, potenzialmente letale nel 10% dei casi, che continua a circolare anche attraverso portatori sani inconsapevoli.
A destare particolare attenzione sono i casi registrati nelle ultime settimane a Napoli. «Tre dei quattro casi di meningite dell’ultimo mese hanno riguardato ragazzi sotto i 25 anni», spiega Antonio D’Avino, pediatra di base e presidente della Fimp, la Federazione italiana medici pediatri. «Fortunatamente sono fuori pericolo e in fase di dimissione, ma si tratta di infezioni da meningococco B. Nessuno di loro era vaccinato». Un dato che, secondo il pediatra, conferma ancora una volta quanto questo ceppo sia oggi il più diffuso in Italia e in Europa.
Il Dipartimento di prevenzione dell’Asl, temendo la possibilità di un focolaio, ha già allertato medici di medicina generale e pediatri, invitandoli a prestare massima attenzione ai sintomi compatibili con la meningite. «Va detto con chiarezza – sottolinea D’Avino – che è una malattia molto grave, capace di portare alla morte o a sequele importanti e talvolta invalidanti. Anche se non è frequente, quando colpisce può farlo in modo rapido e devastante. La vaccinazione è l’unico strumento davvero efficace per prevenirla».
Bambini, adolescenti, ma anche chi vive o soggiorna spesso in ambienti affollati e chi viaggia per studio o lavoro rientra tra le categorie più a rischio. A livello nazionale, la vaccinazione contro la meningite è prevista per bambini e adolescenti, ma il vaccino contro il meningococco B, nonostante sia quello a maggiore incidenza, non è ancora inserito stabilmente nel Piano nazionale di prevenzione vaccinale per tutte le fasce d’età. Da anni la Fimp e le principali società scientifiche riunite nel “Calendario per la Vita” chiedono di estendere e rafforzare l’offerta, soprattutto per gli adolescenti, anche se già vaccinati da piccoli.
La Campania, come molte altre regioni, si è mossa in autonomia, offrendo gratuitamente la vaccinazione anche agli adolescenti. Una scelta che però non basta a colmare il divario. «La presenza di regioni che garantiscono questa vaccinazione e altre che non lo fanno non assicura equità ai ragazzi italiani», osserva Lorenzo Latella di Cittadinanzattiva. «L’inserimento nel Piano nazionale garantirebbe uniformità, risorse economiche alle regioni e obiettivi chiari di copertura».
Alla base della scarsa adesione c’è una diffusa sottovalutazione del rischio. «La meningite è percepita come una malattia rara – spiega ancora D’Avino – e questo abbassa l’attenzione delle famiglie. Inoltre, non essendo una vaccinazione obbligatoria, viene spesso rimandata. Per il meningococco B, poi, la protezione completa richiede quattro dosi e l’ultima, prevista nel secondo anno di vita, a volte viene persa».
Eppure i vaccini disponibili sono sicuri ed efficaci. «Sono vaccini inattivati, non contengono il batterio ma solo frammenti proteici che stimolano le difese immunitarie», ricorda il pediatra. «Se i genitori avessero piena consapevolezza della gravità della malattia, non esiterebbero. Serve puntare sull’informazione».
Anche secondo Cittadinanzattiva il nodo centrale resta la fiducia. «La Campania è virtuosa nell’offerta – conclude Latella – ma il vero problema sono le coperture: oggi circa un bambino su due non è vaccinato e anche tra gli adolescenti i numeri sono troppo bassi. La pandemia e la disinformazione hanno aumentato dubbi e incertezze, persino su vaccinazioni consolidate come quelle contro la meningite». Da qui l’appello a campagne informative continue nelle scuole, negli studi medici e nei consultori, insieme a un potenziamento dei punti vaccinali e a sistemi di richiamo attivo per chi non ha completato il ciclo. La meningite resta una minaccia seria, ma prevenibile. I vaccini ci sono e sono accessibili: far crescere la consapevolezza e le coperture vaccinali è oggi una priorità di sanità pubblica che non può più essere rimandata.
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