Il docente stabile (18 ore) trasferito dopo 30 giorni, sostituito da due insegnanti diversi. La famiglia: “Violata la continuità didattica”. Nessuna risposta dal Ministero.
Marigliano, 10 Novembre – Questa mattina Saverio è tornato a scuola. Dopo tre settimane di assenza forzata, il bambino autistico di 11 anni ha varcato di nuovo il cancello dell’Istituto Comprensivo “Don Milani – Aliperti” di Marigliano. Ma non è un lieto fine: il rientro avviene con un orario ridotto.
“È un reinserimento graduale, l’unico modo per tutelare nostro figlio dopo quello che è successo”, spiega il padre Giuseppe Guarnaschelli. “Ma non è quello che vogliamo. È quello che siamo stati costretti ad accettare.” A settembre Saverio aveva iniziato la prima media con entusiasmo: un docente di sostegno stabile per 18 ore settimanali e un secondo insegnante per altre 5 ore. Aveva costruito fiducia, mostrava serenità, partecipava alle attività. L’inclusione, per una volta, sembrava funzionare davvero. Poi, dopo appena 30 giorni, tutto è crollato.
Il trasferimento improvviso: “Nessuno ci ha avvisati”. Il 13 ottobre, la famiglia scopre per caso che il docente di sostegno (18 ore) è stato trasferito d’ufficio dall’Ufficio Scolastico Provinciale di Napoli, a seguito dello spostamento di un altro alunno con disabilità. Nessuna comunicazione preventiva ai genitori, nessun coinvolgimento del GLO (Gruppo di Lavoro Operativo per l’Inclusione), come invece impone il D.M. 182/2020.
“Da un giorno all’altro hanno spezzato un legame educativo fondamentale per un bambino autistico”, racconta il padre Giuseppe Guarnaschelli. “Saverio aveva finalmente trovato una routine, un punto di riferimento. E la burocrazia l’ha distrutto in un attimo, senza nemmeno avvisarci. Mio figlio non è un numero in una graduatoria.”
Due insegnanti, dieci sostituzioni, una crisi. Dal 14 ottobre, Saverio viene affidato a due insegnanti diversi con orari frammentati (oltre alla docente da 5 ore già presente). In meno di dieci giorni si susseguono oltre dieci sostituzioni. Il 21 ottobre arriva l’epilogo: durante una crisi in classe, Saverio sposta un banco che colpisce un compagno, trasportato in ospedale per controlli, per fortuna tutto bene. “Nostro figlio non aveva mai avuto comportamenti violenti a scuola”, spiega la madre Felicetta Esposito. “Ma in quella settimana abbiamo visto regredire tutto: comportamenti, serenità, persino i progressi fatti in anni di terapie. In pochi giorni è stato distrutto tutto.” Da quel giorno, Saverio non torna più a scuola. Per tre settimane resta a casa, mentre la famiglia cerca di capire come ricostruire ciò che si è frantumato.
Una legge violata, un diritto negato. Il caso di Saverio mette in luce una violazione sistematica della continuità didattica, principio sancito da:
Legge 104/1992 (artt. 12 e 13) – diritto alla continuità educativa
Art. 461 del D.Lgs. 297/1994 – divieto di sostituzione del docente dopo 20 giorni di servizio
D.M. 66/2017 e D.M. 182/2020 – obbligo di stabilità del personale di sostegno
D.M. n. 32 del 26 febbraio 2025 – disposizioni sulla continuità didattica e divieto di frammentazione dell’orario di sostegno
Linee Guida MIUR del 4 agosto 2009 – divieto di frazionamenti e rotazioni del sostegno. Il recente D.M. 32/2025, emanato pochi mesi fa, ribadisce con forza l’obbligo di garantire la continuità del docente di sostegno e vieta espressamente la frammentazione dell’orario su più insegnanti, proprio per evitare situazioni come quella vissuta da Saverio.
“La legge c’è, ed è stata anche rafforzata quest’anno“, denuncia Giuseppe Guarnaschelli, che ha documentato tutto in una serie di PEC inviate al Ministero dell’Istruzione e del Merito, all’Ufficio Scolastico Regionale della Campania e al Difensore Civico regionale. “Ma viene sistematicamente ignorata. È come se non esistesse.”
A quasi un mese dai fatti, l’unico ente che ha risposto è stato l’Ufficio Scolastico Provinciale di Napoli, confermando il trasferimento per “esigenze organizzative” ma ignorando completamente l’impatto educativo e psicologico sul bambino. Anche il Ministero della Disabilità ha risposto alla nostra richiesta dandoci supporto e indicazioni
“Abbiamo fatto tutto secondo le regole”, sottolinea il padre. “Abbiamo inviato PEC, chiesto trasparenza, citato le normative – compreso il decreto di febbraio 2025 che dovrebbe impedire proprio queste situazioni. Ma il Ministero non risponde. È come se i diritti di Saverio non esistessero.”
Dopo settimane di confronti con la scuola, stamattina (10 novembre) il bambino è tornato in classe con un piano di reinserimento graduale: “Non è quello che vogliamo per Saverio”, spiega Giuseppe Guarnaschelli. “Ma è l’unica soluzione per garantirgli la presenza stabile dello stesso docente e una routine prevedibile. Dopo tre settimane di isolamento, dobbiamo procedere con estrema cautela per evitare nuove crisi.”
La famiglia confida che, con il supporto della specialista e con un miglioramento dell’organizzazione scolastica, si possa programmare in tempi ragionevoli un progressivo aumento della frequenza. “Ma serve stabilità”, sottolinea la madre Felicetta. “Saverio non può continuare a essere una vittima della burocrazia.”
Una storia che ha toccato migliaia di persone. La vicenda ha suscitato grande attenzione mediatica e solidarietà sociale.
Il caso è stato raccontato in TV su Prima Tivvù (rete campana) nell’intervista a Giuseppe Guarnaschelli, visibile al link: https://youtu.be/GnhP0AN9u58?si=YPsoqA2cUjZFXPV-
Sui social, la storia di Saverio è stata condivisa da numerose realtà nazionali, tra cui: Gli amici di PizzAut, progetto simbolo dell’inclusione lavorativa delle persone autistiche; L’associazione Mototerapia guidata dal Dott. Luca Nuzzo; L’On. Davide Faraone, Presidente della Commissione Bicamerale per l’Infanzia e l’Adolescenza Anche diversi influencer e genitori di ragazzi con autismo hanno condiviso la storia, contribuendo a farla arrivare a migliaia di persone in tutta Italia. “Non siamo soli”, commenta Felicetta Esposito. “Ogni giorno riceviamo messaggi di genitori che vivono la stessa situazione. L’inclusione non può essere una parola nei documenti, ma un impegno concreto quotidiano.”
Le richieste alla politica. La famiglia Guarnaschelli chiede al Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara: Il ripristino immediato della cattedra di sostegno unica a tempo pieno (18 ore) per Saverio. L’apertura di un’istruttoria ministeriale per verificare la violazione della continuità didattica e del D.M. 32/2025. L’invio di ispettori ministeriali presso l’Ufficio Scolastico Provinciale di Napoli. L’adozione di linee guida nazionali vincolanti per impedire trasferimenti arbitrari dei docenti di sostegno e garantire l’applicazione effettiva del D.M. 32/2025.
“Saverio ha diritto a un’istruzione dignitosa, non a essere trattato come una pratica amministrativa”, conclude Giuseppe Guarnaschelli. “Chiediamo giustizia non solo per nostro figlio, ma per tutti i bambini con disabilità che ogni giorno vengono sacrificati sull’altare della burocrazia. Il Ministero ha emanato a febbraio un decreto che avrebbe dovuto impedire esattamente quello che è successo a Saverio. Eppure è accaduto lo stesso. A che serve fare leggi se poi non vengono applicate?”.
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