Mobilità Erasmus+ e accoglienza internazionale: il progetto europeo dell’“Omodeo-Beethoven”

Scisciano\San Vitaliano, 13 Maggio – Un ponte tra culture, lingue e storie che attraversa l’Europa e arriva nel cuore dell’area nolana. Dal 4 all’11 maggio 2026 l’Istituto Comprensivo Statale Istituto Comprensivo “A. Omodeo – L.V. Beethoven” ha vissuto una delle esperienze più significative della sua storia recente, accogliendo trenta studenti e cinque docenti francesi del Collège Emile Zola nell’ambito del programma Erasmus+.

Non un semplice scambio scolastico, ma una settimana intensa di confronto umano, crescita culturale e cittadinanza europea attiva. Un progetto che ha trasformato le aule in laboratori internazionali e le case delle famiglie del territorio in luoghi di incontro e condivisione.

Il titolo scelto per la mobilità Erasmus+ racchiude già il senso profondo dell’iniziativa: “Un hymne, une histoire, le sport et les femmes”. Un percorso interdisciplinare che mette al centro il ruolo delle donne nella storia e nello sport, affrontando temi di grande attualità come inclusione, pari opportunità e valorizzazione delle differenze attraverso metodologie STEAM.

Tra attività laboratoriali, momenti di confronto bilingue e percorsi educativi condivisi, gli studenti italiani e francesi hanno avuto l’opportunità di costruire relazioni autentiche, abbattendo barriere linguistiche e culturali.

L’aspetto più innovativo e simbolicamente potente del progetto è stato però il coinvolgimento diretto della comunità locale. Per la prima volta nella storia dell’istituto, le famiglie di Scisciano e San Vitaliano hanno ospitato nelle proprie abitazioni gli studenti francesi.

Una scelta che ha trasformato l’esperienza Erasmus+ in qualcosa di molto più profondo di una semplice attività didattica. Le cene condivise, le giornate trascorse insieme, le tradizioni raccontate attorno a una tavola hanno dato vita a un’autentica immersione culturale.

In quei giorni, le famiglie sono diventate protagoniste di una piccola ma concreta Europa quotidiana, fatta di accoglienza, dialogo e amicizia. “Questa mobilità – ha dichiarato la dirigente scolastica Rosanna Lembo – segna un passo fondamentale per la nostra scuola e per il territorio. Vedere le famiglie così coinvolte ci conferma che la scuola può e deve essere il motore del cambiamento sociale e culturale”.

Il programma della settimana ha intrecciato formazione e scoperta del territorio. Gli studenti hanno partecipato a laboratori creativi nella sede scolastica, vissuto momenti folkloristici accompagnati dal ritmo delle tammorre e visitato alcuni dei luoghi più rappresentativi della Campania.

Particolarmente suggestivo il Rallye archeologico a Pompei, durante il quale i ragazzi si sono sfidati in attività bilingue tra le antiche strade della città romana, andando alla ricerca delle tracce di figure femminili simboliche come Eumachia, imprenditrice e sacerdotessa dell’antica Pompei. Un’esperienza immersiva che ha permesso agli studenti di coniugare storia, lingua e spirito di squadra in un contesto di straordinario valore culturale.

A sottolineare il valore collettivo dell’iniziativa è stata anche la referente del progetto, la professoressa Mena Vaia, che ha voluto ringraziare l’intera comunità scolastica: Un ringraziamento speciale va alla dirigenza scolastica, ai docenti del team Erasmus, tra cui Vitaliano Paone, Raffaela Dioguardi, Ida De Falco e Maria Marino e soprattutto alle famiglie ospitanti. La loro generosità è il carburante di questo ponte che oggi unisce idealmente l’area nolana alla Normandia”. Parole che restituiscono il senso più autentico del progetto: costruire connessioni durature attraverso l’educazione.

L’appuntamento conclusivo di venerdì 8 maggio, con la consegna dei certificati di partecipazione, si è trasformato in una vera festa europea. Abbracci, fotografie, promesse di rivedersi e sorrisi hanno accompagnato il saluto finale tra studenti italiani e francesi.

Per molti ragazzi, questa esperienza rappresenterà il primo ricordo concreto di un’Europa vissuta non come concetto astratto, ma come incontro reale tra persone, culture e storie diverse. E proprio da una scuola di Scisciano e San Vitaliano parte oggi un messaggio forte: l’Europa può nascere anche da una classe, da una famiglia ospitante, da un’amicizia costruita parlando lingue differenti ma condividendo gli stessi valori.

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