La prima vera fiammata della stagione non farà sconti. Giugno si traveste da agosto: scatta l’allarme per le categorie a rischio, mentre al Nord l’energia accumulata minaccia di scatenare violenti temporali.
Napoli, 17 Giugno – L’illusione di un inizio estate clemente ha le ore contate. A partire da giovedì 18 giugno l’Italia finisce sotto la morsa di una massa d’aria rovente che non avrà nulla di passeggero. Un possente promontorio anticiclonico in risalita dal cuore del Sahara sta per piazzarsi sul Mediterraneo, azzerando le piogge e innescando un’escalation termica dalle dinamiche tipiche di fine luglio. La mappa del caldo: scattano i primi allarmi Il Ministero della Salute ha già acceso le spie sui propri bollettini. Da domani scatta il bollino arancione per cinque capoluoghi — Bologna, Brescia, Torino, Firenze e Perugia — indicando un rischio concreto per la salute dei più fragili. Altre dodici città, tra cui Roma e Milano, passano in giallo. Ma è solo l’antipasto.
Con l’avvicinarsi del weekend, la compressione dell’alta pressione schiaccerà l’aria verso il suolo surriscaldandola ulteriormente. Il risultato? I termometri sono destinati a sfiorare la soglia psicologica dei “40°C” (temperatura percepita) in città come Roma, Firenze, Ferrara e Bologna, con picchi che potrebbero toccare i 41°C nell’entroterra sardo, in particolare nell’Oristanese. L’incubo delle “notti tropicali” Il vero nemico non sarà solo il solleone diurno, ma l’impossibilità di trovare tregua al calar del sole. Entriamo ufficialmente nel regime delle notti tropicali: i valori faticheranno a scendere sotto i 20-25°C.
Un cocktail opprimente di alti tassi di umidità e totale assenza di vento trasformerà i centri urbani in catini di calore, impedendo al suolo e agli edifici di raffreddarsi. Il rovescio della medaglia: l’incognita grandine Attenzione, però, alle valvole di sfogo di questa pentola a pressione atmosferica. L’enorme quantità di energia termica accumulata nei bassi strati è carburante puro per i fenomeni estremi. I rilievi alpini e prealpini, con possibili sconfinamenti sulla Val Padana occidentale (specie venerdì 19 giugno), potrebbero innescare improvvisi temporali di calore.
Gli esperti invitano alla massima allerta: sussistono le condizioni ideali per la formazione di “supercelle”, sistemi temporaleschi isolati ma violentissimi, capaci di scaricare grandine di grossa taglia, nubifragi e, nei casi peggiori, generare trombe d’aria. Il battesimo di fuoco del solstizio L’apice di questa anomalia prolungata ha già una data ed è la più simbolica: domenica 21 giugno. Il giorno del solstizio, quello in cui il Sole raggiunge il suo zenit garantendo il massimo dell’irraggiamento annuale, coinciderà con il picco di questa cupola infuocata. Un battesimo spietato per un’estate che ha appena deciso di fare sul serio.
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