Cronaca

L’era storica del Coronavirus

Napoli, 18 Maggio – Dopo il Carnevale di febbraio 2020, in Italia come in quasi tutti i paesi del mondo, si è diffuso velocemente un’epidemia “Coronavirus Covid 19”; un virus diabolico e subdolo, che ha provocato paura e ansia nei cittadini per il contagio e il pericolo di morte, specialmente per le persone over 60 ed affetti da altre patologie.

Il Governo Italiano, in vista di tale pericolo, il 14 Febbraio emana un Decreto Ministeriale valido per due settimane che obbliga la cittadinanza a rimanere in casa per proteggersi dal contagio con i seguenti emendamenti: evitare gli assembramenti, rispettare le distanze sociali ed uscire solo per esigenze necessarie con mascherine e guanti.

 In contemporanea vengono chiusi anche Scuole, Parchi, Ristoranti, Bar, Cimiteri ed esercizi pubblici e privati. Due settimane d’inferno dove intere famiglie sono costrette a rimanere chiuse nelle proprie case e vivere lunghe ore  o seduti a guardare per intere giornate la televisione o giocare con i figli con giochi improvvisati o fare tante altre cose. Intanto la carica del contagio aumenta specialmente nelle Regioni del Nord Italia: Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Piemonte, dove i reparti delle terapie intensive subiscono un sovraffollamento. L’angoscia e la paura del contagio aumenta sempre di più e il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, è costretto ad emanare un altro decreto che chiude tutti gli edifici pubblici,  religiosi e le imprese pubbliche e private.

Questi divieti portano inesorabilmente alla disoccupazione e alla cassa d’integrazione di numerosi lavoratori che ancora oggi reclamano e protestano per la difficoltà di reperire le esigenze primarie dell’alimentazione: chiedono aiuti al Governo e si affidano alle Associazioni solidali. Grande riconoscimento va ai sanitari che sono impegnati tutti i giorni in prima linea e molti ci rimettono anche la vita per aiutare quanto più possibile i contagiati in terapie intensive. Con il passare del tempo i dati della curva epidemica si rivelano sempre più preoccupanti, tanto che il Ministro Giuseppe Conte, è  costretto a continuare la quarantena per tutto il mese di marzo fino al 4 Maggio, data in cui il ministro emette un nuovo decreto con il rimodellamento delle regole comportamentali sempre in conformità dell’autocontrollo: poter uscire senza fare assembramenti e mantenersi a distanza sociale di almeno un metro, poter uscire nel territorio comunale senza dichiarazione legale, poter spostarsi da una Regione all’altra per comprovati motivi di lavoro, di salute e necessità, poter fere attività fisica individuale, poter passeggiare nei parchi e giardini, riaprire i cantieri.

 Il 18 Maggio l’ottimismo sul numero dei contagi stimola, ancora, il Ministro a riaprire I ristoranti, i bar, i negozi di abbigliamento, i parrucchieri, i barbieri e le zone turistiche, sempre osservando le regole fondamentali della convivenza sociale. Resta intesa che in base all’evoluzione dello scenario epidermico le misure indicate potranno essere rimodulate in senso positivo o negativo. I casi in Italia riferiti al 18 Maggio 2020 sono i seguenti, in attesa di quelli aggiornati: positivi: 70.138, guariti: 122.810; deceduti: 31.763. 


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