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Lauro, Benvenuti al Castello Lancellotti : oggi vi mostriamo i tesori dell’Archivio

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                                                                                                                                            Foto di  Maria Cristina Colucci.

 

 

Lauro, 20 Aprile – C’è aria di festa al castello. Domani 21 aprile alle ore 17.30 sarà presentato al pubblico l’inventario digitalizzato dei documenti dell’archivio.

L’evento è di grande richiamo perché oltre a rappresentare la conclusione di un lavoro certosino durato più di undici anni, aggiunge un tassello prezioso al ricco mosaico dei beni culturali del Vallo di Lauro, aprendo nuovi orizzonti alla ricerca. L’inventario digitalizzato è il risultato del riordinamento con supporti informatici curato dal 2005 al 2016 dall’associazione Pro Lauro grazie a un team di esperti guidato dalla prof.ssa Maria Siniscalchi e dal dott. Fiore Alaia, che attualmente è il direttore dell’Archivio di Stato di Benevento, ma all’epoca dell’inizio del progetto era referente per la provincia di Avellino.

Non è una novità che il castello spalanchi le sue porte ai visitatori durante gli eventi e le giornate di visita, infatti di solito si può accedere ai due cortili, alla sala del plastico, alla sala d’armi, alla sala da pranzo, alla sala del biliardo, al salone rosso, alla saletta degli acquerelli, alla cappella, al chiostrino, alla biblioteca e alla farmacia. A questi ambienti si aggiunge finalmente l’archivio, che da oggi svelerà i suoi segreti avvalendosi anche della tecnologia informatica.

L’archivio rispecchia la storia del feudo di Lauro dal 1530, data del documento più antico, e rappresenta non soltanto un prezioso giacimento di notizie per le vicende dei feudatari, ma anche una risorsa per la conoscenza degli episodi storico-artistici di tutto il territorio. Il fondo riguarda in particolar modo il patrimonio archivistico della famiglia Lancellotti, ma i documenti coprono un arco cronologico che va dal XVI al XX secolo e comprendono anche fonti anteriori all’arrivo dei Lancellotti a Lauro. I principi, infatti, acquistarono il feudo nel 1632, dai Pignatelli, e lo tennero fino al 1806, anno dell’abolizione della feudalità. Il castello è rimasto di proprietà della famiglia e i principi hanno voluto raccogliervi tutto l’archivio prima conservato in altre dimore.

Online si potrà dunque consultare l’inventario dei documenti del feudo di Lauro, per individuare le fonti d’interesse e poi richiederne la consultazione. Due saranno i canali per esplorare il fondo: il sito internet del castello e quello della Pro Lauro, associazione promotrice dell’iniziativa, presente sul territorio dal 1985 e da allora impegnata per la valorizzazione dei luoghi della cultura del Vallo.

Abbiamo chiesto alla prof.ssa Maria Siniscalchi di raccontarci qualche anteprima in merito all’intervento archivistico effettuato. “I fondi non erano disordinati, ma seguivano nell’ordinamento una logica ben precisa. I criteri con cui l’archivio si era formato e sedimentato, tuttavia, rispondevano a fini amministrativi”, spiega la docente.  “In realtà oggi questo criterio non sarebbe risultato pratico ai fini della ricerca, essendo di difficile approccio per gli studiosi e poco rappresentativo rispetto alla varietà dei documenti del fondo. Si è quindi deciso di offrire nuove chiavi di accesso agli utenti e questo grazie alle risorse digitali. Tra i motivi di interesse per i ricercatori ci sono la storia del feudo di Lauro, i confini e i toponimi, gli edifici di culto, gli eventi storici. Molti filoni di ricerca, dunque, che l’approccio informatico rende più tracciabili rispetto agli antichi strumenti di corredo. Per rendere più accessibile l’inventario, il dott. Fiore Alaia, che ha preso parte al progetto fin dalle prime fasi, ha ritenuto funzionale individuare nuove categorie con le quali classificare l’intera documentazione del fondo del Feudo”.

Nel corso della conversazione con Maria Siniscalchi abbiamo appreso che l’archivio Lancellotti non raccoglie solo i documenti di Lauro, ma anche quelli dei possedimenti della famiglia a Roma e Velletri, ma su queste sezioni, al momento, non è stato fatto un intervento di riordinamento. Per quanto riguarda le carte del feudo di Lauro, invece, si è proceduto ad assegnare alle fonti nuove categorie di classificazione: le carte di famiglia, quelle amministrative, gli atti legali, la corrispondenza e il rapporto con gli agenti che curavano gli affari per conto dei Lancellotti, i documenti vari non ascrivibili alle categorie precedenti. La categoria “amministrazione” comprende la documentazione relativa alla ricostruzione del castello, che fu danneggiato dall’incendio divampato nel 1799 nel corso degli eventi della Repubblica Napoletana e in seguito fu ricostruito per volontà del principe Filippo Massimo Lancellotti intorno al 1870 .

Dei documenti della ricostruzione abbiamo parlato con l’avvocato Pasquale Colucci, presidente della Pro Lauro. “L’intervento archivistico ha consentito di conoscere la storia della rinascita del castello. Abbiamo ritrovato notizie inedite, come quelle sulla committenza alle vetrerie Salviati di Venezia, che realizzarono le vetrate. I Salviati erano produttori di grande fama che partecipavano anche alle esposizioni di richiamo, come quelle di Firenze e di Londra. Abbiamo notato che principe ebbe particolare cura per la scelta dei materiali ai fini della ricostruzione filologica del castello. Tra le curiosità che l’archivio ha restituito ci sono i preventivi dei mosaici della cappella, tutti completi di una dettagliata descrizione della qualità e della resa dei materiali”.

Con l’avvocato Colucci facciamo anche un excursus sulle altre realtà culturali del territorio del Vallo, che ha come monumento di maggior attrattiva turistica proprio il Castello Lancellotti. “Un patrimonio che cerchiamo di valorizzare con un’attività costante e mirata attraverso visite guidate, pubblicazioni ed eventi. La presentazione dell’inventario informatizzato dell’archivio del Castello Lancellotti è una grande soddisfazione per la Pro Lauro, ma il nostro impegno non si ferma qui. Dopo la pubblicazione del Manoscritto del Cappellano, di fondamentale importanza per la conservazione della memoria del territorio, sta per essere dato alle stampe il nostro nuovo lavoro editoriale che proporrà la rilettura del Borro di Casimiro Bonavita. Si tratta di un manoscritto redatto nel 1837, che, benché incompiuto, rappresenta una testimonianza fondamentale per delineare la storia del territorio di Lauro poco dopo i fatti della Repubblica napoletana del 1799 e l’incendio del castello ad opera delle truppe giacobine”. Si attendono queste novità editoriali. Intanto in questo sabato 21 aprile, alle 17.30, si aprono le porte dell’archivio, collocato nella torre che si erge tra il primo e il secondo cortile del castello.

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