Napoli, 8 Agosto – A volte la cronaca arriva fredda, spogliata di volti e di carne. Si limita a dire: “Un operaio è morto in un cantiere”. Ma dietro quelle poche parole c’è un vuoto che pesa, una crepa che attraversa la comunità. È da questa ferita che nasce Scavo n. 54 (per Francesco), la poesia che Yuleisy Cruz Lezcano — poetessa, scrittrice, attivista e professionista della salute — dedica a Francesco Porceddu, operaio scomparso tragicamente in un cantiere di Rocca d’Evandro.

Nata a Cuba e residente a Marzabotto, Lezcano non scrive per consolare. Le sue parole sono pietre, colpi di luce e polvere. «Questa composizione nasce come atto di denuncia e di memoria — spiega — per restituire dignità a chi è stato inghiottito nel ventre cieco del lavoro». La figura di Francesco si trasfigura nel testo: non solo uomo, ma presenza sacrificale, corpo celato nella terra, eroe silenzioso svanito in un giorno di “luce bugiarda”.

L’autrice si muove tra reale e visionario, affidandosi a immagini potenti: mani che tastano il buio, la luce che si chiude come una bocca, il cielo cieco e muto. È una lingua che non indossa il velo della retorica, ma che si fa carezza e ferita, allo stesso tempo.

La poesia è un grido muto che attraversa il tempo e rifiuta l’oblio. Non consola, ma inchioda. Accusa il sistema che, inseguendo profitto e fretta, dimentica la sicurezza e la vita stessa delle persone. «Chi firma i cantieri non tocca il silenzio», scrive Lezcano, e in quel verso si condensa il senso di abbandono che molti lavoratori e famiglie conoscono.

Scavo n. 54 (per Francesco) non è solo per Francesco Porceddu. È per tutti gli uomini senza volto che scivolano via nei numeri delle statistiche, senza lutto e senza nome. È per ogni madre che non riceverà più un abbraccio, per ogni collega che continuerà a lavorare nello stesso posto dove il vuoto è rimasto aperto.

Nella sua voce poetica, Yuleisy Cruz Lezcano ci ricorda che ogni morte sul lavoro è una sconfitta collettiva, un debito che la società non può cancellare. Il suo testo è pietra e respiro, denuncia e memoria, atto d’amore e di giustizia.

E mentre la cronaca scorre, rapida e impassibile, questa poesia si ferma, scava, trattiene. Non consola: ci obbliga a guardare, a non dimenticare, a dare un nome e un volto a chi è stato inghiottito dal ventre cieco del lavoro. Perché il silenzio, se ascoltato, può diventare voce. E quella voce, nella polvere, continua ad accusare.

Scavo n. 54 (per Francesco)

Sotto la pelle del mondo, la vena ha ceduto.
Là dove il ferro graffia la terra,
un cuore si è spezzato senza suono.

Francesco, eco sepolta nella calce
è disceso tra le radici del nulla.
Nessun angelo vegliava lo scavo.

Era un giorno di luce bugiarda,
e il sole, come un occhio malato,
trasudava polvere d’oro spento.

La terra, madre stanca, si chiuse su di lui
non con carezza, ma con fame.
Un abisso alto un uomo si fece tomba.

Le mani, marmo imploso, tastavano il buio,
ma il cielo era cieco, le regole morte.
Un fiore spezzato prima della fioritura.

Chi conta le spine non vede il sangue.
Chi firma i cantieri non tocca il silenzio.
E il silenzio è ciò che resta, dopo.

Nel cranio del mondo una crepa si allarga.
Lì scivolano gli uomini senza volto,
una processione di numeri senza lutto.

Francesco ha lasciato la forma dell’anima
nella polvere:
un’impronta vuota d’eternità.

E noi, ciechi di giorno,
beviamo il suo nome con la sete
di chi ha perso un fratello invisibile.

Il suo respiro, ora,
è vento chiuso dentro la pietra.
E la pietra tace. Ma accusa.

Yuleisy Cruz Lezcano

 

Curriculum letterario

Yuleisy Cruz Lezcano è una poetessa, scrittrice, attivista e professionista della salute, nata a Cuba e residente a Marzabotto, in provincia di Bologna. Laureata in Scienze Biologiche e successivamente in Scienze Infermieristiche e Ostetriche presso l’Università di Bologna, ha saputo coniugare una solida formazione scientifica con una profonda sensibilità umanistica. Attualmente frequenta un master universitario di secondo livello in Gestione della violenza in ambito sociale, sanitario ed educativo, un percorso che riflette il suo impegno attivo sul campo, testimoniato da progetti educativi itineranti finalizzati alla prevenzione della violenza sulle donne e alla promozione del rispetto e della consapevolezza emotiva.

Autrice di diciotto libri, alcuni pubblicati in edizione bilingue (italiano/spagnolo e spagnolo/portoghese), ha ottenuto riconoscimenti in numerosi premi letterari nazionali e internazionali. La sua scrittura si muove lungo le traiettorie del traslinguismo, del bilinguismo, della memoria diasporica e dell’identità migrante, temi centrali nella sua poetica e nel suo percorso di ricerca interculturale. Il suo ultimo libro, Di un’altra voce sarà la paura (Leonida Edizioni, 2024), è stato candidato al Premio Strega, selezionato per il Salone Internazionale del Libro di Torino 2024 e presentato in contesti istituzionali e mediatici di rilievo, tra cui la Televisione di Stato della Repubblica di San Marino, Tele Granducato Toscana, l’ambasciata cubana a Roma, il Festival Libri nel Borgo Antico di Bisceglie e la trasmissione Street Talk di Andrea Villani, in onda su ventidue emittenti italiane. Il volume è anche il centro di un progetto formativo itinerante proposto in scuole, comuni e associazioni, che unisce letteratura e educazione civica.

Collabora con testate giornalistiche e riviste culturali come il Corriere Nazionale, Il Newyorkese, I love Italy News – Arte e Cultura, Masticadores, Almablog, Alessandria Today, Femminile e singolare, Arcipelago Milano, la rivista Odysseo, Nel Quotidiano News, il giornale Progetto-Radici, il blog Vento Adriatico e il Giornale Letterario del Premio Letterario Nabokov. Attraverso queste collaborazioni, la sua voce si fa interprete di una scrittura civile che intreccia poesia, denuncia sociale e riflessione umanistica, con particolare attenzione al mondo del lavoro, ai diritti delle donne e alla costruzione di relazioni autentiche ed equilibrate. È attivista impegnata nella denuncia degli infortuni sul lavoro e nella lotta contro ogni forma di violenza, con un’azione concreta che si estende anche al mondo della scuola. Ha ideato e condotto progetti culturali e laboratori educativi dedicati all’educazione affettiva ed emozionale, come Il laboratorio delle emozioni sul sentire, esperienze di caviardage poetico e percorsi di scrittura creativa e consapevole, con l’obiettivo di sviluppare empatia, ascolto e pensiero critico tra le giovani generazioni.

Nel 2024 è stata selezionata per partecipare al Festival Letterario di Venezia “La Palabra en el Mundo”, ha ricevuto il Gran Premio della Giuria al Premio Internazionale “Il Meleto di Guido Gozzano” e il Premio Ginevra allo Switzerland Literary Prize con il volume bilingue Doble acento para un naufragio, pubblicato da Edicões Fantasma in Portogallo. È stata giurata del Premio Internazionale La Estación del arte di Madrid e selezionata per il progetto Latilma, in collaborazione con l’Università di Roma. Nel 2023 ha preso parte a numerosi convegni e festival, tra cui “Poesia e migrazione” a Padova e il Festival Sudamericana a San Ginesio, ricevendo la menzione di merito al Premio Nosside e il Gran Premio della Giuria al Premio Ossi di Seppia. Ha curato performance poetico-teatrali come Intrecci: la fatica e il canto, presso il Museo Nazionale della Paglia a Signa, e ha partecipato a mostre poetico-pittoriche e festival internazionali in Messico, Tunisia e Spagna. Le sue poesie, tradotte in francese, inglese, spagnolo, portoghese e albanese, sono apparse in numerose riviste letterarie internazionali. È traduttrice letteraria dal e verso lo spagnolo e promuove attivamente la diffusione della poesia italiana in Spagna e America Latina, e viceversa. È giurata in vari premi letterari, tra cui Nabokov, Napoli Cultural Classic e Artebellariva, e membro d’onore del Festival della Poesia di Tozeur, in Tunisia. Ha rappresentato Cuba in importanti festival internazionali, tra cui Veracruz ciudad de los poetas, confermandosi come una delle voci poetiche più riconosciute della diaspora cubana in Europa.

Tra le sue pubblicazioni più significative si annoverano Di un’altra voce sarà la paura (Leonida Edizioni, 2024), Doble acento para un naufragio (Edições Fantasma, 2023), L’infanzia dell’erba (Melville Edizioni, 2021), Demamah: il signore del deserto (Monetti Editore, 2019), Inventario delle cose perdute (Leonida Edizioni, 2018), Fotogrammi di confine (Laura Capone Editore, 2017), Soffio di anime erranti (Prospettiva Editrice, 2017), Credibili incertezze (Leonida Edizioni, 2016), Due amanti noi (FusibiliaLibri, 2015), Tracce di semi sonori con i colori della vita (Centro Studi Tindari Patti, 2014) e Pensieri trasognati per un sogno (Centro Studi Tindari Patti, 2013). La sua opera continua a crescere e a radicarsi in un orizzonte poetico sempre più aperto al mondo, alla parola e al sentire profondo dell’umano.

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Raffaele Ariola
“Giornalista pubblicista con una grande passione per lo sport, in particolare per il calcio, da sempre definito lo sport più bello del mondo. Scelgo, ogni volta che scrivo, di essere al servizio della notizia e del lettore, raccontando i fatti con chiarezza ed essenzialità. Credo fermamente che l’unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede”.