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La variante Covid inizia a preoccupare, cosa sta succedendo?

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Napoli 10 Febbraio – La vaccinazione di massa in atto nel mondo rappresenta sempre di più una corsa anche contro le varianti del Covid-19 che di giorno in giorno stanno prendendo piede nei cinque continenti. L’Oms nel suo report settimanale ha sottolineato come la mutazione B.1.1.7, che è stata identificata per la prima volta nel Regno Unito il 20 settembre, è stata già segnalata in 86 paesi.

L’Organizzazione mondiale della sanità conferma inoltre che tale mutazione ha mostrato un aumento della trasmissibilità nonché alcune evidenze, che però vanno approfondite, che possa sviluppare una forma più grave della malattia rispetto al ceppo originario. All’attenzione dell’Oms ci sono inoltre altre due varianti: la B.1.351, inizialmente rilevata in Sud Africa, e il ceppo P.1 che è stato identificato per la prima volta in Brasile. A partire dal 7 febbraio, il ceppo B.1.351 è stato segnalato in 44 paesi, mentre il ceppo P.1 è stato segnalato in 15 nazioni.

La nuova e più contagiosa variante di Covid-19 si sta diffondendo nei paesi dell’Africa meridionale. In Mozambico, Eswatini e Malawi gli operatori sanitari stanno lottando per curare un sempre maggior numero di pazienti con scarse prospettive di poter ricevere una dose di vaccino.

 È l’allarme lanciato da Medici Senza Frontiere (Msf), chiedendo che i vaccini Covid-19 siano distribuiti equamente, proteggendo prima di tutto gli operatori sanitari in prima linea e le persone più a rischio in tutti i paesi, inclusi quelli dell’Africa. ”Siamo indignati per l’ingiusta distribuzione dei vaccini contro il Covid-19 nel mondo. In molti paesi ricchi le vaccinazioni sono iniziate circa due mesi fa, paesi come Eswatini, Malawi e Mozambico, in estrema difficoltà, non hanno ricevuto una singola dose per proteggere le persone più a rischio, nemmeno per il personale sanitario in prima linea.  L’Oms ci ricorda come senza un accesso equo al vaccino la pandemia non solo si prolungherà, ma metterà a rischio ancora più vite. Esortiamo i governi che si sono assicurati più dosi del necessario a metterle a disposizione affinché altri paesi possano iniziare le vaccinazioni”.

Questa è un’emergenza globale che, se davvero vogliamo controllare, richiede uno spirito di solidarietà globale. “MSF chiede ai produttori di vaccini di garantire la priorità ai paesi con urgente bisogno di proteggere il proprio personale sanitario. MSF è pronta a fornire supporto logistico ai paesi ad alta priorità a cui è stato negato l’accesso al vaccino Pfizer/BioNTech tramite COVAX a causa della loro limitata capacità di gestione della catena del freddo”, afferma Isabelle Defourny, direttore delle operazioni di MSF.

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