Italia, un’altra ferita storica: Bosnia qualificata, azzurri fuori per la terza volta di fila

Bosnia Erzegovina, 1 Aprile – Zenica diventa l’ennesima notte nera del calcio italiano. L’Italia cade ai rigori contro la Bosnia Erzegovina dopo l’1-1 maturato nei tempi supplementari e resta fuori dai Mondiali per la terza volta consecutiva. Dopo le eliminazioni con Svezia nel 2018 e Macedonia del Nord nel 2022, la maledizione non si spezza: la Coppa del Mondo a 48 squadre si giocherà ancora senza una delle nazionali più titolate della storia.

Gli errori dal dischetto di Esposito e Cristante consegnano la qualificazione ai bosniaci, mentre l’Italia sprofonda tra lacrime e rimpianti. «I ragazzi hanno sorpreso anche me per il cuore che ci hanno messo. Chiedo scusa, oggi era importante andare ai Mondiali», ha detto il ct Gennaro Gattuso a fine gara. «Una mazzata difficile da digerire. È ingiusto, ma il calcio è questo».

Nel fortino del Bilino Polje, spinto da circa novemila tifosi, l’Italia parte meglio e passa al 15’: pressing di Retegui, recupero di Barella e Kean davanti al portiere non sbaglia. Sembra l’inizio di una serata in discesa, ma è solo un’illusione. La Bosnia reagisce subito e prende campo, trascinata dall’esperienza di Edin Džeko.

Il momento chiave arriva al 41’: Bastoni atterra Memic lanciato verso la porta e l’arbitro estrae il rosso diretto. In inferiorità numerica, l’Italia arretra e subisce l’assedio bosniaco per tutta la ripresa. Donnarumma salva più volte, Kean spreca il possibile raddoppio, poi al 79’ arriva il pari: colpo di testa di Džeko, respinta corta e tap-in vincente di Tabakovic. Il Bilino Polje esplode.

Nei tempi supplementari l’Italia prova a resistere e ha anche un paio di occasioni, la più nitida con Esposito, fermato da Vasilj. La Bosnia continua però a spingere, trascinata dal pubblico e dalla storica occasione. Si arriva così ai calci di rigore, dove gli azzurri tradiscono dal dischetto: errori decisivi di Esposito e Cristante, mentre Bajraktarevic segna il tiro che manda la Bosnia al Mondiale.

La notte di Zenica diventa l’ennesimo simbolo della crisi azzurra. L’Italia, quattro volte campione del mondo, resta fuori dalla competizione più importante per la terza edizione consecutiva, un fatto senza precedenti nella sua storia. La prestazione, soprattutto in inferiorità numerica, non basta a cancellare il verdetto.

Resta l’amarezza di una squadra che aveva trovato il vantaggio, poi travolta dagli episodi e dall’intensità bosniaca. Resta il rimpianto per le occasioni mancate. E resta, soprattutto, l’ennesimo Mondiale senza Italia: una ferita profonda che conferma una crisi ormai strutturale e ancora lontana da una soluzione.

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