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Istat: calano gli omicidi della criminalità, aumentano i femminicidi

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Napoli, 5 Febbraio – Nei primi 6 mesi del 2020 il numero dei delitti era pari al 45% del totale, contro il 35% dei primi sei mesi del 2019, percentuale che ha raggiunto il 50% durante il lockdown nei mesi di marzo e aprile 2020. Vittime le donne, tra le mura domestiche circa il 90% nel primo semestre del 2020. Da parte di un partner o ex il 61% .

Un quadro quello del Report dell’Istat sugli autori e vittime di omicidio negli anni 2018-2019, che fa riflettere soprattutto se si leggono e se si confrontano i dati degli anni precedenti. Calano gli omicidi in Italia. Calano quelli della criminalità organizzata, 29 nel 2019, il 9,2% del totale. Quelli, invece, in famiglia, tra le mura domestiche schizzavano già in alto nel 2019. Le vittime? Sempre donne. Autori? Sempre gli uomini. Nel 2018 gli omicidi erano 345, nel 2019 sono stati 315 di cui 204 uomini e 111 donne.

Il 19,7% (di cui 17,6% maschi e 23,4% femmine) è composto da vittime straniere. Tra le mura domestiche o affettivo aumentano invece le vittime: 150 nel 2019 (47,5% del totale); 93 vittime sono donne (l’83,8% del totale degli omicidi femminili). Nei procedimenti giudiziari crescono gli imputati per omicidio in “contesti relazionali”: nel 2010 erano 246 gli imputati, nel 2018 erano già 271.    L’Italia – afferma l’Istat – è oggi uno dei Paesi più sicuri al mondo rispetto al rischio di essere vittime di omicidio volontario. Nel 2019 le Forze di polizia hanno registrato 315 omicidi (0,53 vittime per 100mila abitanti). Distinguendo per genere, su 100 mila persone dello stesso sesso lo 0,70 sono vittime uomini, lo 0,36 donne. Nel 2019 il numero dei femminicidi è 101, mentre la quota di uomini tra gli imputati adulti di omicidio nel 2018 e del 93,0%. 

Confrontando i dati attuali sugli omicidi con quelli del 1991, anno di picco a partire dal quale è iniziato un trend discendente, la realtà è molto cambiata: i casi allora erano oltre 6 volte di più (1.917 contro gli attuali 315), con un tasso pari a 3,4 per 100 mila abitanti. E il 37,5% degli omicidi era attribuibile alle organizzazioni di tipo mafioso.  Per l’Istat “pur rimanendo un fenomeno da monitorare con estrema attenzione”, costituisce una causa meno rilevante per il numero di morti, pari al 9,7% del totale nel quinquennio 2015-2019. 

Nel 2019 in Calabria è stato commesso il maggior numero di omicidi, con 2,68 casi per 100 mila maschi, valore 2,5 volte più elevato rispetto alla regione che la segue, la Campania (1,07). Nel 2019 la media nazionale è stata di 0,70 omicidi volontari per 100mila residenti: il Nord e il Centro si sono collocati ampiamente sotto questa media, mentre è avvenuto l’opposto nel Mezzogiorno. Nello specifico si sono verificati meno omicidi di uomini in rapporto alla popolazione nel Nord-est (0,40 per 100mila residenti maschi), seguita dal Centro e dal Nord-ovest (0,51 e 0,59). 

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