Cultura

In ricordo di Eduardo Amato: la monografia del pittore dell’anima

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Napoli, 12 Aprile – Lo scrittore giornalista Angelo Amato de Serpis scrive la monografia: “Eduardo Amato. Il pittore dell’anima, della natura e delle genti”. La copertina riporta l’autoritratto del pittore, dipinto nel 1987. Spicca quel rosso che tra gli accordi di altri colori, il pittore eleggeva per i suoi dipinti.

Eduardo Amato nacque nell’entroterra napoletano il 7 dicembre del 1938. Visse a Palma Campania e in seguito si trasferì a Nola, che divenne sua città adottiva. Solo negli ultimi anni di vita se ne allontanò per sopraggiunti motivi legati alla malattia della sua adorata moglie Marisa, Maria Rosaria Costabile, che si spense nel 2015 ed è proprio di questo periodo il ritratto della moglie, uno dei suoi ultimi lavori. Nel novembre del 2017, a Forte dei Marmi in Versilia, finì i suoi giorni per riposare accanto alla moglie nel cimitero di Massarosa.

Nel ricordo di suo padre Eduardo, il figlio Angelo ha percorso il viaggio artistico, che è l’intensa vita di sessant’anni spesi con l’arte, tra la famiglia, gli amici, la natura.

I suoi primi maestri accademici sono stati Carlo Verdecchia, Carlo Striccioli e Francesco Galante per passare poi da maestri napoletani quali Vincenzo Canino e Roberto Carignani. È proprio il Carignani che lo sprona a dipingere, viste le grandi doti che possiede. Inizia il suo percorso artistico che si ferma per un periodo, ma quando riprende non abbandona più l’arte, che viene apprezzata sempre più dal pubblico e dalla critica. Ed è tutta un’ascesa di vernissage, perché l’espressione della sua arte scaturisce dalla profondità dell’anima facendo dell’artista una colta e sensibile personalità.

Lo scrittore, con la stesura della monografia ha inteso omaggiare suo padre e coloro che hanno conosciuto, amato, seguito, apprezzato e sostenuto l’uomo e il pittore. L’energia per tale lavoro l’ha attinta dagli innumerevoli scritti di critici d’arte o semplici ammiratori, di ricordi di testimonianze, di tanti articoli giornalistici, di messaggi sui social, quelli nel blog dedicato alla mostra dei suoi quadri, che gli amici, i conoscenti e non, hanno lasciato per il Maestro, sia in vita che dopo la sua dipartita.

“Per recuperare tanti dipinti di mio padre prodotti nei lunghissimi anni di lavoro artistico c’è voluto l’aiuto della tecnologia – dice Angelo Amato – ed è così che il blog si è arricchito di immagini di quadri sparsi per il mondo, e di conseguenza di tantissime note lasciate spontaneamente.

Tantissimi sono gli amici, autentici, che hanno scritto per lui e che ho riportato stralci e testi nel libro e che ho ringraziato sperando di non averne dimenticato nessuno, tra giornalisti, critici d’arte e ammiratori”.

Per citarne qualcuno, Aristide La Rocca, Vittorio Como, Michele Bonuomo, Luigi Simometti, Pasquale Gerardo Santella, Giuseppe Giusti,ed altri.

“Non è stato facile recuperare le testimonianze da diverse provenienze e caratteristiche, e quelle conservate da mio padre, che erano sparse senza alcun ordine. Ricordo che diceva sovente: l’artista deve solo dipingere e non essere manager di sé stesso. L’emozione di aver portato a termine un siffatto lavoro, – continua Angelo Amato –mi inorgoglisce. E vedere mio figlio, che è piccolo, con la monografia tra le mani, è come se mio padre avesse fatto dono di sé a mio figlio che porta il suo nome. Non c’è amore più grande che tramandare valori sani, belli e giusti. E mio padre me li ha trasmessi tutti e non posso che perseguirli con la gioia di “dare”. 

L’artista ha esposto le sue opere in circa 100 mostre, che vanno dal personale al collettivo in importanti città, anche all’estero, Parigi, Venezia, Roma, Sorrento Caserta, Capua…E nei suoi luoghi amati, ricordiamo Nola, Santa Maria di Castellabate, Marigliano, Palma Campania, dove le tante famiglie sono orgogliose di possedere i quadri di Eduardo Amato e ne raccontano ricordi con occhi lucidi a testimonianza dell’affetto, dell’amicizia, dell’ammirazione per il pittore di grande umanità.  Una infelice nota oscura è la personale rassegna pittorica del grande Maestro, quando, 49 dipinti, tutti olio su tela o su tavola di dimensioni diverse, vengono rubati nella Chiesa dell’Annunziata di Nola, nella mattinata del 13 ottobre del 1999, mai recuperati.

Le opere del pittore Amato si trovano in tutto il mondo, e all’interno di chiese ad Arezzo, a Nola a S. Maria di Castellabate, a Palma, Pagani, museo di Nola, presso abitazioni private, in nuova Zelanda, Austria, Emirati Arabi Uniti, Germania, Inghilterra, Francia…

Tutte le opere dal figurativo al paesaggistico, dal ritrattistico a scene di movimento del filone impressionistico, hanno destato ammirazione, emozioni non solo per chi s’intendeva di arte e pittura, ma anche per chi aveva il solo piacere di ammirare la bellezza con l’animo semplice della cultura del popolo, perché Amato parlava alle genti.  Basta ammirarli   i suoi quadri, per carpire quali messaggi di intensa tranquillità lasciano.  Ci si ferma a guardarli per ore, lasciarsi scorrere nelle vene iniezioni di benessere, perché quelle pennellate, che danno luce a sagome, a panorami, a natura, a personaggi, fanno battere il cuore.

Le immagini con colori energici o delicati, forti, o compositi, penetrano negli occhi e comunicano: la vita, quella quotidiana che abbraccia il lavoro, la spensieratezza, i pensieri tristi, la solitudine, le passeggiate, la contemplazione, il dolore, la religione, la forza, la maternità. Tutto parla di amore. Quell’amore che contraddistingue l’arte del maestro contrassegnata di passione e che parla all’osservatore per trasmettere un groviglio di emozioni Chi guarda le immagini non fa che sfogliare un libro, dove le pennellate sono parole. Ammirevole il dipinto ‘La passeggiata’. Ci si chiede cosa dicono le due donne che sembrano accorate. Quali tristi pensieri si raccontano. Sono due donne di una società bene, basta soffermarsi sugli abiti, il portamento, eppure non sono felici, quell’andamento un po’ curvo fa pensare alla tristezza che si nasconde nella loro persona, ma l’atmosfera tenue accarezza il loro animo come quello dell’osservatore. Ci si chiede con quale animo il pittore ha realizzato quel dipinto. È tutto un sentimento che prende. L’artista che mette l’anima nel suo quadro è poeta, scrittore, compositore e chi lo ammira ne coglie i pensieri, le parole, lo spirito. Diventa un tutt’uno.  

Nella mostra del 31 maggio del 2003 allestita a Palma Campania, Eduardo Amato espone dipinti che rappresentano vari temi: battaglie, campagne verdi, cesti di fiori, ritratti, serate di gala, campi di grano, feste carnevalesche. A parlarne è il prof Pasquale Gerardo Santella in un articolo de Il Pappagallo di giugno 2003.

“La prima impressione, quella del colore: i rossi accesi delle tende, delle pareti e degli abiti di donna, del salone da ballo; il giallo dei campi di grano; il verde in tutte le sue sfumature di distese erbose che si protendono in profondità fino a confondersi con l’azzurro del cielo e in cui spiccano con un tocco impressionistico accese macchie multicolori; il bianco dei cavalli che si agitano in un paesaggio plumbeo che ha i colori funerei della morte. Non sono i colori naturalistici degli ‘oggetti’ rappresentati, ma i colori con cui li vede l’artista ed attraverso i quali trasmette emozioni all’osservatore. Visioni che non lasciano freddi, indifferenti, che risvegliano sensazioni, attivano moti dell’anima, sollecitano un godimento visivo”

Questo è Eduardo Amato, il pittore che smuove il sangue, dà una scossa all’osservatore e fa vibrare la vita in questo tempo che ci sta togliendo la vita. L’interesse per il Maestro non si è spento dopo la sua morte. Ha lasciato la magnificenza di sé, perché Eduardo Amato è Il pittore dell’anima, della natura e delle genti.

Angelo Amato de Serpis, giornalista pubblicista, è autore di racconti storici “Con il naso all’insù” 2009; “Il giorno senza domani. Una storia del Vesuvio di 4000 anni fa” 2011; “Árpád ed Egri”2016 edito da Graus Editore, liberamente tratto dalla vita dei due grandi allenatori di calcio ebrei-ungheresi Árpád Weisz ed Ernő Egri Erbstein.

La monografia “Eduardo Amato. Il pittore dell’anima, della natura e delle genti” è disponibile presso la Cartolibreria Copia e Incolla di Baldo Cocozza in via Minichini a Nola, la Cartolibreria Jolly in Corso Tommaso Vitale a Nola, la cartolibreria Punto e Virgola in via Borzillo a Scisciano e su Amazon.

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