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Imparzialità dell’informazione carente: Feltri osservi meglio la meridionale solidarietà per il covid-19 verso i suoi corregionali

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Napoli, 24 Aprile – In Italia la stampa non è imparziale e fanno eccezione sempre meno giornalisti. Troppo è il vizietto d’appartenenza partitica e dunque la notizia o il moderatore Tv ed il direttore editoriale sono di parte per orientare l’ingenuo fruitore del servizio informativo. In questi giorni non poca polemica si sta facendo per le frasi di Vittorio Feltri, direttore di Libero, che il 21 aprile durante una puntata della trasmissione “Fuori dal coro”, su Rete 4, ha detto: ”Perché mai dovremmo andare in Campania? A fare i parcheggiatori abusivi? I meridionali in molti casi sono inferiori”. Le dichiarazioni nel programma di Mario Giordano hanno scatenato un’ondata di reazioni.

 

Dalla politica agli utenti sui social network, in molti hanno condannato le parole di Feltri. La protesta è particolarmente forte nel Sud Italia. Più di qualche edicola del Mezzogiorno hanno deciso di non vendere più il quotidiano Da un po’ di anni l’epiteto terrone non è più perseguibile come reato d’ingiuria né quello di polentone. Forse è il modo come si dice che può essere ravvisato come reato. Io conosco bene sia i terroni poiché vi sono nato in mezzo a loro e vi passo le vacanze ogni anni, che i polentoni (dove ho insegnato ai loro figli oltre 35 anni, con tutti i luoghi comuni che ancora sono diffusi, purtroppo). Conosco sia i meriti che i demeriti di entrambi i miei “fratellastri” residenti sul territorio italiano. Certo la Lega bossiana ha fatto non pochi proseliti anche offendendo i meridionali e fecero bene i napoletani a minacciare di non comprare più il salame milanese o lombardo. Ma è risaputo che un partito, come la Lega Nord, pur di crescere oltre il 2% faceva leva su di un popolo variopinto e non trascurava quello delle osterie padane a tarda ora quando il vino faceva i suoi effetti, razzisti. Non scrivo queste note per difendere Feltri anche perché non ho visto la trasmissione in cui il giornalista Feltri dice, al moderatore televisivo Giordani e ad altri, quello che ha detto sui meridionali, meridionalizzati in negativo. Non lo difendo né lo attacco perché Feltri, come tanti altri, sono affetti ed afflitti dal virus malefico della partitocrazia e la sua indipendenza o neutralità nell’informare non sempre è salvaguardata come non lo è di molti direttori ed articolisti che lo stanno attaccando chiedendo questo e quello di proscrizione: se fosse stato ai tempi di Roma caput mundi lo avrebbero inserito nelle liste di proscrizione, ucciso e sequestrati i beni. Il meridionalismo piagnone fu coniato da alcuni meridionalisti come Carlo Maranelli autore della monumentale “La Questione Meridionale” edita da G. Laterza, Bari nel 1946. Era prof. di Economia Maranelli e non condivideva che molti altri meridionalisti, già mezzo e passa di secolo fa, vedevano tutte le arretratezze del Mezzogiorno causate dai Settentrionali. Egli era per un meridionalismo fattivo, del rimboccarsi le maniche. Ecco, nel mio piccolo, dico che questo tipo di studiare e prospettare soluzioni di colmare le distanze tra nord e sud, è quello giusto. Carlo Maranelli, nacque a Campobasso il 26 genn. 1876 da famiglia marchigiana: il padre, Giuseppe, di professione ingegnere, era nato a Cagli, in provincia di Pesaro, e la madre, Elettra Fenili, a Grottammare, nell’Ascolano. Pare che certa piccola borghesia, spesso parassitaria, dell’intellighenzia meridionale, radicalchic o dichiaratamente di parte partitica, di centrosinistra, ma anche di centro destra è per il Meridionalismo Piagnone ed allora travisa ed accusa chi non lo è fosse anche un settentrionale che forse conosce poco il sud come molti del sud conoscono poco il nord. Ma leggiamo cosa scrive un media campano: “Vittorio Feltri ed Alessandro Sallusti, direttori, rispettivamente, di Libero e de Il Giornale, continuano a gettare fango sul meridione, la Campania e Napoli, attraverso le loro testate giornalistiche e in particolare dai salotti delle tv nazionali dove vengono continuamente invitati. L’ultima esternazione che riguarda Feltri, è quella che testualmente sostiene che i “Meridionali sono inferiori”. Già questo la dice lunga perché è indice di lotta politica senza esclusione di colpi né di stile minimo necessario per chi scrive sui media. Poi i direttori dei media meridionali ci vanno a nozze e non rinunciano a pubblicare chiunque se poi molti di più leggono. Dunque chi scrive, deduco, se ho imparato bene a leggere e riflettere, che dà del razzismo anche a 2 partiti (11% l’uno e 34% l’altro, dunque metà degli italiani che hanno votato alle ultime tornate). Egli dunque sta in un altro schieramento e non è difficile indovinare quale ma lo lascio al lettore. Direi a questo punto che è ora di regolamentare meglio non tanto l’Ordine dei giornalisti, che non condivido perché come tutti gli ordini di estrazione storica Fascista, difendono solo i propri associati e non la libertà d’informazione apartitica, trasparente e documentata, ma chi modera e sta da troppi anni a coordinare le trasmissioni televisive che all’80% sono di parte, fatta eccezione per uno sparuto numero di indipendenti a maggioranza. I partiti sono strutturati con la democrazia ma l’invadenza partitocratica nella società genera danni. Il nostro sistema politico, da molti anni ma non decenni, sta andando sempre più alla deriva. Mass media, opinionisti e magistrati sono focalizzati sul caso delle Rsa milanesi e lombarde. Strutture finite sotto la lente d’ingrandimento per l’enorme numero di vittime registrato nelle ultime settimane. Un interesse legittimo, anche se, in alcuni casi, legato a stretto filo a un interesse politico: screditare il sistema Lombardia e il suo governatore. Ma cosa sta succedendo nelle residenze per anziani del resto d’Italia? Su tutto il Paese sono distribuite 4.629 residenze per anziani con decine di migliaia di pazienti. Ma quasi nessuno ne parla. Tutto coperto da un muro di omertà. Qualche trafiletto sui giornali e poco spazio in tv. Certo, Milano e la Lombardia sono l’epicentro della pandemia e di conseguenza è normale spostare i riflettori su una realtà così drammatica. Ma perché non indagare anche sui decessi avvenuti nelle residenze delle altre regioni? La risposta ce la fornisce, involontariamente, l’ex ministra Valeria Fedeli, ora capogruppo del Pd in vigilanza Rai: «È vergognoso che il Tg2 si sia inventato un servizio sulle morti nelle case di cura per anziani toscane, cercando di equiparare la situazione a quanto sta avvenendo in Lombardia. In Toscana non sta accadendo nulla di comparabile con quanto avvenuto nelle Rsa lombarde. Quello che non è accettabile è che il Tg2 cerchi di raccontare una realtà che non esiste. Sarà un’altra delle questioni che sarà urgente sollevare in commissione di Vigilanza Rai». Quindi, «Fedeli» alla linea della censura sovietica, secondo l’esponente dei democratici il Tg2 di Gennaro Sangiuliano non può infilare il naso nelle strutture sanitarie toscane. Non sia mai che esca fuori qualche magagna anche lì e magari ci vada di mezzo anche il rossissimo governatore Enrico Rossi. Compagno non tocca compagno. Poco importa che le toghe si siano mosse per fare luce anche sulle strutture toscane, emiliane e pugliesi. Meglio tacere e fare il pesce in barile, nascondere tutto sotto l’ampio ombrello mediatico dell’inchiesta lombarda. Anche in tempi di pandemia il bilancino delle convenienze politiche non smette di lavorare. Così, se il governatore è amico, un servizio giornalistico che cerca di fare luce su uno dei drammi dell’emergenza Covid diventa «vergognoso e non accettabile». Ripetiamo le parole della Fedeli: «Vergognoso e inaccettabile» e, giusto per essere precisi: su dodici servizi sulle Rsa solo tre si sono occupati di Toscana, Emilia-Romagna e Puglia. Tutti gli altri di Lombardia e Piemonte. Ma evidentemente bastano tre servizi su altrettante regioni (toh, tutte rosse), per evocare la censura da parte della Commissione di vigilanza. L’unica cosa vergognosa e inaccettabile, cara onorevole Fedeli, è il suo attacco alla libertà di informazione e al servizio pubblico. Ma purtroppo questo, per la sinistra, è un vecchio vizio. Bisognerebbe intanto obbligare Feltri a trascorrere le prossime vacanze estive al Sud. Perché no? Potrebbe recarsi in Campania, a Napoli, oppure nel Molise dove un caso di covid-19 positivo è stato magnificamente curato in ospedale a Campobasso. Ma leggiamo cosa dice il corregionale e coprovinciale di Feltri: “Io che sono un amante del Sud, mi piace il calore della gente, mi piace l’ospitalità, il senso che danno alla vita: non siamo così noi del Nord. Siamo sempre ansiosi: sempre a correre dietro a che cosa. Prima o poi devi lasciare qui tutto”. Due 66enni che vivono entrambi a Bergamo ma si sono conosciuti all’Ospedale Cardarelli di Campobasso: si sono ritrovati nella stessa stanza in gravi condizioni per il covid-19. A distanza di due mesi dalla infezioni possono tirare un sospiro di sollievo in quanto sono clinicamente guariti. A parlare è un architetto molto noto nella sua città, Mario Minola“Mi sono sentito male, i miei figli e mia moglie mi hanno accompagnato al pronto soccorso di Bergamo e da quel momento non mi ricordo più nulla, se non il fatto che mi sono svegliato dopo 30 giorni.

Mi sono ritrovato a Campobasso, una città che non ho mai visitato; mi hanno detto che è molto bella: io da qua la mattina se ci fosse il sole vedo le colline, è molto bella, veramente molto bella. Mi son trovato quà, mi hanno detto: “Lei è guarito, ma non so più neanche io di cosa ero ammalato. Poi ho ricominciato la rieducazione in questo reparto: sono bravissimi, veramente bravi. Sono felice di essere stato trasferito a Campobasso, perchè ho dei fratelli medici, dei nipoti che fanno la fisioterapia. Mi hanno detto vai lì, Mario, e stai lì tranquillo, è un posto dove sono molto preparati. Mi trovavo nel mondo dei morti, veramente: e sono rinato. Adesso come i bambini piccoli dovrò imparare a fare le cose più semplici, come la mia nipotini di un anno e che ha cominciato ad alzarsi adesso ed a camminare a quattro zampe. E la stessa cosa farò io, piano piano. Mia moglie mi ha rassicurato che mi darà tutto l’appoggio possibile, che non ci sono problemi, che lei è forte, però ho voglia di vederli che non ti dico: una voglia spaventosa”. Ecco cosa dovrebbe leggere Feltri per ravvedersi, almeno del 30% di quella sua affermazione di “molti meridionali inferiori”, sicuramente non al suo provincialismo sia pure sotto le Alpi, non lontano dal Sole del Po!

 

Giuseppe Pace (Meridionalista non piagnone a Padova)

 

 

 

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