Napoli, 10 Aprile – Morti bianche sui luoghi di lavoro? Ma dove stavano 25 anni fa tutti quelli che adesso parlano dell’argomento investendo anche le scuole dove siamo entrati sempre gratis per sensibilizzare? La storia siamo noi, le Nacchere rosse che con Dario Fo ed Enzo Gragnaniello portarono in scena la drammaticità di chi deve morire per campare: i lavoratori e le lavoratrici. Uomini e donne che non possano porsi tanti perché mentre la sicurezza resta più precaria che mai.

Chi è addetto al controllo della sicurezza lo deve fare con scrupolo. La Flobert è un esempio lampante. Venerdì 11 aprile 1975 a Sant’Anastasia “na fabbrica scuppiave Maronna che paura”. Bilancio:13 morti. Nove aprile 2025: si incendia misteriosamente l’azienda chimica Chimpex di Caivano. Nessun morto, ma una nube nera e tossica devasta tutti i comuni vicinori con gravi rischi sulla salute pubblica.

Le fiamme hanno colpito il capannone della fabbrica di solventi, appunto la Chimpex. La colonna di fumo è stata intravista a km di distanza. Si facciano indagini serie. In Terra dei fuochi, nota per i continui incendi, non si dovrebbero autorizzare industrie del genere, industrie a rischio veleni. L’escalation tumorale ancora una volta non vale a fare da deterrente. La smania del Dio denaro non può mettere a parcheggio il diritto alla salute. Enzo la Gatta e i suoi compagni non hanno mai smesso di tenere alta l’attenzione su questi argomenti, anzi ne hanno fatto una bandiera di legalità. Hanno girato tutto il mondo rivendicando sicurezza, giustizia e identità. Parlano gli archivi Rai e i documentari. La prima cosa è la salute e l’aria è inquinata per tutti, anche per chi non si fa scrupolo.

Anita Capasso

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