Napoli, 25 Novembre – Nella Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, i dati continuano a raccontare una realtà preoccupante. Solo nella provincia di Napoli, negli ultimi undici mesi, sono state arrestate 432 persone per reati legati alla violenza di genere. Di queste, 387 sono state fermate in flagranza di reato o in esecuzione di misure disposte dall’autorità giudiziaria, mentre altre 45 in flagranza differita. Una media di 1,3 arresti al giorno.

I numeri crescono se si guarda alle denunce: 2.230 persone denunciate a piede libero, pari a quasi 7 al giorno. Tuttavia, emerge un dato in controtendenza: nonostante la gravità del fenomeno, l’aumento delle denunce è un segnale positivo. Le campagne di sensibilizzazione sembrano infatti rafforzare la fiducia delle vittime nelle istituzioni, riducendo quel muro di silenzio e solitudine che spesso impedisce di denunciare.

Il fenomeno: un problema sistemico e trasversale
La violenza sulle donne non è mai un evento isolato, ma il risultato di una cultura patriarcale radicata e di dinamiche di potere sbilanciate. Può assumere molte forme: fisica, psicologica, economica, sessuale. E colpisce indipendentemente dall’età, dal livello di istruzione o dal contesto socioeconomico. Le vittime spesso convivono con un senso di abbandono che le porta a ritenere che non ci sia via d’uscita, alimentato da timori concreti come la mancanza di supporto, la paura di ritorsioni e il giudizio sociale.

Le risposte necessarie: un approccio integrato
Le campagne di sensibilizzazione non possono essere un punto di arrivo, ma solo l’inizio di un lavoro più ampio e sistemico. Le soluzioni devono basarsi su tre pilastri principali:

  1. Educazione e prevenzione: Serve un cambio culturale, a partire dalle scuole, per educare al rispetto reciproco e al riconoscimento dei comportamenti abusivi.
  2. Supporto multidisciplinare: Creare una rete solida tra forze dell’ordine, servizi sociali, strutture sanitarie e associazioni è essenziale per fornire un aiuto concreto e immediato alle vittime. Questo include supporto psicologico, tutela legale e percorsi di reinserimento sociale.
  3. Tolleranza zero verso i colpevoli: L’applicazione rigorosa delle leggi è cruciale per contrastare l’impunità, assicurando che chi commette violenza venga perseguito in modo efficace.

Un messaggio per oggi e per il futuro
Ognuno di noi ha un ruolo da svolgere nella lotta contro la violenza sulle donne. Non basta indignarsi il 25 novembre: è necessario un impegno quotidiano per costruire una società più giusta e sicura. Alle vittime va il nostro incoraggiamento: non siete sole. Esiste una rete pronta ad ascoltarvi, a credere nel vostro coraggio e a combattere al vostro fianco.
Denunciare non è facile, ma è il primo passo per spezzare le catene della violenza. Come società, abbiamo il dovere di essere quel sostegno che ogni donna in difficoltà merita.

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Raffaele Ariola
“Giornalista pubblicista con una grande passione per lo sport, in particolare per il calcio, da sempre definito lo sport più bello del mondo. Scelgo, ogni volta che scrivo, di essere al servizio della notizia e del lettore, raccontando i fatti con chiarezza ed essenzialità. Credo fermamente che l’unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede”.