Napoli, 12 Novembre – Quando la tecnologia incontra la sicurezza del territorio, il risultato può cambiare la vita di intere comunità. Oggi, il rischio frane in Italia non è più soltanto una minaccia latente, ma una realtà che impone nuove strategie di prevenzione e intervento. In questo scenario nasce APLAND (Analysis Platform for Landslide Detection), un progetto d’avanguardia che unisce Intelligenza Artificiale, gemelli digitali e cloud computing per la gestione avanzata del rischio idrogeologico. In Italia, la gestione del rischio frane soffre da tempo di una profonda frammentazione di dati, modelli e sistemi. Università, centri di ricerca e istituzioni producono informazioni preziose, ma spesso non interoperabili. APLAND nasce proprio per superare questo limite, costruendo una piattaforma integrata, scalabile e condivisa, capace di unire competenze scientifiche, tecniche e operative.

Finanziato nell’ambito del Programma Tech4You (PNRR) e inserito nell’Investimento 1.5 “Creazione e rafforzamento di ecosistemi dell’innovazione”, il progetto mira a realizzare un sistema informatico unico per la valutazione della pericolosità e della suscettibilità da frana, a supporto di enti pubblici, università e Protezione Civile.

La forza di APLAND risiede nella sua struttura collaborativa. Il progetto è guidato da BIDATA Srl, azienda capofila industriale, con la direzione del responsabile Andrea Della Peruta, affiancata dalle PMI innovative Campania Sistemi, Lasting Dynamics e Lascò Srl.
Al fianco delle imprese, due organismi di ricerca di primo livello:

  • Università degli Studi di Napoli Federico II – DIETI, con il prof. Aniello Murano, ordinario di Informatica e Intelligenza Artificiale, EurAI Fellow e luminare di fama internazionale,
  • Università degli Studi di Salerno – DICIV, con un team di esperti in geologia e rischio idrogeologico coordinati dal prof. Diego Di Martire.

Questa sinergia tra mondo accademico e industriale punta a portare la piattaforma a un Livello di Maturità Tecnologica (TRL) 7, ovvero la dimostrazione di un prototipo operativo in ambiente reale. L’innovazione di APLAND risiede nell’uso combinato di Intelligenza Artificiale e Digital Twin Technology. Attraverso modelli predittivi e simulazioni virtuali, la piattaforma potrà analizzare grandi quantità di dati, riconoscere pattern non evidenti e prevedere con maggiore precisione la probabilità e l’evoluzione di fenomeni franosi.

“Il nostro obiettivo – spiega il prof. Aniello Murano – è creare un modello predittivo applicabile non solo al rischio frane, ma anche a scenari critici come eventi sismici o incendi. La ricerca deve essere orientata al bene comune: i modelli predittivi rappresentano una risposta concreta e consapevole alle sfide del futuro”. La piattaforma APLAND è progettata secondo una architettura a microservizi basata su cloud e Spatial Data Infrastructure (SDI). Il cuore del sistema è la Piattaforma Informatica Trasversale (PIT), che integra i processi di elaborazione dei dati geografici (GIS), interfacciandosi con laboratori e sensori sul campo per la raccolta in tempo reale.

Accanto ad essa, le Piattaforme Informatiche Specifiche (PIS) permettono l’integrazione di asset verticali come sistemi di allerta precoce o modelli geologici locali. Tutte le componenti dialogano tra loro, generando un ecosistema digitale dinamico, capace di evolversi e adattarsi a diversi contesti territoriali. La creazione di un digital twin, un gemello digitale del territorio, rappresenta la svolta. Attraverso simulazioni avanzate e visualizzazioni multi-scalari, sarà possibile testare scenari di rischio, pianificare interventi e ottimizzare le risposte in caso di emergenza.

Questa capacità di simulare virtualmente eventi potenziali costituisce un vantaggio decisivo rispetto alle tecnologie attuali, ancora limitate da sistemi statici e compartimentati. La fase successiva del progetto prevede la nascita di uno spin-off o di una newco per la gestione e la valorizzazione dei risultati, con l’obiettivo di industrializzare e commercializzare il servizio.

L’impatto atteso è triplice:

  1. Migliorare la gestione delle emergenze, aggiornando rapidamente gli scenari.
  2. Accelerare la conoscenza dei fenomeni, favorendo la prevenzione.
  3. Offrire una soluzione scalabile e replicabile, utile anche per altre tipologie di rischio ambientale.

APLAND non è solo un progetto tecnologico, ma una visione: usare la potenza dell’IA per la tutela del territorio e delle persone. È la dimostrazione che innovazione e sostenibilità possono procedere insieme, trasformando la ricerca scientifica in un bene collettivo. Il futuro della prevenzione passa da qui — dall’intelligenza delle macchine al servizio della sicurezza umana.

L’innovazione, quando è guidata da una visione collettiva, diventa molto più di un risultato tecnico: diventa un atto politico, culturale e sociale. APLAND non è soltanto una piattaforma di Intelligenza Artificiale per la gestione del rischio frane. È un esperimento di civiltà tecnologica, un esempio concreto di come la scienza possa dialogare con il territorio e con le sue fragilità, trasformando la conoscenza in infrastruttura di sicurezza e consapevolezza.

La sfida che il progetto affronta è duplice. Da un lato, quella scientifica, che chiede di rendere l’IA uno strumento trasparente e affidabile, capace di interpretare dati complessi e restituire modelli di realtà dinamici, utili a chi deve decidere in tempi rapidi. Dall’altro, la sfida etica e culturale, che impone di orientare la potenza del calcolo e della simulazione verso il bene comune, senza sostituire ma potenziando il giudizio umano. In questo senso, APLAND rappresenta una nuova grammatica della prevenzione: un linguaggio che unisce la logica matematica al sapere geologico, la capacità predittiva al principio di responsabilità.

La vera innovazione non è nel codice, ma nella relazione che si instaura tra tecnologia e società, tra dati e decisioni, tra previsione e fiducia. Nel Paese europeo più esposto al dissesto idrogeologico, costruire sistemi intelligenti significa costruire futuro, non solo infrastrutture. E se il rischio è ormai una certezza, la risposta non può che essere una certezza intelligente — quella di un’Intelligenza Artificiale che, come APLAND, scelga di servire la vita, il territorio e la sicurezza collettiva.

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Prof. Aniello Murano

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Raffaele Ariola
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