Somma Vesuviana, 28 Settembre – Sette fornaci di epoca augustea, rimaste sepolte per secoli, sono riemerse dal cuore della Villa Augustea di Somma Vesuviana, il sito archeologico che continua a restituire tasselli fondamentali della storia romana. L’ultima campagna di scavi, condotta dalla missione internazionale guidata dall’Università di Tokyo con la collaborazione dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, ha infatti portato alla luce due nuove fornaci che si aggiungono alle cinque già individuate.
«Le fornaci riscaldavano ambienti monumentali e, probabilmente, servivano anche alla produzione artigianale – ha spiegato l’archeologo Antonio De Simone –. I crolli delle strutture, i tetti, e persino tracce di surge, la violenta ventata di ceneri bollenti, aprono scenari inediti non solo per la storia del sito, ma anche per lo studio del fenomeno vulcanico».
Il sito, scavato ormai per oltre 3000 metri quadrati, racconta una storia verticale: dagli strati più recenti si scende fino all’epoca dell’imperatore Augusto, tra mosaici, affreschi e resti imponenti. Qui la stratigrafia conserva i segni di almeno quattro grandi eruzioni – 79, 472, 512 e 1631 d.C. – che ne hanno scandito i cicli di distruzione e rinascita.
Non è escluso che proprio in questa villa o nelle sue immediate vicinanze si trovasse il luogo della morte di Augusto, avvenuta nel 14 d.C. a Nola, come tramandato da Tacito. Un mistero che rende ancora più suggestiva la scoperta e che intreccia la storia politica dell’impero con quella geologica del Vesuvio.
Al di sopra delle fornaci recentemente emerse è stato rinvenuto un deposito di anfore databili al 79 d.C., subito prima della catastrofica eruzione che seppellì Pompei, Ercolano e lo stesso sito di Somma Vesuviana. Dopo circa un secolo, la villa tornò a vivere con nuovi insediamenti di pregio, di cui restano tracce spettacolari: celle vinarie, colonnati, pavimenti mosaicali e statue che celebrano il mondo dionisiaco.
«Siamo convinti di trovarci di fronte a testimonianze di eccezionale valore – ha sottolineato il sindaco Salvatore Di Sarno –. La Villa Augustea è un geosito unico, in grado di raccontare sia la vita di duemila anni fa sia la forza delle eruzioni vesuviane».
Oggi, domenica 28 settembre, il sito di Starza della Regina, a 18 chilometri da Napoli, apre al pubblico nell’ambito delle Giornate Europee del Patrimonio. Le guide della Pro Loco accompagneranno visitatori e turisti in un vero “viaggio nel tempo”, dal presente fino all’età augustea, tra reperti, stratificazioni geologiche e ambienti imponenti.
Un fascino che ha conquistato anche il cinema: la Villa Augustea è protagonista del documentario Sotto le nuvole di Gianfranco Rosi, applaudito all’ultima Mostra del Cinema di Venezia. E così, tra archeologia e vulcanologia, tra mito e scienza, Somma Vesuviana si conferma uno dei luoghi più straordinari in cui il tempo si piega, svelando – strato dopo strato – la memoria di un impero e i segreti del Vesuvio.
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