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Il business delle ambulanze private, Controlli a Napoli: ambulanze senza autorizzazione ed assicurazione, dipendenti in nero

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Napoli, 25 Novembre – Proseguono le inchieste sul business delle ambulanze private. A Napoli, nella giornata del 24 novembre, la Polizia ha effettuato dei controlli nella sede di un’associazione di volontariato, in via Michele Pietravalle, nei pressi del Policlinico Federico II, che effettuava anche trasporti ospedalieri per pazienti non urgenti.

Si è scoperto che si adoperavano ambulanze che non avevano l’autorizzazione del’Asl, una anche priva di assicurazione, che non tutti i dipendenti erano stati assunti con regolare contratto e che vi era un allaccio abusivo alla rete elettrica. Finalmente si sono cominciate a smuovere le acque e ciò che sta venendo a galla è qualcosa di inquietante e scandaloso. “L’associazione che ha subito i controlli sembrerebbe che sia la stessa coinvolta nell’episodio dell’ambulanza ai Quartieri Spagnoli, che noi abbiamo denunciato. Avevano chiesto 500 euro per trasportare un paziente diversamente abile.  Si tratta di gente senza scrupoli, con vicende legate alla criminalità, che lucra sulla pelle delle persone, mettendole anche in pericolo visto quello che sta emergendo.” –racconta il Consigliere Regionale di Europa Verde Francesco Emilio Borrelli- “Siamo stati informati che un’ambulanza privata avrebbe effettuato un trasporto da Caserta al Policlinico di Napoli richiedendo una cifra di 2400 euro, dato che sono rimasti in attesa dalle 7 alle 21 all’esterno dell’ospedale. Stiamo verificando anche questa situazione così come abbiamo fatto con le altre. Se ciò che ci è stato segnalato risultasse veritiero allora ci troveremmo di fronte ad uno scandalo, si tratterebbe di una vera e propria rapina.

Quello che si sta delineando è un quadro inquietante. Grazie anche alle nostre denunce si sta scoperchiando questo vaso di Pandora e da li stanno emergendo realtà preoccupanti che vanno verificate, analizzate e denunciate. Noi già da tempo abbiamo presentato un esposto alla Procura della Repubblica e fatto delle denunce alla Guardia di Finanza, vogliamo che la Procura accenda un faro su questo sistema per capire chi ne fa parte, come e perché. Bisogna fermare tutto questo sciacallaggio sulla pelle dei malati e della povera gente.”.

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