Da Sant’Antonio Abate un messaggio che va oltre il record: oltre diecimila pizze donate e una straordinaria mobilitazione di solidarietà con il maestro pizzaiolo Ciro Sasso tra i grandi protagonisti.

Sant’Antonio Abate, 1 Luglio – Quando la pizza diventa solidarietà, il risultato va ben oltre un semplice record. Per due giorni, il 29 e il 30 giugno, Piazza della Libertà a Sant’Antonio Abate si è trasformata nel cuore pulsante di una straordinaria iniziativa benefica che ha unito maestri pizzaioli, istituzioni, volontari e cittadini in un’unica, grande missione: fare del bene.

L’evento Guinness World Records, promosso con il patrocinio del Comune di Sant’Antonio Abate, ha centrato uno storico traguardo: la produzione e la distribuzione in beneficenza di oltre 10.000 pizze, il primo Guinness World Records istituito in Campania interamente dedicato alla solidarietà.

Fondamentale il sostegno dell’Amministrazione comunale e del sindaco Ilaria Abagnale, che ha creduto fin dall’inizio nell’iniziativa, garantendo piena collaborazione per la riuscita della manifestazione.

Oltre cinquanta pizzaioli provenienti da tutta Italia e anche dall’estero, appartenenti all’associazione GPN, hanno lavorato fianco a fianco in un’autentica maratona della solidarietà, ricevendo al termine il prestigioso attestato ufficiale del Guinness World Records quale riconoscimento per il loro contributo, offerto interamente a titolo gratuito.

Le pizze sono state distribuite ai cittadini intervenuti e, soprattutto, destinate alle associazioni di volontariato e agli ospedali, trasformando un record mondiale in un gesto concreto di vicinanza verso chi vive situazioni di difficoltà.

Tra i protagonisti più applauditi dell’evento si è distinto il maestro pizzaiolo Ciro Sasso, titolare della rinomata pizzeria Fiammafredda di Saviano, che ha conquistato il prestigioso riconoscimento contribuendo in maniera determinante al raggiungimento del Guinness World Records.

Per Sasso, però, il vero successo non è stato il record in sé, bensì il valore umano dell’iniziativa. «Ho aderito con entusiasmo perché non si trattava semplicemente di preparare migliaia di pizze, ma di donarle a chi ne aveva davvero bisogno. È questo il Guinness di cui andare fieri», racconta.

Particolarmente toccante, per il pizzaiolo savianese, la destinazione di 3.000 pizze all’Ospedale Santobono, struttura alla quale è profondamente legato. «Per me il Santobono rappresenta qualcosa di speciale, un luogo verso il quale nutro una profonda gratitudine personale. Sapere che migliaia di pizze sarebbero arrivate lì ha reso questa esperienza ancora più emozionante.»

L’obiettivo fissato dagli organizzatori era ambizioso: preparare 12.000 pizze in dodici ore. Un traguardo raggiunto con largo anticipo e addirittura superato grazie al lavoro incessante di una squadra compatta composta da circa cento pizzaioli, uniti dallo stesso spirito di servizio. «Eravamo tutti amici, uniti sotto un’unica bandiera e da un solo obiettivo: regalare un sorriso attraverso un gesto semplice come una pizza. La soddisfazione più grande non è stata vedere certificato il record, ma osservare i furgoni partire uno dopo l’altro diretti verso ospedali e realtà assistenziali. È stata un’emozione difficile da descrivere.»

L’intera manifestazione è stata seguita anche dalle telecamere delle emittenti Mediaset e di televisioni locali, testimoniando il valore di un’iniziativa che ha saputo coniugare tradizione, professionalità e solidarietà. Per partecipare all’evento, Ciro Sasso ha scelto di chiudere la propria attività per un’intera giornata, una decisione che racconta meglio di qualsiasi parola il suo modo di intendere il mestiere. «Mi scuso con tutti i clienti che avevano programmato una serata da noi, ma davanti a iniziative come questa non ho alcun dubbio. Se c’è da raccogliere fondi o sostenere gli ospedali attraverso la beneficenza, chiudo il locale e parto senza esitazione. È un dovere morale prima ancora che professionale.»

Il Guinness World Records conquistato a Sant’Antonio Abate troverà posto tra le pareti della pizzeria Fiammafredda, ma il valore di quel riconoscimento va ben oltre una targa da esporre. Racchiude il senso più autentico della professione del pizzaiolo: trasformare il proprio talento in uno strumento capace di creare comunità, regalare speranza e ricordare che, quando la solidarietà accende il forno, ogni pizza può diventare un gesto d’amore.

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Raffaele Ariola
“Giornalista pubblicista con una grande passione per lo sport, in particolare per il calcio, da sempre definito lo sport più bello del mondo. Scelgo, ogni volta che scrivo, di essere al servizio della notizia e del lettore, raccontando i fatti con chiarezza ed essenzialità. Credo fermamente che l’unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede”.