Biagio Maimone, Direttore della Comunicazione della Fondazione Bambino Gesù del Cairo, il cui Presidente è Monsignor Yoannis Lazhi Gaid, gia Segretario personale di Sua Santità Papa Francesco, definito il giornalista dei poveri, richiama il mondo del giornalismo e della comunicazione a una responsabilità etica e sociale: trasformare la parola in strumento di giustizia, dignità e riscatto per gli ultimi, in linea con il magistero di Papa Francesco
Milano, 6 Maggio – Il Forum Comunicazione 2026in programma oggi dalle ore 09:00 alle 18:00 presso la sede di Assolombarda a Milano, si configura quale autorevole e qualificato momento di riflessione a livello nazionale sui processi comunicativi contemporanei, intesi nella loro dimensione strategica, culturale ed etica. L’evento riunisce rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico e delle professioni, chiamati a confrontarsi sui temi centrali della comunicazione odierna: dalla responsabilità sociale alla governance del racconto, dalla trasformazione digitale alla costruzione della fiducia, sino al ruolo della comunicazione quale fattore essenziale per la coesione sociale e per uno sviluppo autenticamente umano.
In tale contesto, Biagio Maimone, Direttore della Comunicazione della Fondazione Bambino Gesù del Cairo, ha preso parte al Tavolo Tematico “Comunicazione & Terzo Settore: comunicare il no-profit tra impatto, credibilità e governance del racconto”, offrendo un contributo di elevato profilo teorico e applicativo sul ruolo della comunicazione quale strumento etico, relazionale e generativo di fiducia nelle società contemporanee. In questa sede, Maimone, che svolge anche il ruolo di Coordinatore per l’Italia della Rete Mondiale del Turismo Religioso, presenta l’innovazione culturale e sociale che la Fondazione Bambino Gesù del Cairo introduce in questa edizione del Forum, proponendo una rinnovata modalità di intendere e praticare la comunicazione e il giornalismo, fondata su un orientamento etico che pone al centro la persona umana, in particolare gli ultimi, i poveri e i sofferenti.
Biagio Maimone è stato definito il “giornalista dei poveri”per aver dato voce, nel corso degli anni, a persone che vivono il disagio della povertà e dell’abbandono, rendendo visibili storie spesso ignorate e restituendo dignità a chi è relegato ai margini della società. Tale definizione esprime una precisa postura etica e professionale: quella di un giornalismo che si assume la responsabilità di rappresentare gli invisibili e di contrastare ogni forma di esclusione e ingiustizia sociale.
La partecipazione si inscrive in un contesto storico segnato da crisi profonde e sistemiche che investono non soltanto le strutture economiche e politiche, ma anche i linguaggi, le forme della relazione e i paradigmi culturali della convivenza civile. In tale scenario, la comunicazione è chiamata a una rinnovata consapevolezza della propria vocazione originaria: non mera trasmissione di contenuti, bensì atto umano, etico e spirituale, capace di parlare al cuore dell’uomo e di generare responsabilità, prossimità e coscienza.
In tale cornice si inscrive la presenza della Fondazione Bambino Gesù del Cairo, presieduta da Monsignor Yoannis Lazhi Gaid, già storico Segretario personale di Sua Santità Papa Francesco. Voluta e benedetta dal Pontefice, essa si configura come un autentico testamento d’amore e trova il proprio fondamento genetico e ideale nella sottoscrizione del Documento sulla Fratellanza Umana per la pace e la convivenza comune, firmato ad Abu Dhabi da Papa Francesco e dal Grande Imam di Al-Azhar, Ahmed Al-Tayeb.
Originatasi quale Associazione, la Fondazione ha progressivamente assunto il profilo di ente filantropico impegnato nel sostegno a progetti di cooperazione sanitaria internazionale, con specifico riferimento all’assistenza pediatrica in Egitto. In tale prospettiva, l’istituzione assume il paradigma della Fratellanza Umana quale asse ispiratore e criterio operativo, traducendolo in interventi concreti a favore dei minori in condizioni di vulnerabilità, nonché nel sostegno alle famiglie e alle donne in situazioni di difficoltà. Il processo di istituzionalizzazione ha raggiunto piena maturazione nel 2025, anno in cui l’ente ha acquisito la forma giuridica di Fondazione, conseguendo maggiore stabilità strutturale e continuità operativa.
Il Documento sulla Fratellanza Umana costituisce uno dei vertici più alti e significativi nel panorama contemporaneo della costruzione della pace, fondato sul dialogo tra le tre grandi religioni monoteiste e sulla promozione della convivenza comune. Esso rappresenta la matrice spirituale, culturale e operativa della Fondazione, che ne traduce i principi in prassi concreta, rendendo il dialogo interreligioso esperienza viva e operante di fraternità universale.
Sotto la guida di Monsignor Yoannis Lazhi Gaid, la Fondazione si configura quale espressione eminente del pontificato di Papa Francesco, nella quale la dimensione spirituale si integra armonicamente con la responsabilità sociale, dando forma a interventi concreti e continuativi a favore dei soggetti più vulnerabili: bambini poveri e abbandonati, donne vittime di violenza e famiglie segnate da fragilità economiche e sanitarie.
Tra le principali iniziative della Fondazione si annoverano la distribuzione di oltre 35.000 pasti alle comunità indigenti; l’assistenza sanitaria garantita a più di 10.000 bambini; la realizzazione della “Casa della Speranza”; l’orfanotrofio “Oasi della Pietà”; il progetto dell’Ospedale Bambino Gesù del Cairo; le cliniche mobili “Salus” e la rete solidale “Fratello”.
La Fondazione si è distinta altresì per la presa in carico di casi emblematici di estrema fragilità, garantendo sostegno sanitario e umano a numerosi bambini in condizioni di vulnerabilità.
Nel medesimo solco si colloca la realizzazione della Casa della Famiglia Abramitica ad Abu Dhabi, nata a seguito del Documento sulla Fratellanza Umana e configurata quale spazio simbolico e concreto di convivenza tra le fedi.
La presenza della Fondazione Bambino Gesù del Cairo al Forum Comunicazione 2026, rappresentata da Biagio Maimone, assume un valore altamente significativo, poiché segna un passaggio rilevante verso una comunicazione sempre più orientata agli ultimi, ai poveri e agli invisibili, in piena coerenza con la visione di Papa Francesco.
Biagio Maimone, definito il “giornalista dei poveri” e autore della comunicazione socio-umanitaria, ha seguito sin dalla nascita tutte le attività della Fondazione, contribuendo a costruire una narrazione fondata sulla speranza, sulla solidarietà e sulla responsabilità collettiva. La sua elaborazione teorica si radica nel magistero di Papa Francesco e si articola attorno a una concezione della comunicazione quale pratica etica e relazionale, orientata alla promozione del bene comune e alla valorizzazione della dignità della persona.
“In un mondo segnato da una crescente povertà non solo materiale ma anche morale, la comunicazione deve ritrovare la propria missione originaria: parlare al cuore e allo spirito, costruire ponti tra le persone, dare voce agli ultimi e promuovere la dignità umana“, afferma Biagio Maimone.
E aggiunge con forza: “Non è più tollerabile una società segnata dalla povertà e dall’esclusione, nella quale uomini e donne siano costretti a vivere ai margini, nell’invisibilità e nell’indifferenza. A quanti operano nel mondo della comunicazione e del giornalismo è affidata una responsabilità etica alta e non delegabile: dare voce a chi non ne ha, farsi interpreti delle sofferenze silenziose, denunciare con rigore le ingiustizie, le discriminazioni e ogni forma di sopruso.
La comunicazione, per essere autentica, è chiamata a trascendere la mera dimensione informativa per assumere una funzione profondamente umana, umanitaria, sociale e pedagogica, divenendo spazio generativo di coscienza, di responsabilità e di riscatto. Essa deve farsi parola che cura, che illumina, che restituisce dignità, contribuendo a edificare una cultura della prossimità e della fraternità.
In tale prospettiva, la Fondazione Bambino Gesù del Cairo si configura quale espressione eminente di una solidarietà attiva e operante, capace di coniugare carità e concretezza, visione spirituale e intervento sociale, incarnando un modello virtuoso di impegno a favore degli ultimi.
In questo orizzonte si staglia con particolare forza la figura di Papa Francesco, il cui magistero rappresenta una delle più alte espressioni contemporanee di umanesimo integrale. Il Santo Padre indica con chiarezza una via fondata sulla centralità della persona, sulla fraternità universale e sulla responsabilità verso i più fragili, elevando la carità a principio ordinatore della vita sociale.
È in questa luce che la comunicazione riscopre anche la sua dimensione più profonda di bellezza: bellezza intesa non come mera estetica, ma come rivelazione del bene, della verità e della dignità umana. Una bellezza che si manifesta quando la parola si fa giustizia, quando il racconto restituisce visibilità agli invisibili e quando la comunicazione diventa autentico strumento di pace, di inclusione e di speranza per l’umanità.”
La partecipazione della Fondazione Bambino Gesù del Cairo al Forum Comunicazione 2026 si configura, pertanto, come espressione concreta e autorevole di un nuovo umanesimo della comunicazione, pienamente ispirato al magistero di Papa Francesco e orientato alla costruzione di una società fondata sulla fraternità, sulla solidarietà e sul dialogo tra i popoli.
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