Nucleare smart farà la differenza sul lungo termine per rendersi veramente autonomi energicamente
Torino, 5 Giugno – <<Nonostante l’Italia sia ormai leader riconosciuta nelle tecnologie pulite, i prezzi dell’energia aumenteranno, e con essi le bollette degli italiani. Dalle analisi del nostro Osservatorio stimiamo vi saranno due impennate: una prima a luglio e una seconda, più alta, arriverà in inverno.>> Ne è convinto Cristiano Bilucaglia, presidente dell’Osservatorio uBroker sull’energia, che nella sua analisi fa il punto sul mix energetico italiano e la via “nucleare” da percorrere per raggiungere la decarbonizzazione.

L’Italia è “leader delle tecnologie pulite” e del risparmio energetico. Lo rende noto l’ultimo report stilato dall’Unione Europea, che fa il punto sui due anni di attuazione del piano energetico RePowerEu. <<l’Italia ha tagliato il consumo di gas del 17% tra agosto 2022 e gennaio 2024 riducendo la dipendenza dal gas russo – aggiunge Bilucaglia – con il Superbonus 110% per gli immobili residenziali sono state realizzate 494.406 ristrutturazioni energetiche; il sistema nazionale di obblighi di risparmio energetico ha fatto registrare un +33% nel 2023 con 0,46 Mtep di risparmio energetico finale; l’Italia è leader delle tecnologie pulite, fotovoltaico ed eolico, ed è tra i primi due maggiori produttori europei di pannelli solari. Un risultato davvero incredibile.>>
Partendo da questa big news, l’Osservatorio uBroker sull’energia ha focalizzato la sua attenzione sull’estrazione del gas, sull’esigenza di diversificare le fonti di approvvigionamento e sui cambiamenti dall’inizio del conflitto fra Russia e Ucraina.
Tra gennaio 2023 e metà novembre 2023 l’Italia ha importato 53,3 miliardi di metri cubi di gas (fonte Snam, ndr). Di questi:
- 20,2 miliardi sono arrivati dall’Algeria
- 8,7 miliardi dall’Azerbaijan
- 5,9 miliardi dal Nord Europa
- 2,4 miliardi dalla Russia
- 2,2 miliardi dalla Libia
- 12,3 miliardi è la quota del “gas naturale liquefatto” (Gnl).
Le importazioni dalla Russia hanno quindi pesato solo per il 4,5% sul totale. Guardando indietro al 2020, le stesse pesavano ben il 43,3%, come ha dichiarato lo stesso ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Pichetto Fratin “oggi la quota di gas russo che arriva in Italia è minima e non è più essenziale per il nostro Paese“. Queste parole arrivano negli stessi giorni in cui la Commissione europea conferma che l’accordo trilaterale sul transito del gas russo attraverso la rotta ucraina a scadenza 2024 non sarà rinnovato e che l’Italia, insieme a Slovacchia, Austria e Ungheria dovranno trovare delle alternative.
Inoltre due recenti notizie hanno contribuito all’aumento del prezzo del gas naturale in Europa. Da mercoledì 22 maggio i prezzi del gas sono saliti ai livelli più alti degli ultimi 4 mesi, dopo che la società petrolifera austriaca OMV ha fatto sapere che le forniture del gruppo statale russo Gazprom potrebbero venire interrotte. Se per l’Austria questa notizia risulta allarmante (più dell’80 per cento delle importazioni gasifere austriache arrivano da Gazprom) per l’Italia non lo è. Questo perché la maggior parte degli approvvigionamenti italiani, circa il 65%, provengono dal gas liquefatto e dalle tubature posizionate a sud della penisola. La seconda news, invece, vede protagonista il giacimento norvegese di Troll. Ritardi nel rientro dalla manutenzione hanno ridotto i flussi di gas norvegesi di 12 milioni di metri cubi al giorno, lasciando il giacimento fuori servizio lunedì e martedì. Anche questo evento è, però, ininfluente per l’Italia quando si parla di approvvigionamento. Infine, giovedì scorso 30 maggio la Commissione Europea ha ribadito ufficialmente che l’accordo di transito del gas russo via Ucraina non sarà rinnovato.
Alla luce di queste novità, come sta andando il mercato dell’energia in questi giorni e come andrà nei prossimi mesi?
Per quanto riguarda il mercato dell’energia elettrica (grafico n.1) dopo un trimestre in cui si sono registrati i prezzi più bassi degli ultimi anni, maggio vede il PUN nuovamente crescere. Secondo le stime dell’Osservatorio i mesi estivi saranno protagonisti, infatti, di una prima impennata con un picco a luglio. Infatti, il PUN toccherà un valore previsto di circa 111,25 €/MWh. <<Questo aumento estivo è però solo un anticipo di quello che succederà questo inverno. Secondo le nostre analisi, la media che dobbiamo aspettarci è di 123,15 €/MWh. Tornando così ai valori di novembre/dicembre 2023.>> ha dichiarato Cristiano Bilucaglia, presidente dell’Osservatorio uBroker sull’energia.
PUN– media mensile da novembre 2022 a maggio 2024 con previsione fino ad agosto 2024
<<Per quanto riguarda il mercato del gas, invece, anche i valori del PSV torneranno a crescere leggermente questa estate (grafico n.2), registrando circa gli stessi valori dello scorso anno, oscillando così fra 35/37 €/MWh. Anche questo dato, però, è destinato a salire. L’inverno che ci aspetta, infatti, farà registrare un valore pari a circa 41 €/MWh.>> è la previsione di Cristiano Bilucaglia, presidente dell’Osservatorio uBroker sull’energia.
PSV – media mensile da novembre 2022 a maggio 2024 con previsione fino ad agosto 2024
Queste stime, naturalmente, potrebbero subire variazioni. Abbiamo visto negli ultimi anni, come tensioni geo-politiche, guerre, ma anche eventi climatici estremi possano impattare da un giorno all’altro senza preavviso sui costi dell’energia.
“Nonostante questo – afferma Cristiano Bilucaglia, presidente dell’Osservatorio uBroker sull’energia – il piano RePowerEU ha permesso all’Italia e all’Europa di superare due inverni senza risentire di carenze energetiche, anzi. Uno strumento ideato in risposta a una crisi, si è rivelato essere la strada per raggiungere l’indipendenza energetica. La Russia ha inavvertitamente accelerato la nostra transizione verde e noi, attori del settore ma anche noi cittadini, siamo riusciti a trasformare una minaccia in una grande opportunità. La via è ormai tracciata. L’energia eolica e quella solare hanno raggiunto volumi record soprattutto in Italia. Non dimentichiamo poi i progetti sull’idrogeno verde, gli impianti eolici offshore e le reti elettriche del futuro”.
<<è però necessario inserire nel mix energetico anche il nucleare quale fonte pulita per la produzione di energia – aggiunge Cristiano Bilucaglia, presidente dell’Osservatorio uBroker sull’energia – Per raggiungere gli obiettivi fissati dall’Unione Europea, fonti rinnovabili ed energia nucleare dovranno andare di pari passo. Il governo sta accelerando su questo fronte e punta al nucleare di nuova generazione con Enea e lo sviluppo di Small Modular Reactor. I primi impianti dovrebbero essere pronti in 4 anni e garantire a regime circa il 20% dell’energia nazionale nel mix energetico. Rimandare ancora questo tipo di investimento non è più pensabile. Costruire centrali nucleari con tecnologie all’avanguardia è possibile ed è l’unico modo per raggiungere gli obiettivi fissati per il 2030 e abbandonare definitivamente le fonti fossili” ha concluso Cristiano Bilucaglia, presidente dell’Osservatorio uBroker sull’energia.
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